Montisola: La Perla del Sebino

Dicono che la maggior parte delle perle si trovi ancora in fondo al mare, probabilmente ignorano il fatto che alcune emergano anche dai laghi…

Percorrenza Km (indicativa): 180km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Maggio

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Monza (45.586846, 9.275851),Sulzano (45.689641, 10.100906), Peschiera Maraglio (45.693382, 10.091710), Cure(45.705957, 10.085260), Santuario della Madonna della Ceriola(45.703447, 10.089317)

Mezzi di Trasporto: Macchina+Traghetto

Budget Stimato: Gasolio (25 Euro), Traghetto (A/R x persona compresa tassa di sbarco 5 euro), Pranzo al sacco (4 panini 6 euro), Navetta Ritorno Cure-Peschiera (1.50 euro) TOTALE CIRCA EURO37.50

CONSIGLI PRE-PARTENZA:

  • Verificate il meteo prima di partire: se intendete fare il percorso che si snoda tra i boschi è bene farlo con il sole visto che con la pioggia risulterebbe eccessivamente scivoloso.
  • Portatevi una discreta quantità d’acqua per mantenervi idratati e non aver problemi di approvvigionamento idrico.
  • In caso di tempo incerto non preoccupatevi, ci sono strade asfaltate alternative a quelle nel bosco. Non dimenticate a casa l’impermeabile.
  • Ricordatevi di portare la macchina fotografica. Il panorama che si apprezza dal santuario è veramente unico.
  • Presso il Santuario della Madonna Della Ceriola è presente un Bar.

 

STORIA E CURIOSITà

Monte Isola o Montisola è un comune sparso nella provincia di Brescia che racchiude in sè una serie di frazioni che vanno a costituire l’isola omonima che sorge nel lago D’Iseo (o Sebino). Con la sua area totale di 12.8 km² è l’isola lacustre più grande d’Europa (considerando anche la sua altezza di 600m s.l.m.).

L’isola si trova frapposta tra le due sponde che appartengono rispettivamente alla provincia di Bergamo e di Brescia. Partendo dalla sponda Bresciana i principali porti sono Sulzano e Sale Marasino. Partendo  invece dalla sponda Bergamasca il principale porto di partenza è Tavernola Bergamasca.

Sull’isola la circolazione a motore è consentita unicamente ai motocicli dei residenti (quasi tutti Vespa d’epoca). E’ comunque possibile circolare in bicicletta (si possono trasportare sul traghetto) o utilizzando il servizio pubblico di autobus.

La frenesia del viver moderno sembra svanire a Montisola.  Il tempo sembra essersi fermato passeggiando tra i borghi dei pescatori, i vicoli angusti invogliano il viaggiatore alla scoperta e all’avventura e il dondolio dei naet (barca tipica dei pescatori del lago) cullati dal lago diventa quasi ipnotico.

Ogni cinque anni il 14 Settembre a Montisola si celebra la festa di Santa Croce di Carzano. Durante questa festa il paese intero viene addobbato con rami di pino e fiori di carta fatti a mano. Molto probabilmente questa celebrazione trae la sua origine nell’anno 1836 quando ,a seguito di una disastrosa epidemia di peste, i cittadini dei borghi di Montisola chiesero la grazia fecendo voto alla Santa Croce di celebrare ogni anno in suo onore una meravigliosa festa a cadenza quinquennale.

Il comune di Montisola nacque poi nel 1929 a seguito della fusione dei due precedenti comuni di Siviano e Peschiera Maraglio (entrambi oggi frazioni nell’isola).

La perla del Sebino è anche detentrice di una secolare trazione nella fabbricazione delle reti da pesca e nella costruzione di barche.  In passato infatti era tra i più grandi produttori mondiali di reti da pesca, primato che venne poi a perdere a seguito della concorrenza dell’industria giapponese. Permane però il ricordo di questa nobile arte soprattutto passeggiando tra i vicoli della frazione di Peschiera Maraglio.

