Liguria, Toscana, Emilia Romagna: Cavalcando la Val Trebbia e l’Appennino Tosco-Emiliano

Motoitinerario di 3 Giorni alla riscoperta delle curve della Val Trebbia e dell’Appenino Tosco-Emiliano (e che mangiate!!).

Percorrenza Km (indicativa): 850km

Regioni attraversate: Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana

Mese: Aprile

Giorni Itinerario: 3

Tappe Principali: Val Trebbia, Tour Dell’Appennino Tosco-Emiliano

Budget Stimato:Carburante (con un consumo medio di 18km/l –80euro-) Pedaggio (20 euro circa) Pasti (25 euro a pasto al giorno a persona x 3gg –125euro– + colazioni ed extra –25euro-) Pernotto (circa 60euro a camera x 2notti –120 euro-) . Totale 370 Euro (3 giorni)

Programmazione Generale Itinerario

Giorno 1 (km. 260 – totali km. 260) 

  • PARTENZA da Monza h 08.30
  • Serravalle 
  • Gavi 
  • Voltaggio 
  • Busalla
  • Torriglia
  • PRANZO Ostaia Da Beccassa,Torriglia h13.00
  • Ottone
  • Bobbio
  • Passo Penice
  • CENA E PERNOTTO Albergo Filietto, Costa di Mezzano Scotti h 19.30

RIFERIMENTI

Ostaia da Beccassa, loc. Ponte Trebbia, 20, 16029 Torriglia, Italia, +39 010 943211. Osteria con buon rapporto qualità-prezzo. Niente di mistico o trascendentale, si trova lungo il percorso dell’itinerario, le porzioni sono buone e la qualità discreta. Consigliato in quanto ideale per una sosta pranzo senza spendere una follia seppur mangiando in maniera decente.

Albergo Ristorante Filietto, Costa di Mezzano Scotti, 29022, Bobbio, Italia, +39 0523 937104. Albergo-Ristorante sperduto nella natura Ligure. Si accede tramite una strada asfaltata panoramica tra le colline lontano dalle città affollate. Ideale per un soggiorno relax accompagnato dal buon cibo. A conduzione familiare, sposa ancora la vecchia filosofia del valore dell’ospitalità. Incluso nel prezzo dispone anche di un ricovero al chiuso per le moto. Bagni migliorabili causa impianto doccia poco funzionale (situato nel centro del bagno con scolo a pavimento).

Il passo del Penice è un valico dell’Appennino ligure che mette in comunicazione la valle Staffora (Lombardia) con la val Trebbia (Emilia-Romagna).Si trova a circa 1100m sul livello del mare ed è collocato ai piedi del monte Penice (1.460 m), nel comune di Bobbio. In passato era un’importante via di comunicazione in quanto permetteva di tenere i contatti tra il monastero di San Colombano situato a Bobbio e i suoi possedimenti. Facilitava e garantiva inoltre le comunicazioni tra i feudi creati da Carlo Magno per mantenere l’accesso al Mare. Oggi ha ovviamente perso questa sua valenza politico-commerciale per acquistarne una totalmente improntata al turismo. Da qui si può gustare un panorama meraviglioso che domina l’Alta Val Tidone, da dove è appunto possibile osservare l’intera sezione della Pianura Padana e le Alpi Centrali. Nel Piazzale si trova la statua di San Colombano nominato patrono e protettore dei motociclisti. In inverno è inoltre in funzione un impianto sciistico con innevamento sia naturale che artificiale.

Il Fiume Trebbia, da cui trae il suo nome la valle del Trebbia, nasce ai piedi del monte Prelà a Genova per poi confluire nel Piacentino,  lambendo l’Oltrepò Pavese. Questa valle è costituita da diversi strati calcarei attraverso i quali il fiume scava profondi passaggi  dando vita a fenomeni fossiliferi (finestra tettonica). La valle del Trebbia ha anche un notevole interesse storico infatti fu teatro della battaglia in cui, secondo il racconto dello storico romano Polibio, nel dicembre del 218 a.C. Annibale inflisse una pesante sconfitta al console romano Tiberio Sempronio Longo. Come detto sopra, la storia di questa vallata è fortemente legata alla presenza del monastero di San Colombano a Bobbio soprattutto per il controllo commerciale del traffico del sale. Durante la seconda guerra mondiale si dice che persino il premio Nobel Ernest Hemingway abbia tessuto nel suo diario le lodi di questa vallata incantevole. Il territorio è inoltre ricco di diversi castelli. Lungo il fiume vi è inoltre la possibilità di praticare sport acquatici, come la canoa o il rafting.

