Montisola: La Perla del Sebino

Dicono che la maggior parte delle perle si trovi ancora in fondo al mare, probabilmente ignorano il fatto che alcune emergano anche dai laghi…

Percorrenza Km (indicativa): 180km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Maggio

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Monza (45.586846, 9.275851),Sulzano (45.689641, 10.100906), Peschiera Maraglio (45.693382, 10.091710), Cure(45.705957, 10.085260), Santuario della Madonna della Ceriola(45.703447, 10.089317)

Mezzi di Trasporto: Macchina+Traghetto

Budget Stimato: Gasolio (25 Euro), Traghetto (A/R x persona compresa tassa di sbarco 5 euro), Pranzo al sacco (4 panini 6 euro), Navetta Ritorno Cure-Peschiera (1.50 euro) TOTALE CIRCA EURO37.50

CONSIGLI PRE-PARTENZA:

  • Verificate il meteo prima di partire: se intendete fare il percorso che si snoda tra i boschi è bene farlo con il sole visto che con la pioggia risulterebbe eccessivamente scivoloso.
  • Portatevi una discreta quantità d’acqua per mantenervi idratati e non aver problemi di approvvigionamento idrico.
  • In caso di tempo incerto non preoccupatevi, ci sono strade asfaltate alternative a quelle nel bosco. Non dimenticate a casa l’impermeabile.
  • Ricordatevi di portare la macchina fotografica. Il panorama che si apprezza dal santuario è veramente unico.
  • Presso il Santuario della Madonna Della Ceriola è presente un Bar.

 

STORIA E CURIOSITà

Monte Isola o Montisola è un comune sparso nella provincia di Brescia che racchiude in sè una serie di frazioni che vanno a costituire l’isola omonima che sorge nel lago D’Iseo (o Sebino). Con la sua area totale di 12.8 km² è l’isola lacustre più grande d’Europa (considerando anche la sua altezza di 600m s.l.m.).

L’isola si trova frapposta tra le due sponde che appartengono rispettivamente alla provincia di Bergamo e di Brescia. Partendo dalla sponda Bresciana i principali porti sono Sulzano e Sale Marasino. Partendo  invece dalla sponda Bergamasca il principale porto di partenza è Tavernola Bergamasca.

Sull’isola la circolazione a motore è consentita unicamente ai motocicli dei residenti (quasi tutti Vespa d’epoca). E’ comunque possibile circolare in bicicletta (si possono trasportare sul traghetto) o utilizzando il servizio pubblico di autobus.

La frenesia del viver moderno sembra svanire a Montisola.  Il tempo sembra essersi fermato passeggiando tra i borghi dei pescatori, i vicoli angusti invogliano il viaggiatore alla scoperta e all’avventura e il dondolio dei naet (barca tipica dei pescatori del lago) cullati dal lago diventa quasi ipnotico.

Ogni cinque anni il 14 Settembre a Montisola si celebra la festa di Santa Croce di Carzano. Durante questa festa il paese intero viene addobbato con rami di pino e fiori di carta fatti a mano. Molto probabilmente questa celebrazione trae la sua origine nell’anno 1836 quando ,a seguito di una disastrosa epidemia di peste, i cittadini dei borghi di Montisola chiesero la grazia fecendo voto alla Santa Croce di celebrare ogni anno in suo onore una meravigliosa festa a cadenza quinquennale.

Il comune di Montisola nacque poi nel 1929 a seguito della fusione dei due precedenti comuni di Siviano e Peschiera Maraglio (entrambi oggi frazioni nell’isola).

La perla del Sebino è anche detentrice di una secolare trazione nella fabbricazione delle reti da pesca e nella costruzione di barche.  In passato infatti era tra i più grandi produttori mondiali di reti da pesca, primato che venne poi a perdere a seguito della concorrenza dell’industria giapponese. Permane però il ricordo di questa nobile arte soprattutto passeggiando tra i vicoli della frazione di Peschiera Maraglio.