ITINERARIO

Dopo aver parcheggiato l’auto a Sulzano in un comodo parcheggio ( a pagamento) antistante l’imbarco, prendiamo il traghetto e raggiungiamo Peschiera Maraglio ( Durante la navigazione ricordiamo che per i nostri amici a quattro zampe esiste l’obbligo di museruola e bisogna pagare un piccolo supplemento). Pittoresco borgo di Pescatori, a Peschiera Maraglio possiamo osservare i famosi naet, imbarcazioni tipiche dei pescatori del lago d’Iseo. In questa frazione, località più frequentata dell’isola, troviamo il Museo della rete ed il cantiere delle barche.

Da qui cominciano diversi sentieri che conducono in cima all’isola. Qualsiasi sentiero voi decidiate di prendere (personalmente ho preso quello con direzione Santuario della Ceriola passando per Cure)  vi regalerà meravigliosi scorci panoramici durante i quali sarete completamente immersi in una natura armoniosa e incontaminata incorniciata dal susseguirsi di ulivi e alberi più tipicamente montani.

E’ proprio da questi ulivi che si produce un ottimo olio extravergine di oliva Dop. Un’altra tradizione è quella della conservazione delle sardine di lago: dopo averle pulite e lavate vengono lasciate sotto sale per un giorno, poi vengono appese su intelaiature di legno ad essiccare; passati alcuni giorni il pesce viene lavato e conservato sott’olio.

Una volta giunti a Cure (dove si può comunque giungere partendo in bus da Peschiera Maraglio al costo di 1, 50 Euro) imbocchiamo un nuovo sentiero, questa volta molto meno impegnativo, che ci condurrà fino in cima dove troveremo il famosissimo Santuario della Madonna della Ceriola da cui potremo godere di un magnifico panorama a  360° intorno all’isola. Il santuario della Madonna della Ceriola risale al XII secolo e fu la prima chiesa dedicata alla Madonna ad essere costruita nella zona del lago di Iseo. La statua lignea venerata nel santuario è nota con il nome di Madonna della Ceriola probabilmente perché l’essenza legnosa che è stata utilizzata è il cerro. Presso il santuario è anche presente un’area picnic dove è possibile pranzare al sacco oppure appoggiandosi al bar che si trova nei pressi della struttura.

Rimanendo come sempre a disposizione per ogni chiarimento o informazione.

Il vostro turistaperpassione;

Francesco

 

Da Vaprio D’Adda a Brivio: Sulle orme dell’Adda.

Itinerario studiato per gli amanti della natura alla riscoperta dell’ Ecomuseo Leonardesco sulle orme dell’Adda.

Benvenuti turisti per passione, se amate la natura e le tranquille passeggiate in bicicletta questo é l’Itinerario che fa per voi.

Tipo di bici: preferibilmente Mountain bike o in alternativa city bike

Terreno: Prevalentemente sterrato battuto e non impegnativo

Salite o discese? Quasi interamente in piano, sporadiche salite con lieve pendenza.

Percorrenza Km (indicativa): 48km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Durata Itinerario: 3-4 Ore ( non agonistico)

Tappe Principali: Vaprio d’Adda(45,5874565; 9,5333071), Ecomuseo Adda di Leonardo, Centrale idroelettrica Esterle (45,6535381; 9,4843846), Centrale idroelettrica Bertini (45,6646712; 9,4855678), Santuario della Madonna della Rocchetta (45,6682781; 9,4745798),Ponte San Michele(45,6822642; 9,4522910),  Traghetto Leonardesco(45,7078796; 9,45602801).

 

Difficoltà:**

Condizione Fisica Richiesta:**

Adatto a: Famiglie, Coppie, Amatori, Professionisti.

 Dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del naviglio Martesana a Vaprio d’Adda, intraprendiamo il nostro itinerario lungo l’Ecomuseo Leonardesco che costeggia il fiume Adda. L’itinerario prevede sia tratti asfaltati che sterrati. Niente di cui preoccuparsi, infatti la maggior parte degli sterrati è battuta e per nulla impegnativa. In direzione Brivio troveremo qualche lieve salita per nulla eccessiva o particolarmente faticosa. Consiglio, sopratutto in caso di caldo, di portare con sè sufficienti scorte d’acqua e magari qualche barretta energetica. Non dimenticate di idratarvi ogni 10 minuti circa. Vediamo dunque nel dettaglio cosa offre questo itinerario:

Cosa Vedere?

Come da titolo partiamo dunque alla riscoperta dell’’Ecomuseo Leonardesco. Ma nel dettaglio cos’è l’ecomuseo? Non è difficile da comprendere; l’Ecomuseo è una sorta di museo diffuso, praticamente a cielo aperto, dove le cose da vedere non sono tutte racchiuse in spazi delimitati da mura o cancelli d’ingresso, ma protette  e messe in risalto proprio nel posto dove sono prodotte e utilizzate. E’ proprio grazie a questa sua natura che riesce ad esibire ciò che nessun altro museo potrà mai ospitare: il paesaggio stesso, gli abitanti che vi hanno dimora, le abitudini, gli usi e i costumi. Non spaventatevi quindi se quando vi recherete in visita all’Ecomuseo Adda di Leonardo non troverete più i cartelli che segnalano il museo; molto probabilmente sarà già attorno a voi.

Buona visita Turisti per Passione!

L’Ecomuseo, come si potrà intuire, onora il grande Leonado da Vinci. Si narra infatti che l’artista fosse vissuto per un certo periodo nella villa di Vaprio d’Adda, ospite del suo allievo Francesco Melzi. Fu proprio in questi luoghi che ebbe modo di approfondire i suoi studi, creare invenzioni ardite e lasciare impronte del suo genio; il tutto attraverso l’osservazione della natura. Al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo si diede infatti allo studio dei moti delle acque analizzando nello specifico la loro azione erosiva a livello delle sponde e delle chiuse. A testimonianza di ciò rimangono infatti diversi disegni di dispositivi idraulici come le porte a battenti delle “conche” (controllano il livello dell’acqua consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali). Queste divennero dunque le radici dell’Ecomuseo Leonardesco che vide la sua nascita il 4 novembre 2006 quando con un atto costitutivo tra i 10 sindaci nacque l’Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo.

Una delle tappe d’obbligo dell’Ecomuseo è rappresentata dal celebre Stallazzo a Cornate d’Adda dove anni e anni fa si trovava una stazione per  il ricovero e il cambio dei cavalli e che, al giorno d’oggi, è stata riconvertita in un’ area di ristoro dove si possono trovare,riprodotti in scala, alcuni macchinari di Leonardo quale il ponte autoportante, i vasi comunicanti e diversi pannelli didattici.

La centrale idroelettrica Esterle fu costruita tra il 1906 e il 1914 sull’Alzaia ovvero la sponda a destra del fiume Adda. All’epoca, con i suoi 30.000 Kilowatt prodotti si trattava di un impianto di notevole importanza. Trae il suo nome in memoria di Carlo Esterle, consigliere delegato della società Edison fino al 1918. Questa centrale, oltre che dal punto di vista energetico, rappresentava un vanto d’eccellenza anche sotto quello architettonico. Si trova ad essere  infatti al giorno d’oggi un fulgido esempio di archeologia industriale monumentale. Il fabbricato è costruito in stile eclettico lombardo, gli ornamenti geometrici e floreali sono minuziosi e le imponenti vetrate che richiamano lo stile gotico. La centrale invece è ricoperta esternamente in mattoni rossi e decorata da colonnine, lampioni e grondaie in ferro battuto. Ancora oggi all’interno sono in funzione le macchine originarie.