 

Giorno 2 (km. 277 – totali km. 537) 

PARTE I

PARTE II

  • PARTENZA Albergo Filietto h09.30
  • Rezzoaglio
  • Borzonasca
  • Borgonovo
  • Passo del Bocco
  • Bedonia
  • PRANZO Osteria Oppici h 13.15
  • Bertorella
  • Passo 100 Croci
  • S. Pietro Vara
  • Borghetto Vara
  • Rocchetta Vara
  • Zignago
  • Orneto
  • Castello
  • Pontremoli
  • CENA E PERNOTTO Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol h18.30

RIFERIMENTI 

Osteria Oppici, Localita Montevaca 4, 43041 Bedonia, Italia, +39 0525 87116. Osteria molto conosciuta della zona. Piatti ottimi e ben curati. Servizio abbastanza buono malgrado il locale fosse affollato. Discreto rapporto qualità-prezzo. Prezzo medio a persona circa 25-30 euro. Comodo parcheggio antistante il locale. Strada panoramica e ricca di curve per raggiungere il posto.

 Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol, Via Pineta, 3, 54026 Mulazzo, Italia, +39 0187 43970. Difficile dare un giudizio completo in merito a questa location. Presenta infatti sia punti di forza che altri aspetti decisamente migliorabili. Il costo ad alloggio ammonta a circa 65 euro. Le camere, un pò datate negli arredi, sono essenziali ma funzionali. Vista sulla rocca e possibilità di pranzare/cenare all’aperto ( punto forte di questa location). La ristorazione a mio avviso è migliorabile. Il rapporto qualità-prezzo non è dei migliori(costo medio a pasto 30-35 euro). Discreta invece la colazione. Personale cortese e disponibile.

A 956m s.l.m. nel comune di Mezzanego si trova il passo del Bocco. Questo valico fu spesso teatro d’arrivo di cronoscalate del Giro d’Italia. Sempre in ambito sportivo è stata una delle classiche prove speciali del Rally della Lanterna.

Tra la Val di Vara e l’Emilia, a 1055m s.l.m. si trova Il passo di Centocroci. Questo valico è attraversato dalla statale 523 che congiunge la provincia della Spezia con quella di Parma. Il nome del passo trae le sue origini nelle leggende del luogo che vollero una banda di briganti uccidere, durante le loro scorrerie, più di cento viandanti.

Giorno 3 (km287 – totali km.824 ) 

  • PARTENZA Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol h09.15
  • Aulla
  • Passo Del Cerreto
  • PRANZO Ristorante Turci, S. Polo D’Enza h13.15
  • Monza h 18.00

RIFERIMENTI

Ristorante TurciVia G. Fontanili 15C, 42020 San Polo d’Enza, Italia, +39 0522 877263. Senza dubbio una rivelazione. Ottimo rapporto qualità-prezzo con piatti deliziosi, variegati e ben presentati. Buono il servizio. Consiglio assolutamente come tappa fissa per chiunque passi da queste zone.

Il passo del Cerreto raggiunge la quota di 1261m s.l.m. e separa la provincia di Massa da quella di Reggio Emilia. Il passo è attraversato dalla Strada statale 63 del Valico del Cerreto.

Tengo a ringraziare sentitamente i miei compagni in questa avventura, grazie a loro questo viaggio è stato indimenticabile e non vedo l’ora di replicare con il prossimo itinerario.