ITINERARIO

Dopo aver parcheggiato l’auto a Sulzano in un comodo parcheggio ( a pagamento) antistante l’imbarco, prendiamo il traghetto e raggiungiamo Peschiera Maraglio ( Durante la navigazione ricordiamo che per i nostri amici a quattro zampe esiste l’obbligo di museruola e bisogna pagare un piccolo supplemento). Pittoresco borgo di Pescatori, a Peschiera Maraglio possiamo osservare i famosi naet, imbarcazioni tipiche dei pescatori del lago d’Iseo. In questa frazione, località più frequentata dell’isola, troviamo il Museo della rete ed il cantiere delle barche.

Da qui cominciano diversi sentieri che conducono in cima all’isola. Qualsiasi sentiero voi decidiate di prendere (personalmente ho preso quello con direzione Santuario della Ceriola passando per Cure)  vi regalerà meravigliosi scorci panoramici durante i quali sarete completamente immersi in una natura armoniosa e incontaminata incorniciata dal susseguirsi di ulivi e alberi più tipicamente montani.

E’ proprio da questi ulivi che si produce un ottimo olio extravergine di oliva Dop. Un’altra tradizione è quella della conservazione delle sardine di lago: dopo averle pulite e lavate vengono lasciate sotto sale per un giorno, poi vengono appese su intelaiature di legno ad essiccare; passati alcuni giorni il pesce viene lavato e conservato sott’olio.

Una volta giunti a Cure (dove si può comunque giungere partendo in bus da Peschiera Maraglio al costo di 1, 50 Euro) imbocchiamo un nuovo sentiero, questa volta molto meno impegnativo, che ci condurrà fino in cima dove troveremo il famosissimo Santuario della Madonna della Ceriola da cui potremo godere di un magnifico panorama a  360° intorno all’isola. Il santuario della Madonna della Ceriola risale al XII secolo e fu la prima chiesa dedicata alla Madonna ad essere costruita nella zona del lago di Iseo. La statua lignea venerata nel santuario è nota con il nome di Madonna della Ceriola probabilmente perché l’essenza legnosa che è stata utilizzata è il cerro. Presso il santuario è anche presente un’area picnic dove è possibile pranzare al sacco oppure appoggiandosi al bar che si trova nei pressi della struttura.

Rimanendo come sempre a disposizione per ogni chiarimento o informazione.

Il vostro turistaperpassione;

Francesco

 

Da Vaprio D’Adda a Brivio: Sulle orme dell’Adda.

Itinerario studiato per gli amanti della natura alla riscoperta dell’ Ecomuseo Leonardesco sulle orme dell’Adda.

Benvenuti turisti per passione, se amate la natura e le tranquille passeggiate in bicicletta questo é l’Itinerario che fa per voi.

Tipo di bici: preferibilmente Mountain bike o in alternativa city bike

Terreno: Prevalentemente sterrato battuto e non impegnativo

Salite o discese? Quasi interamente in piano, sporadiche salite con lieve pendenza.

Percorrenza Km (indicativa): 48km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Durata Itinerario: 3-4 Ore ( non agonistico)

Tappe Principali: Vaprio d’Adda(45,5874565; 9,5333071), Ecomuseo Adda di Leonardo, Centrale idroelettrica Esterle (45,6535381; 9,4843846), Centrale idroelettrica Bertini (45,6646712; 9,4855678), Santuario della Madonna della Rocchetta (45,6682781; 9,4745798),Ponte San Michele(45,6822642; 9,4522910),  Traghetto Leonardesco(45,7078796; 9,45602801).

 

Difficoltà:**

Condizione Fisica Richiesta:**

Adatto a: Famiglie, Coppie, Amatori, Professionisti.

 Dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del naviglio Martesana a Vaprio d’Adda, intraprendiamo il nostro itinerario lungo l’Ecomuseo Leonardesco che costeggia il fiume Adda. L’itinerario prevede sia tratti asfaltati che sterrati. Niente di cui preoccuparsi, infatti la maggior parte degli sterrati è battuta e per nulla impegnativa. In direzione Brivio troveremo qualche lieve salita per nulla eccessiva o particolarmente faticosa. Consiglio, sopratutto in caso di caldo, di portare con sè sufficienti scorte d’acqua e magari qualche barretta energetica. Non dimenticate di idratarvi ogni 10 minuti circa. Vediamo dunque nel dettaglio cosa offre questo itinerario:

Cosa Vedere?

Come da titolo partiamo dunque alla riscoperta dell’’Ecomuseo Leonardesco. Ma nel dettaglio cos’è l’ecomuseo? Non è difficile da comprendere; l’Ecomuseo è una sorta di museo diffuso, praticamente a cielo aperto, dove le cose da vedere non sono tutte racchiuse in spazi delimitati da mura o cancelli d’ingresso, ma protette  e messe in risalto proprio nel posto dove sono prodotte e utilizzate. E’ proprio grazie a questa sua natura che riesce ad esibire ciò che nessun altro museo potrà mai ospitare: il paesaggio stesso, gli abitanti che vi hanno dimora, le abitudini, gli usi e i costumi. Non spaventatevi quindi se quando vi recherete in visita all’Ecomuseo Adda di Leonardo non troverete più i cartelli che segnalano il museo; molto probabilmente sarà già attorno a voi.

Buona visita Turisti per Passione!

L’Ecomuseo, come si potrà intuire, onora il grande Leonado da Vinci. Si narra infatti che l’artista fosse vissuto per un certo periodo nella villa di Vaprio d’Adda, ospite del suo allievo Francesco Melzi. Fu proprio in questi luoghi che ebbe modo di approfondire i suoi studi, creare invenzioni ardite e lasciare impronte del suo genio; il tutto attraverso l’osservazione della natura. Al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo si diede infatti allo studio dei moti delle acque analizzando nello specifico la loro azione erosiva a livello delle sponde e delle chiuse. A testimonianza di ciò rimangono infatti diversi disegni di dispositivi idraulici come le porte a battenti delle “conche” (controllano il livello dell’acqua consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali). Queste divennero dunque le radici dell’Ecomuseo Leonardesco che vide la sua nascita il 4 novembre 2006 quando con un atto costitutivo tra i 10 sindaci nacque l’Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo.

Una delle tappe d’obbligo dell’Ecomuseo è rappresentata dal celebre Stallazzo a Cornate d’Adda dove anni e anni fa si trovava una stazione per  il ricovero e il cambio dei cavalli e che, al giorno d’oggi, è stata riconvertita in un’ area di ristoro dove si possono trovare,riprodotti in scala, alcuni macchinari di Leonardo quale il ponte autoportante, i vasi comunicanti e diversi pannelli didattici.

La centrale idroelettrica Esterle fu costruita tra il 1906 e il 1914 sull’Alzaia ovvero la sponda a destra del fiume Adda. All’epoca, con i suoi 30.000 Kilowatt prodotti si trattava di un impianto di notevole importanza. Trae il suo nome in memoria di Carlo Esterle, consigliere delegato della società Edison fino al 1918. Questa centrale, oltre che dal punto di vista energetico, rappresentava un vanto d’eccellenza anche sotto quello architettonico. Si trova ad essere  infatti al giorno d’oggi un fulgido esempio di archeologia industriale monumentale. Il fabbricato è costruito in stile eclettico lombardo, gli ornamenti geometrici e floreali sono minuziosi e le imponenti vetrate che richiamano lo stile gotico. La centrale invece è ricoperta esternamente in mattoni rossi e decorata da colonnine, lampioni e grondaie in ferro battuto. Ancora oggi all’interno sono in funzione le macchine originarie.