La centrale idroelettrica Angelo Bertini si colloca tra le più antiche centrali idroelettriche d’Europa ancora funzionanti. Ha infatti iniziato a produrre elettricità nel 1895 a seguito di un accordo tra la Edison e il comune di Milano. A quel tempo i tram stavano sostituendo gli obsoleti omnibus e proprio per questo motivo serviva una quantità supplementare di elettricità. All’epoca si trattava di un’opera mastodontica e unica nel suo genere, pensate che le turbine installate erano seconde solo a quelle del Niagara generando una potenza pari a 11.000 KW.  Oggi la centrale, a seguito di ripetute opere di ammodernamento, ha ottimizzato la sua produzione elettrica di circa il 20%.

Procedendo nel nostro itinerario lungo l’Adda incontriamo il celebre Santurario della Rocchetta (Cornate).
Si tratta di una piccola chiesetta che prende il suo nome proprio perchè costruita su una roccia praticamente “a picco” sull’Adda. Costruita alla fine del 1300 presidiava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia (ricordiamo infatti che una sponda apparteneva a Milano mentre l’altra era della Serenissima). E’ proprio nei pressi di questa chiesetta in cui si narra che Leonardo si fosse ispirato per lo sfondo della famosissima “La Vergine delle Rocce”. Il paesaggio che potete ammirare dal santuario è meraviglioso. Davanti a voi si palesano, nelle giornate più limpide, i Monti Tesoro e Linzone oltre che l’onnipresente Resegone. Il Santuario sorge sulle fondamenta di un antico castello.

Proseguendo lungo l’itinerario non potrete non notare un ponte in ferro lungo 266m e alto 85m al di sopra del fiume Adda. Si tratta del ponte San Michele, noto anche come ponte di Paderno. Costruito tra il 1887 e il 1889 era il piu grande ponte ad arco del mondo e per la sua rilevanza storica poteva senza alcun dubbio essere affiancato alla Torre Eiffel in quanto capolavoro di archeologia industriale nonchè una delle più notevoli strutture realizzate dall’ingegneria ottocentesca.

Altro “Must” del nostro percorso sarà il celebre Traghetto Leonardesco. Si tratta di un particolare tipo di traghetto interamente fabbricato a mano e i cui disegni, secondo la tradizione, furono creati proprio da Leonardo Da Vinci. Proprio qui, nei pressi di Imbersago si trova l’unico esemplare al mondo funzionate. Con solo 50centesimi di euro è possibile infatti attraversare il fiume e raggiungere da Imbersago (Lecco) Villa D’Adda ( Bergamo). Nel medioevo quando venne vietato il transito sull’Adda alle imbarcazioni, a seguito del passaggio della sponda bergamasca sotto il controllo Veneziano, il traghetto divenne il principale mezzo di comunicazione tra le due sponde.  Nel dicembre del 1991 il servizio del traghetto venne sospeso visto e considerato la comparsa di sempre più severe norme in materia di sicurezza. Nel 1994 i maestri d’ascia di Venezia sostituirono il vecchio esemplare con uno nuovo (molto simile all’originale ma con qualche upgrade in più) perfettamente in linea con le nuove normative. Nel dettaglio, il traghetto è affrancato ad un cavo d’acciaio teso tra le due sponde, e, traendo movimento dalla corrente del fiume attraverso un meccanismo di bilanciamento dei pesi, permette di mettere in comunicazione le due sponde trasportando fino a 100 persone e 5 automobili.

In conclusione per me si tratta di un itinerario meraviglioso in cui si convogliano storia e natura, arte e ingegneria. Ringraziandovi per l’attenzione prestata e rimanendo come sempre a disposizione per ogni consiglio sia in merito allo sviluppo web del sito che alle tematiche affrontate.

Il vostro Turista Per Passione

Francesco

Venezia, Murano, Burano e Torcello: tra magia e realtà

Itinerario di due giorni alla riscoperta dell’incanto Veneziano.