Il vostro turistaperpassione

Francesco

Itinerario MotoRaduno MT09 Tracer 08-04-17

Itinerario del primo Motoraduno Mt09 Tracer

Percorrenza Km (indicativa): 230km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Giorni Itinerario: 1 (Partenza mattina, rientro pomeriggio)

Tappe Principali: Valsassina ( 45°58′58.8″N 9°24′00″E / 45.983°N 9.4°E45.983), Bellano (46°3′N 9°18′E), Bellagio (45°59′15″N 9°15′43″E), Colle del Ghisallo(45°55′25.18″N 9°16′01.63″E / 45.92366°N), Osservatorio Astronomico Sormano (45°52′58.5″N9°13′45.1″E), Pian del Tivano (N 45.89667, E 9.21002), Como (45°48′36.9″N 9°05′10.1″E)

Mezzi di Trasporto: Moto

Budget Stimato: Carburante (21euro); Pranzo  (15 euro) Totale Stimato euro 36 

CONSIGLI PRE-PARTENZA: non sono necessari particolari accorgimenti fatto salvo i classici controlli di routine da effettuare prima di ogni “uscita” motociclistica.

PIANIFICAZIONE

09:30 Ritrovo e Partenza da Monza 

10:30 Lecco-Bione

10:40 Valsassina

11:30 Bellano (ricordati di visitare l’orrido!)

12:30 Aperitivo a Lecco

13:00 Bellagio

13:15 Ghisallo (ricordati di visitare il museo!)

13:30 Pranzo alla Colma di Sormano

15:00 Nesso

15:30 Como

16:15  Rientro a Monza

COSA VEDERE

Tra le Grigne è racchiusa la Valsassina. Questa valle è famosa oltre per la sua naturale bellezza incontaminata anche per i prodotti tipici che essa offre, dai formaggi alla celebre polenta taragna, dai suoi dolci ai funghi che crescono tra i roveri, castani, faggi, noccioli,abeti e larici. Questa valle è percorsa in tutta la sua lunghezza dal torrente Pioverna, che all’altezza di Bellano forma una spettacolare forra chiamata l’Orrido di Bellano.

 

 

 

L’Orrido di Bellano è  appunto una cascata situata in una gola ed è visitabile grazie alla passerella ancorata alle pareti rocciose che percorre l’intera gola munita di impianto di illuminazione. Questa gola si formò circa 15 milioni di anni fa ad opera del sopracitato torrente Pioverna. La gola acquisisce il suo nome grazie al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza”.

Bellagio è un comune di 3820 abitanti in provincia di Como. Il suo territorio rappresenta uno dei vertici ideali del famoso Triangolo Lariano. La sua magnifica posizione, proprio sulla ramificazione del lago di Como con un panorama alpino mozzafiato all’orizzonte, lo rende una rinomata meta turistica da tutto il mondo. Lungo le rive del promontorio di Bellagio si trovano molte antiche dimore nobiliari, circondate ciascuna da parchi e giardini secolari. Alcuni di essi, come nel caso di Villa Melzi e Villa Serbelloni, sono aperti al pubblico.

A 754 m s.l.m. si trova il celebre Passo del Ghisallo che collega la parte alta del Triangolo Lariano con la Valassina. La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia e dal Giro d’Italia. Per questo motivo, la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti. Su iniziativa del parroco di allora don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949, il Papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti.  Secondo un’antica leggenda prende il nome da un certo Ghisallo il quale, nel medioevo, fu assalito proprio in quel luogo da alcuni briganti e fece dunque voto alla madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato. Il 14 Ottobre 2006, a fianco del Santuario, è stato inaugurato il Museo del Ciclismo. Proprio nel santuario si trovano esposti diversi cimeli che hanno fatto la storia del Ciclismo  ad esempio le biciclette usate da Bartali, Coppi e Merckx nelle loro vittorie al Tour de France, la bici speciale usata da Moser per il record dell’ora e diverse maglie Rosa, Gialle e Irridate.