La centrale idroelettrica Angelo Bertini si colloca tra le più antiche centrali idroelettriche d’Europa ancora funzionanti. Ha infatti iniziato a produrre elettricità nel 1895 a seguito di un accordo tra la Edison e il comune di Milano. A quel tempo i tram stavano sostituendo gli obsoleti omnibus e proprio per questo motivo serviva una quantità supplementare di elettricità. All’epoca si trattava di un’opera mastodontica e unica nel suo genere, pensate che le turbine installate erano seconde solo a quelle del Niagara generando una potenza pari a 11.000 KW.  Oggi la centrale, a seguito di ripetute opere di ammodernamento, ha ottimizzato la sua produzione elettrica di circa il 20%.

Procedendo nel nostro itinerario lungo l’Adda incontriamo il celebre Santurario della Rocchetta (Cornate).
Si tratta di una piccola chiesetta che prende il suo nome proprio perchè costruita su una roccia praticamente “a picco” sull’Adda. Costruita alla fine del 1300 presidiava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia (ricordiamo infatti che una sponda apparteneva a Milano mentre l’altra era della Serenissima). E’ proprio nei pressi di questa chiesetta in cui si narra che Leonardo si fosse ispirato per lo sfondo della famosissima “La Vergine delle Rocce”. Il paesaggio che potete ammirare dal santuario è meraviglioso. Davanti a voi si palesano, nelle giornate più limpide, i Monti Tesoro e Linzone oltre che l’onnipresente Resegone. Il Santuario sorge sulle fondamenta di un antico castello.

Proseguendo lungo l’itinerario non potrete non notare un ponte in ferro lungo 266m e alto 85m al di sopra del fiume Adda. Si tratta del ponte San Michele, noto anche come ponte di Paderno. Costruito tra il 1887 e il 1889 era il piu grande ponte ad arco del mondo e per la sua rilevanza storica poteva senza alcun dubbio essere affiancato alla Torre Eiffel in quanto capolavoro di archeologia industriale nonchè una delle più notevoli strutture realizzate dall’ingegneria ottocentesca.

Altro “Must” del nostro percorso sarà il celebre Traghetto Leonardesco. Si tratta di un particolare tipo di traghetto interamente fabbricato a mano e i cui disegni, secondo la tradizione, furono creati proprio da Leonardo Da Vinci. Proprio qui, nei pressi di Imbersago si trova l’unico esemplare al mondo funzionate. Con solo 50centesimi di euro è possibile infatti attraversare il fiume e raggiungere da Imbersago (Lecco) Villa D’Adda ( Bergamo). Nel medioevo quando venne vietato il transito sull’Adda alle imbarcazioni, a seguito del passaggio della sponda bergamasca sotto il controllo Veneziano, il traghetto divenne il principale mezzo di comunicazione tra le due sponde.  Nel dicembre del 1991 il servizio del traghetto venne sospeso visto e considerato la comparsa di sempre più severe norme in materia di sicurezza. Nel 1994 i maestri d’ascia di Venezia sostituirono il vecchio esemplare con uno nuovo (molto simile all’originale ma con qualche upgrade in più) perfettamente in linea con le nuove normative. Nel dettaglio, il traghetto è affrancato ad un cavo d’acciaio teso tra le due sponde, e, traendo movimento dalla corrente del fiume attraverso un meccanismo di bilanciamento dei pesi, permette di mettere in comunicazione le due sponde trasportando fino a 100 persone e 5 automobili.

In conclusione per me si tratta di un itinerario meraviglioso in cui si convogliano storia e natura, arte e ingegneria. Ringraziandovi per l’attenzione prestata e rimanendo come sempre a disposizione per ogni consiglio sia in merito allo sviluppo web del sito che alle tematiche affrontate.

Il vostro Turista Per Passione

Francesco

Quattro giorni in Toscana tra Sapori, Cultura e Storia

Piccola gita fuori porta in camper alla riscoperta dei Sapori, della cultura e della storia Toscana.