Percorrenza Km (indicativa): 600km

Regioni attraversate: Lombardia, Veneto

Mese: Gennaio

Giorni Itinerario: 2

Tappe Principali: Stazione Milano Centrale (45°29′10″N 9°12′13″E),Venezia (45°26′23″N 12°19′55″E), Murano (45°27′30″N 12°21′12″E), Burano(45°29′03″N12°25′06″E), Torcello(45°29′54″N12°25′06″E)

Mezzi di Trasporto: Treno + Battello

Budget Stimato: Biglietto treno (A/R con Carta Freccia Special 50 euro a persona) Biglietto Battello (VeneziaUnica City Pass 20 euro x 24h) Pasti (50 euro a persona), Pernottamento (55eurox2 persone) TOTALE CIRCA EURO175

CONSIGLI PRE PARTENZA:

  • Sia su Play-Store che su Apple-Store trovate diverse Applicazioni dedicate a Venezia. Vi saranno utilissime quelle che riportano gli orari e le tratte dei vari vaporetti. Consiglio caldamente di scaricarne una, possibilmente quella con più recensioni e maggiormente quotata.
  • Se avete la possibilità acquistate il biglietto con largo anticipo, si risparmia veramente molto, se possibile fate richiesta della carta freccia sul sito trenitalia. Avrete diritto ad ulteriori sconti.
  • Acquistate il biglietto per i vaporetti online sul sito www.veneziaunica.it. Su questo sito potrete scegliere non solo la formula e le modalità di pagamento ma con questa card si possono anche abbinare i biglietti di ingresso per i musei e per altre attività che potrebbero piacervi. Una volta completato l’acquisto ritirerete la card (presentando il coupon ricevuto tramite mail dopo l’acquisto online) direttamente a Venezia dove troverete decine e decine di punti di distribuzione Venezia Unica (ne trovate uno anche in stazione).
  • Evitate di portarvi troppe cose, riducete quindi tutto all’essenziale. Personalmente ho optato per una soluzione del tipo zainetto con un cambio, occorrente per l’igene, un k-way in caso di pioggia; lasciando un pò di spazio per bottigliette d’acqua ed eventuali alimenti che avrei acquistato in itinere.
  • A Venezia esistono i supermercati, anche a buon prezzo. Per questo non preoccupatevi eccessivamente di procurarvi tutto l’occorrente per sfamarvi due giorni. E’ una città a 360° e a misura d’uomo. Basta solo sapere cosa si vuole cercare.

Girovagando a Torcello (VE)

 GIORNO 1

  • Partenza Milano Centrale 
  • Stazione Venezia Santa Lucia 
  • Bar Alla Toletta 
  • Piazza San Marco 
  • Palazzo Ducale
  • Ponte di Rialto
  • Residenza Corte Molin
  • Cantina Do Spade

 

GIORNO 2

  • Fondamente Nove
  • Murano
  • Burano
  • Torcello

 

DIARIO DI VIAGGIO

GIORNO 1

Partiamo dunque dalla stazione di Milano Centrale alle ore 11.45 per arrivare a Venezia alle 14.10. Appena giunti a destinazione ci recheremo presso uno dei punti vendita Venezia Unica per ritirare le nostre card che ci permetteranno di avere accesso ai vaporetti e ad altri servizi che avremo scelto online in fase di pianificazione viaggio.

Certo, forse lo troverete un po strano e leggermente bizzarro ma la prima cosa che ho fatto appena giunto a Venezia è stato recarmi al famoso Bar Alla Toletta celebre per i suoi Tramezzini alla Veneziana (non avendo ancora pranzato). Il tramezzino che oggi conosciamo, la cui paternità è rivendicata da numerose città di tutta Italia, ha trovato la sua massima espressione a Venezia, che con il suo clima umido offre le condizioni di conservazione ideali per poter gustare sandwich estremamente morbidi e gustosi, accompagnati, chiaramente da uno spritz!
Prosciutto e funghi, speck e brie, patate e mortadella, porchetta e zucchine, radicchio e salame, polpa di granchio e rucola…sono davvero infinite le possibilità di farcitura di questa delizia gastronomica. E sono proprio la semplicità e la fantasia a rendere il tramezzino, ancora oggi e sempre più, un vero mito nella tradizione delle osterie venete.