Sulle Prealpi Lombarde, a circa 1000 metri di altitudine, si trova dal 1987 l’Osservatorio Astronomico di Sormano.  Nel corso degli anni ha indirizzato le sue ricerche verso l’osservazione dei corpi minori del sistema solare quali asteroidi e comete ed ha promosso attività divulgative a tema astronomico, diurna e notturna, con conferenze ed osservazioni dirette del sole durante il giorno e degli astri di notte. Lo strumento principale dell’osservatorio è il telescopio Cavagna. Realizzato in fibra di carbonio dall’azienda americana RCOS (Ritchey-Chrétien Optical System), ha uno specchio primario di 50 cm di diametro ed un rapporto focale di 6.8. Proprio accanto all’Osservatorio Astronomico si trova un grazioso Bar-Ristorante che propone il piatto del giorno a 12.50 euro.

Nel triangolo Lariano troviamo il pianoro carsico Pian del Tivano. Questo si è formato a seguito di depositi glaciali su un terreno calcareo lasciando numerosi inghiottitoi a testimonianza della sua storia. Proprio qui si trova la grotta più lunga d’Italia denominata Complesso della Valle del Nose che si estende per 63km. Pian del Tivano è molto frequentato dai motociclisti per i panorami mozzafiato e le strade favolose.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ragazzi ecco a voi il video del primo raduno mt09 tracer Lombardia. Ci siamo divertiti parecchio ed è stata veramente una giornata meravigliosa tra curve, ottima compagnia e buon cibo. P.S. scusate se ogni tanto mi mangio qualche parola ma fare editing alle 2 di notte ha qualche controindicazione. Lamps a tutti. A presto turistiperpassione.

Francesco

Culmine San Pietro, Val Taleggio, San Pellegrino Terme, Valcava

Itinerario in Moto studiato per gli amanti delle curve e dei paesaggi mozzafiato.

Percorrenza Km (indicativa): 180Km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 1 (Partenza la mattina, rientro pomeriggio)

Tappe Principali: Culmine di San Pietro(45°54′08.28″N9°29′38.04″E ), Val Taleggio (45°52′59.88″N 9°36′00″E), San Pellegrino Terme(45°50′N 9°40′E), Valcava(45°47′15″N 9°30′46″E)

Budget Stimato: Carburante (17 euro circa), Pranzo completo (18 euro circa). Totale 35 Euro

Cominciamo il nostro itinerario da Villasanta, comune di 15000 abitanti nella provincia di Monza e Brianza. Proprio da qui ci dirigiamo verso la SS36 dove seguiamo le indicazioni per Valsassina. Successivamente seguiamo le indicazioni per Culmine di San Pietro.

A 1258 m s.l.m. nel comune di Cassina Valsassina si trova il Valico denominato Culmine di San Pietro che mette in comunicazione la Valsassina (Lecco) con la Val Taleggio (Bergamo). Proprio attraverso questo valico infatti, anni e anni fa, passavano i pastori della bergamasca per venire a commerciare il taleggio nel lecchese.

Percorrendo la SP25, giungiamo a San Giovanni in Bianco dove incrociamo nel nostro itinerario il torrente Enna che nel corso degli secoli ha formato una spettacolare  forra della lunghezza di circa 3 chilometri, chiamata l’Orrido della Val Taleggio.

Proseguiamo dunque il nostro viaggio seguendo le indicazioni per San Pellegrino Terme dove faremo la nostra pausa pranzo in uno dei tanti ristoranti presenti in loco. Per coloro che non vogliono spendere molto consiglio un aperitivo nei graziosi bar che affacciano sulla via centrale (5-7 euro a persona).

Considerata la capitale della Val Brembana, San Pellegrino è una rinomata località climatica di cura e di soggiorno, conosciuta in tutto il mondo per via dell’omonima acqua minerale. Conserva, all’interno dei propri confini, importanti testimonianze della Belle Époque in  perfetto stile Liberty quali il Grand Hotel, il Casinò Municipale e le Terme.

Riprendiamo dunque percorrendo la SS470. Seguiamo le indicazioni per Valle Imagna/Almenno San Salvatore e  una volta giunti qui, proseguiremo seguendo le indicazioni per Valcava.