Percorrenza Km (indicativa): 1000km

Regioni attraversate: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 4

Tappe Principali: Colle di Val d’Elsa(43°25′21″N 11°07′36″E), Collalto (43°20′51″N 11°06′27″E), Monteriggioni(43°24′N 11°13′E), Abbazia di San Galgano( 43°08′57.87″N 11°09′20.26″E / 43.149408°N 11.155628°E43.149408), San Quirico d’Orcia(43°04′N 11°36′E),  Pienza(43°04′43″N 11°40′44″E), Montepulciano (43°06′N 11°47′E), San Gimignano(43°28′03.79″N11°02′35.6″E)

Budget Stimato:Carburante (con un consumo medio di 8km/l 181euro) Pedaggio (100-150 euro circa) Pasti (15 euro al giorno a persona x 3gg 45euro) Aree campeggio (circa 50euro) . Totale 426 Euro (4giorni)

Programmazione Generale Itinerario

Giorno 1 (km. 365 – totali km. 365) 

  • Partenza h10.00
  • Colle Val D’Elsa h16.30
  • Collalto h20.30

Dove Dormire: Campeggio ‘Il Casale’, frazione Collalto, 6 posti su prato e 12 su terra battuta, elettricità,
tel. 0577 929718. Casale Collalto , 3 Colle di Val d’Elsa (Siena)
Eur 15,00 + tassa soggiorno (costo totale x 2 persone)

Giorno 2 (km. 135 – totali km. 505) 

  • Partenza h09.45
  • Monteriggioni h10.15
  • Abbazia di San Galgano h12.00
  • San Quirico D’Orcia h17.00
  • Bagno Vignoni h19.30

Dove Dormire: Area sosta camper a San Quirico d’Orcia Via delle Scuole. L’area è un grande parcheggio con circa 60 posti camper, in piano e su asfalto, illuminata, pagamento con parchimetro a ore. Dispone di fontanella dell’acqua potabile ed il camper service. Il centro del borgo medievale è a circa 400 m.
Eur 10.00 + tassa soggiorno 

Giorno 3 (km132 – totali km. 640 ) 

  • Pienza h10.30
  • Montepulciano h15.00
  • San Gimignano h19.30

Dove Dormire: area di sosta Santa Chiara (km 1,2 da San Gimignano), immersa nel verde delle campagne toscane. Bus navetta che è a completa disposizione per accompagnarvi alle porte della città di San Gimignano e riprendervi successivamente per il rientro. Via Di Castel San Gimignano Loc . Racciano, 53037 San Gimignano  Telefono:0577940887 Euro 15,00 + tassa soggiorno (costo totale x 2 persone)

Giorno 4  (km. 370 – totali km. 1010) 

  • San Gimignano fino h 14.00
  • Rientro h14.00

CURIOSITà

Giorno 1

Colle di Val d’Elsa è arroccata nella sua parte più antica su di un alto poggio. Anticamente il tessuto urbano era diviso in tre parti: il Borgo di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano oggi semplificati in “Colle alta” e “Colle bassa” che sono oggi collegate da un comodissimo ascensore. Il comune è il più importante centro italiano della produzione di cristallo. La città è inoltre famosa per aver dato i natali, nel 1240, ad Arnolfo di Cambio, al quale è stata in seguito dedicata la piazza principale.

Giorno 2

« […] però che, come in su la cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
così la proda che ‘l pozzo circonda
torregiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tona »
(Dante Alighieri,  Inferno canto XXXI, vv. 40-45)

Monteriggioni è un comune di 9.035 abitanti della provincia di Siena. Fa parte della cosiddetta Montagnola Senese. C’è un comodo parcheggio per camper proprio ai piedi del borgo fortificato, dove volendo si può anche sostare per la notte. Il paese è veramente carino, tutto cinto da mura e con ben 14 torri.