Dopo la tappa Alla Toletta è giunto finalmente il momento di dirigerci in Piazza San Marco.

Piazza San Marco è una delle più importanti piazze italiane, rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica, ed è l’unica piazza di Venezia. È l’unica vera e propria piazza di Venezia infatti tutti gli altri spazi in forma di piazza sono propriamente definiti “campi”. Ha forma trapezoidale ed è lunga 170 metri. È addirittura nota come “la Piazza” o “il salotto d’Europa”. Nei pressi della Piazza troviamo il famoso Il Palazzo Ducale. Proprio questa era sede del governo e delle supreme magistrature della Repubblica, nonché della prigione. Tra le due colonne di Marco e Teodoro avvenivano invece le esecuzioni capitali, mentre dalla Pietra del Bando erano annunciate le leggi e i decreti, poi affissi sulla Porta della Carta. Il centro delle cerimonie religiose di Stato era invece la Basilica  proprio grazie alla presenza delle preziose reliquie e della sua funzione di cappella ducale. La Loggetta invece era posto di guardia degli arsenalotti durante le sedute del Maggior Consiglio, mentre l’attuale Palazzo Patriarcale era sede del salone per i pranzi e le feste del Senato. Proprio nell’ampia piazza trovavano luogo processioni e tornei e nel cortile del palazzo si tenevano addirittura cacce ai tori. Nel settecento fecero la loro comparsa il carnevale e i caffè, poi a seguito della caduta della Repubblica giunsero la sede patriarcale e il Palazzo Reale, prima di Napoleone, poi degli Asburgo e infine dei Re d’Italia.

A poca distanza da Piazza San Marco si trova il Ponte dei Sospiri.

Il ponte dei Sospiri è costruito in pietra d’Istria, stile barocco, e fu realizzato agli inizi del XVII secolo. Questo caratteristico ponte di Venezia collega con un doppio passaggio il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, il primo edificio al mondo costruito per essere appositamente una prigione. Serviva da passaggio per i reclusi per essere giudicati. Gli è stato attribuito questo nome proprio perché la leggenda vuole che, ai tempi della Serenissima, i prigionieri, attraversandolo, sospirassero.

Nel tragitto che intercorre tra Piazza San Marco e la Residenza Corte Molin, il nostro alloggio per la notte, non possiamo fare a meno di ammirare la stupenda architettura del Ponte di Rialto.

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande.Il ponte di Rialto, tra tutti i quattro, è il più antico. A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. La crescente importanza del mercato che si trovava appunto a Rialto sulla sponda orientale del canale fece aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Attorno al 1250 fu sostituito da un ponte di legno strutturale. Data la stretta associazione con il mercato, il ponte cambiò nome e diventò Ponte di Rialto. L’attuale ponte è in pietra e completato nel 1591. La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno.  Il ponte resiste tuttora malgrado ad alcuni architetti nel corso degli anni sia sembrato fin troppo audace come progetto architettonico.

Dopo tutto questo girovagare arriviamo finalmente alla Residenza Corte Molin, dove avremo tempo a disposizione per ristorarci prima dell’uscita a cena serale.

Situata a Venezia, nel sestiere di San Polo, la Residenza Corte Molin offre una terrazza, una vista sul canale, e dista 5 minuti a piedi dal Ponte di Rialto, e 1 km da Piazza San Marco. Dotata di connessione Wi-Fi gratuita in tutte le aree, la Residenza Corte Molin propone camere con TV satellitare a schermo piatto e bagno privato con set di cortesia e asciugacapelli. Presso la struttura avrete a disposizione un deposito bagagli.

Proseguiamo la serata presso la rinomata Cantina Do Spade. Non fatevi spaventare dalla posizione praticamente centrale, i prezzi sono senza dubbio accessibili ed adatti ad ogni tipo di esigenza. Vi consiglio comunque di prenotare con un discreto anticipo(Telefono: 041 521 0583).

Dopo la cena, vi consiglio una bella passeggiata in notturna per il centro di Venezia per poi far rientro alla Residenza Corte Molin.