Valcava è una località montana a 1200m di altitudine sul crinale prealpino orobico tra il Monte Tesoro e il Monte Linzone. È nota soprattutto per essere un valico stradale che collega la Valle San Martino (Lecchese) con la Valle Imagna (bergamasco); nonché per essere sede di innumerevoli installazioni radiotelevisive, in quanto posta in posizione dominante la pianura padana settentrionale e la zona del milanese.

Scendiamo dunque dalla Valcava lungo la SP179 per poi far ritorno alla nostra meta di partenza.

Un caro saluto a tutti voi Turistiperpassione.

Francesco

Passo del Ghisallo e Osservatorio Astronomico di Sormano

Itinerario in moto concepito per chi ha poche ore a disposizione ma non vuole sacrificare curve e paesaggi incantevoli.

Percorrenza Km (indicativa): 110km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 1 (partenza la mattina e rientro primo pomeriggio)

Tappe Principali: Colle Brianza(45°46′N 9°22′E), Bellagio (45°59′15″N 9°15′43″E), Passo del Ghisallo(45°55′25.18″N 9°16′01.63″E), Colma di Sormano(45°52′58.5″N9°13′45.1″E)

Budget Stimato: Carburante (circa 10 euro), Pranzo Piatto del giorno+acqua (13.50euro). Totale circa Euro 23.50

Partiamo dunque da Casatenovo(LC), dopo un’abbondante colazione al Bar Canarino, con destinazione Colle Brianza tramite la SP51 e successivamente la SP342 per poi svoltare a sinistra in direzione Santa Maria Hoè.

A metà strada tra il lago di Lecco e Milano sorge Colle Brianza, antico borgo di 1750 abitanti in cui il Molgora trova la sua sorgente. La montagna su cui sorge Colle Brianza ha la sua massima vetta nel monte Crocione (895m s.l.m.). La strada regolare e in buona parte esposta al sole fanno di questa località una tappa fissa sia per i motociclisti che per i ciclisti. Per questa località passa anche il giro di Lombardia.

Da Colle Brianza prendiamo la SS58 in direzione Lecco per poi imboccare la magnifica SS583 che, con la roccia da una parte e il lago dall’altra, ci condurrà fino a Bellagio per una pausa caffè d’obbligo in questo luogo incantevole.

Bellagio è un comune di 3820 abitanti in provincia di Como. Il suo territorio rappresenta uno dei vertici ideali del famoso Triangolo Lariano. La sua magnifica posizione, proprio sulla ramificazione del lago di Como con un panorama alpino mozzafiato all’orizzonte, lo rende una rinomata meta turistica da tutto il mondo. Lungo le rive del promontorio di Bellagio si trovano molte antiche dimore nobiliari, circondate ciascuna da parchi e giardini secolari. Alcuni di essi, come nel caso di Villa Melzi e Villa Serbelloni, sono aperti al pubblico.

Ripartiamo dunque da Bellagio e prendiamo la SP41 con direzione Ghisallo.

A 754 m s.l.m. si trova il celebre Passo del Ghisallo che collega la parte alta del Triangolo Lariano con la Valassina. La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia e dal Giro d’Italia. Per questo motivo, la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti. Su iniziativa del parroco di allora don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949, il Papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti.  Secondo un’antica leggenda prende il nome da un certo Ghisallo il quale, nel medioevo, fu assalito proprio in quel luogo da alcuni briganti e fece dunque voto alla madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato. Il 14 Ottobre 2006, a fianco del Santuario, è stato inaugurato il Museo del Ciclismo. Proprio nel santuario si trovano esposti diversi cimeli che hanno fatto la storia del Ciclismo  ad esempio le biciclette usate da Bartali, Coppi e Merckx nelle loro vittorie al Tour de France, la bici speciale usata da Moser per il record dell’ora e diverse maglie Rosa, Gialle e Irridate.

Procediamo dunque lungo la SP41 fino al bivio per Sormano dove poi procederemo lungo la SP44  per giungere all’Osservatorio Astronomico.