L’abbazia di San Galgano è un’abbazia cistercense, sita ad una trentina di chilometri da Siena, nel comune di Chiusdino. Il sito è costituito dall’eremo(detto “Rotonda di Montesiepi”) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura, meta di flusso turistico. La mancanza del tetto – che evidenzia l’articolazione della struttura architettonica – accomuna in questo l’abbazia a quelle di Melrose, di Kelso e di Jedburg in Scozia, di Tintern in Galles, di Cashel in Irlanda, di Eldena in Germania, di Beauport a Paimpol (Bretagna) e del Convento do Carmo a Lisbona. Poco distante nell’Eremo di Monte Siepi è custodita una “spada nella roccia” appartenuta a San Galgano, un cavaliere del XII secolo che scelse una vita da eremita.

San Quirico d’Orcia è un comune italiano di 2 672 abitanti chiamati sanquirichesi della provincia di Siena in Toscana. Nella frazione Vignoni è presente un antico castello, il Castello di Vignoni, quasi disabitato, già residenza dei Salimbeni nel XII secolo, e successivamente degli Amerighi dal XIV secolo. Ha una torre medioevale mozzata, una chiesa romanica ripristinata (all’interno era conservato un crocifisso del Giambologna, ora custodita presso il museo di Montalcino, e un fonte battesimale del secolo XV, ora presso la Collegiata di San Quirico) e, di fianco alla chiesa, l’impianto immobiliare (riedificato nei primi anni novanta) del quattrocentesco Palazzo degli Amerighi, in cui si ordì la congiura contro gli Spagnoli oppressori di Siena (1555-1559). San Quirico ha inoltre alcune chiese rilevanti dal punto di vista storico-artistico: oltre alla già citata Collegiata di San Quirico (più precisamente Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta) e alla Chiesa romanica di San Biagio a Vignoni, vanno segnalate la Chiesa di San Giovanni Battista a Bagno Vignoni, la Chiesa e la Cappella della Madonna di Vitaleta, la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’Oratorio della Misericordia.

Bagno Vignoni è, con 30 abitanti (censimento 2001), l’unica frazione di San Quirico d’Orcia in provincia di Siena (306 m s.l.m.). Il villaggio sorge nel cuore della Toscana, all’interno del Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia e grazie alla vicinanza con la via Francigena (il percorso principale seguito nell’antichità dai pellegrini che si recavano a Roma) le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali. Al centro del borgo si presenta la “Piazza delle sorgenti”, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche.

Giorno 3

Pienza è un comune italiano di 2.153 abitanti della provincia di Siena in Toscana. È probabilmente il centro più rinomato e di maggiore importanza artistica di tutta la Val d’Orcia. È non molto distante dalla strada statale Cassia e dagli altri due importanti centri della valle, San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia. Il centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1996. Gran parte del rilevante patrimonio storico-artistico di Pienza si concentra nella suggestiva piazza dedicata al pontefice Pio II, personalità che tanto ha dato alla cittadina, cercando di farne la sua “città ideale” del Rinascimento.

Montepulciano è un comune italiano di 14.230 abitanti della provincia di Siena in Toscana. Il comune è posto a 605 metri sul livello del mare, a cavallo tra la Valdichiana e la Val d’Orcia. Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C. Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti, dai quali si ricava il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. Passeggiare per le vie del centro storico è piacevolissimo, ci sono moltissime cantine che permettono di assaggiare i loro vini ed in alcuni casi di visitarle. Salendo per una stretta vietta si arriva poi in cima ad una collinetta dove c’è un parco pubblico dal quale si gode un bel panorama. Bella anche la Piazza Grande.

Giorno 4

San Gimignano  è un comune di 7.777 abitanti situato in provincia di Siena. Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell’aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età comunale. San Gimignano è soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d’oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano sedici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la torre Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa (che all’epoca era la più alta), anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, fecero costruire due torri poco più basse di quasi eguale grandezza, per dimostrare la propria potenza.

A disposizione per qualsiasi consiglio o parere

Il vostro turistaperpassione

Francesco