GIORNO 2

Dopo una bella e abbondante colazione presso la Residenza Corte Molin, ci incamminiamo in direzione di Fondamente Nuove (vedi mappa sopra) dove prenderemo il vaporetto per Murano.

Murano è un centro abitato della Laguna Veneta, situato a nord-est di Venezia e composto da sette isole; fa parte del comune di Venezia e in particolare della municipalità di Venezia-Murano-Burano.  Le isole su cui sorge Murano sonodivise da canali e rii e collegate tra loro da ponti. E’ noto in tutto il mondo per la plurisecolare attività artigianale che produce il vetro di Murano. La storia del Vetro di Murano nasce nel 1291. In quell’anno infatti si decretò che le vetrerie di Venezia fossero trasferite a Murano considerato che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi, particolarmente gravi visto che la maggior parte delle strutture della città erano in legno. Vi era l’ordine per i mastri vetrai di vivere sull’isola e di non poter lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia riuscirono a fuggire, esportando all’estero le loro celebri tecniche. Il maestro vetraio viene assistito da due aiutanti chiamati servente e serventino. Essi sorreggono la lunga canna metallica sulla quale il maestro soffia per dare al vetro la forma desiderata, ma non solo, il servente ed il serventino manipolano a loro volta il vetro con gli attrezzi a loro disposizione, tra i quali sono essenziali la spatola ed una pinza chiamata borsella.

Dopo aver visitato le vetrerie di Murano e aver assistito di persona alla lavorazione del vetro (è infatti possibile quasi sempre dietro un’offerta libera assistere alla lavorazione del vetro in una qualsivoglia vetreria presente sull’isola) ripartiamo con destinazione Burano.

Burano è un centro abitato di 2.426 abitanti che sorge su quattro isole della laguna di Venezia settentrionale. La cittadina è nota per le sue tipiche case vivacemente colorate e per la secolare lavorazione artigianale ad ago del merletto di Burano. Un’ipotesi afferma che i colori vivaci servirebbero ai barcaioli per ritrovare la propria casa in presenza della nebbia, che a Burano si presenta particolarmente fitta. Ricordiamo inoltre che per tutto il periodo del regno d’Italia per cambiare il colore di una casa era necessario richiedere il permesso ad un sovrintendente.

Dopo una visita nel meraviglioso centro abitato di Burano prendiamo il vaporetto in direzione Torcello.

Torcello fu uno dei più antichi e prosperi insediamenti della laguna, fino al declino conseguente alla predominanza della vicina Venezia e al mutare delle condizioni ambientali. Attualmente l’isola conta appena diciassette residenti, ma presenta un inestimabile patrimonio archeologico. Campagne archeologiche condotte all’inizio degli anni Sessanta hanno rivelato che a Torcello era presente un insediamento sin dai primi secoli dell’Impero Romano. La basilica di Santa Maria Assunta fu ristrutturata nella forma attuale intorno all’anno mille. Essa è costituita dai finestroni con imposte formate da lastre di pietra. La parete occidentale presenta un mosaico in stile bizantino di notevolissime dimensioni rappresentante il Giudizio Universale. La chiesa di Santa Fosca, che risale al XII secolo, ha invece pianta a croce greca ed un porticato con colonne di marmo e capitelli che riprende il motivo architettonico dell’interno.Nello spiazzo prospiciente i due edifici sacri si trova il cosiddetto “trono di Attila“, ovvero un seggio riservato ai magistrati incaricati di amministrare la giustizia. Troviamo a Torcello anche un ponte che presenta la caratteristica forma priva di parapetti, originale dei primi ponti veneziani, chiamato Ponte del Diavolo.

E’ giunta dunque l’ora di rientrare a Venezia per prendere il treno con direzione Milano Centrale.

Mi auguro che questo itinerario sia stato di vostro gradimento e che vi sia utile nel caso vogliate visitare Venezia

Il vostro Turistaperpassione,

Francesco