Sulle Prealpi Lombarde, a circa 1000 metri di altitudine, si trova dal 1987 l’Osservatorio Astronomico di Sormano.  Nel corso degli anni ha indirizzato le sue ricerche verso l’osservazione dei corpi minori del sistema solare quali asteroidi e comete ed ha promosso attività divulgative a tema astronomico, diurna e notturna, con conferenze ed osservazioni dirette del sole durante il giorno e degli astri di notte. Lo strumento principale dell’osservatorio è il telescopio Cavagna. Realizzato in fibra di carbonio dall’azienda americana RCOS (Ritchey-Chrétien Optical System), ha uno specchio primario di 50 cm di diametro ed un rapporto focale di 6.8. Proprio accanto all’Osservatorio Astronomico si trova un grazioso Bar-Ristorante che propone il piatto del giorno a 12.50 euro.

 

In alternativa diversi amici mi hanno consigliato l’agriturismo Binda che si trova procedendo lungo la SP44 poco dopo l’Osservatorio. Purtroppo mi sarebbe piaciuto proseguire l’itinerario lungo la SP44 attraverso il Pian del Tivano per poi percorrere il lungolago Comasino e far rientro a Casatenovo(LC) tramite la SP342, ma per ragioni di impegni familiari sono dovuto rientrare anzitempo optando per la SP41 e quindi un rientro più celere alla meta di partenza.

Come sempre a disposizione per qualsiasi consiglio utile a migliorare la mia e la vostra esperienza di navigazione,

Il vostro Turistaperpassione

Francesco

 

 

 

Passo dello Stelvio e Trentino Alto Adige in Moto

Itinerario in Moto studiato per gli amanti delle curve e dei paesaggi mozzafiato. Il passo dello Stelvio è il secondo valico automobilistico più alto d’Europa raggiungendo i 2758 m s.l.m.

Percorrenza Km (indicativa): 500Km

Regioni attraversate: Lombardia, Trentino Alto Adige

Mese: Ottobre

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Passo dell’Aprica(46°09′01.9″N10°08′58.59″E), Passo dello Stelvio (46°31′42.96″N10°27′09.72″E), Lagundo(46°41′N 11°08′E), Passo della Mendola(46°25′00.48″N11°12′25.92″E), Passo del Tonale(46°15′28.44″N10°34′55.2″E).

Budget Stimato: Carburante (44euro), Pranzo Panino+Bibita (6 euro). Totale circa 50 Euro

Partendo da Bergamo percorriamo la SS42 del Tonale e della Mendola costeggiando prima il Lago di Endine e poi il lago d’Iseo fino a giungere ad Edolo dove poi imboccheremo l’SS39 fino a giungere al passo dell’Aprica

Il passo dell’Aprica con la sua altitudine di 1181 m s.l.m. è un valico delle alpi Lombarde che collega la Valtellina con la Val Camonica e rappresenta il confine  tra la provincia di Brescia e quella di Sondrio. E’ proprio su questo passo che troviamo l’omonimo comune, meta turistica d’eccezione per gli amanti di diversi sport quali lo scii, il ciclismo, il motociclismo e via discorrendo. Grazie alla sua altitudine non proibitiva è considerato la via di comunicazione preferenziale per passare dall’alta Valtellina alla Pianura Padana centro-orientale. Infatti le altre due alternative sarebbero il passo del Gavia (46°20′36.96″N10°29′16.44″E) e il passo del Mortirolo (46°14′52.87″N10°17′56.91″E) ed entrambi sono tra i 1800 e i 2600 metri s.l.m., decisamente maggiori dei 1181 m s.l.m del passo dell’Aprica.

Procediamo dunque lungo la SS38 dello Stelvio fino a raggiungere la vetta di 2758m s.l.m. dove pranzeremo in uno dei ristoranti presenti in loco oppure, come ho fatto io, potremo optare  per un bel panino Würstel e crauti meticolosamente preparato dal “paninaro” del posto con 30 anni di esperienza alle spalle.

Il passo dello Stelvio è da sempre uno dei passi più belli d’Europa.Con la sua altitudine di 2758m s.l.m. divide le Alpi Retiche Occidentali dalle Alpi Retiche meridionali. Lo Stelvio è da sempre un importante collegamento estivo specialmente per la sua vocazione turistica e sportiva, non solo per il turismo sciistico e montano, ma anche perché meta ambita di ciclisti e motociclisti. Il passo si trova in prossimità del confine con i Grigioni Svizzeri, a cui è collegato tramite il passo dell’ Umbrail (2503 m s.l.m.). La strada che lo attraversa collega Bormio con Trafoi e la Val Venosta, contando ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. Su tutti e tre i versanti ( due italiani e uno svizzero) il passo rimane chiuso in inverno per riaprire solitamente i primi di maggio. Se, come me, amate le curve e la moto non potete lasciarvi scappare il Passo dello Stelvio. Ogni anno tra giugno e luglio si tiene un raduno a cui partecipano migliaia di motociclisti da ogni dove. Il percorso è molto pittoresco ed offre delle curve pennellate molto guidabili ed un rettilineo quasi in cima al passo che è fantastico. Senza contare la natura mozzafiato e i panorami da cartolina che lasceranno in voi Turisti per passione un ricordo indelebile negli anni a venire.

Proseguendo lungo la SS38 dello Stelvio giungiamo a Lagundo dove una sosta “merenda” alla Forst è letteralmente d’obbligo.

Lagundo è un comune di 5 029 abitanti della provincia di Bolzano in Trentino Alto Adige. Il paese di Lagundo è noto agli amanti della birra in quanto presso una sua frazione, Foresta (ted. Forst), si trova lo stabilimento della birra forst. Birra Forst (azienda fondata nel 1857) è il maggiore produttore italiano indipendente di birra e dententore anche del marchio Menabrea (i suoi omologhi hanno cambiato proprietà passando in mani straniere, ad esempio: birra Moretti (Heineken), Birra Poretti (Carlsberg), Birra Peroni (SABmiller).

Ripartiamo dunque dopo la meritata pausa e percorrendo la SS38 Dello Stelvio  prendiamo l’uscita Appiano imboccando dunque la SS42 del Tonale e della Mendola  la quale ci condurrà attraverso gli ultimi due valichi alpini del nostro itinerario.

Il passo della Mendola, (1.363 m s.l.m.) è un valico alpino del Trentino Alto Adige sulla strada statale 42 del Tonale e della Mendola che congiunge Treviglio in provincia di Bergamo con Bolzano attraverso i due passi omonimi. È posto tra il monte Penegal e il monte Roen e situato sulla catena montuosa della costiera della Mendola che a nord est strapiomba sulla valle dell’Adige e a sud ovest verso la Val di Non . La costruzione della strada del passo durò dal 1880 al 1885. Nel secondo dopoguerra la strada della Mendola è stata teatro di diverse corse motociclistiche e automobilistiche, tra cui la cronoscalata Appiano-Mendola che per diversi anni fu inserita nel campionato nazionale cronoscalate automobilistiche. Le ultime tre edizioni della Mille Miglia(1958, 1959, 1961) transitarono dal Passo della Mendola.

Il passo del Tonale, situato a 1.883 m s.m.l., è un valico alpino nelle Alpi Retiche meridionali che divide le Alpi dell’Ortles a nord e le Alpi dell’Adamello e della Presanella a sud. Mette in comunicazione la val di Sole (Vermiglio) con l’Alta valle Camonica (Ponte di Legno). Il Tonale, centro turistico sia estivo che invernale, è punto di appoggio per numerosi itinerari alpinistici ed escursionistici che consentono di prendere contatto con la natura delle Alpi Retiche e la realtà storica della Guerra Bianca che qui ha lasciato numerosi segni ancora vivi nel paesaggio. Le montagne circostanti il passo del Tonale furono, infatti, teatro di combattimenti durante la prima guerra mondiale: un sacrario monumentale, opera diTimo Bortolotti realizzato negli anni trenta del Novecento accoglie oggi le spoglie di oltre 800 caduti italiani e austro-ungarici.

Riprendiamo dunque il nostro viaggio lungo la SS42 del Tonale e della Mendola per far rientro a Bergamo, dove la nostra avventura è iniziata.

Una giornata magica, con tanti chilometri macinati, accompagnati da panorami mozzafiato che rimarranno per sempre indelebili in noi, turistiperpassione.