Da Vaprio D’Adda a Brivio: Sulle orme dell’Adda.

Itinerario studiato per gli amanti della natura alla riscoperta dell’ Ecomuseo Leonardesco sulle orme dell’Adda.

Benvenuti turisti per passione, se amate la natura e le tranquille passeggiate in bicicletta questo é l’Itinerario che fa per voi.

Tipo di bici: preferibilmente Mountain bike o in alternativa city bike

Terreno: Prevalentemente sterrato battuto e non impegnativo

Salite o discese? Quasi interamente in piano, sporadiche salite con lieve pendenza.

Percorrenza Km (indicativa): 48km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Durata Itinerario: 3-4 Ore ( non agonistico)

Tappe Principali: Vaprio d’Adda(45,5874565; 9,5333071), Ecomuseo Adda di Leonardo, Centrale idroelettrica Esterle (45,6535381; 9,4843846), Centrale idroelettrica Bertini (45,6646712; 9,4855678), Santuario della Madonna della Rocchetta (45,6682781; 9,4745798),Ponte San Michele(45,6822642; 9,4522910),  Traghetto Leonardesco(45,7078796; 9,45602801).

 

Difficoltà:**

Condizione Fisica Richiesta:**

Adatto a: Famiglie, Coppie, Amatori, Professionisti.

 Dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del naviglio Martesana a Vaprio d’Adda, intraprendiamo il nostro itinerario lungo l’Ecomuseo Leonardesco che costeggia il fiume Adda. L’itinerario prevede sia tratti asfaltati che sterrati. Niente di cui preoccuparsi, infatti la maggior parte degli sterrati è battuta e per nulla impegnativa. In direzione Brivio troveremo qualche lieve salita per nulla eccessiva o particolarmente faticosa. Consiglio, sopratutto in caso di caldo, di portare con sè sufficienti scorte d’acqua e magari qualche barretta energetica. Non dimenticate di idratarvi ogni 10 minuti circa. Vediamo dunque nel dettaglio cosa offre questo itinerario:

Cosa Vedere?

Come da titolo partiamo dunque alla riscoperta dell’’Ecomuseo Leonardesco. Ma nel dettaglio cos’è l’ecomuseo? Non è difficile da comprendere; l’Ecomuseo è una sorta di museo diffuso, praticamente a cielo aperto, dove le cose da vedere non sono tutte racchiuse in spazi delimitati da mura o cancelli d’ingresso, ma protette  e messe in risalto proprio nel posto dove sono prodotte e utilizzate. E’ proprio grazie a questa sua natura che riesce ad esibire ciò che nessun altro museo potrà mai ospitare: il paesaggio stesso, gli abitanti che vi hanno dimora, le abitudini, gli usi e i costumi. Non spaventatevi quindi se quando vi recherete in visita all’Ecomuseo Adda di Leonardo non troverete più i cartelli che segnalano il museo; molto probabilmente sarà già attorno a voi.

Buona visita Turisti per Passione!

L’Ecomuseo, come si potrà intuire, onora il grande Leonado da Vinci. Si narra infatti che l’artista fosse vissuto per un certo periodo nella villa di Vaprio d’Adda, ospite del suo allievo Francesco Melzi. Fu proprio in questi luoghi che ebbe modo di approfondire i suoi studi, creare invenzioni ardite e lasciare impronte del suo genio; il tutto attraverso l’osservazione della natura. Al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo si diede infatti allo studio dei moti delle acque analizzando nello specifico la loro azione erosiva a livello delle sponde e delle chiuse. A testimonianza di ciò rimangono infatti diversi disegni di dispositivi idraulici come le porte a battenti delle “conche” (controllano il livello dell’acqua consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali). Queste divennero dunque le radici dell’Ecomuseo Leonardesco che vide la sua nascita il 4 novembre 2006 quando con un atto costitutivo tra i 10 sindaci nacque l’Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo.

Una delle tappe d’obbligo dell’Ecomuseo è rappresentata dal celebre Stallazzo a Cornate d’Adda dove anni e anni fa si trovava una stazione per  il ricovero e il cambio dei cavalli e che, al giorno d’oggi, è stata riconvertita in un’ area di ristoro dove si possono trovare,riprodotti in scala, alcuni macchinari di Leonardo quale il ponte autoportante, i vasi comunicanti e diversi pannelli didattici.

La centrale idroelettrica Esterle fu costruita tra il 1906 e il 1914 sull’Alzaia ovvero la sponda a destra del fiume Adda. All’epoca, con i suoi 30.000 Kilowatt prodotti si trattava di un impianto di notevole importanza. Trae il suo nome in memoria di Carlo Esterle, consigliere delegato della società Edison fino al 1918. Questa centrale, oltre che dal punto di vista energetico, rappresentava un vanto d’eccellenza anche sotto quello architettonico. Si trova ad essere  infatti al giorno d’oggi un fulgido esempio di archeologia industriale monumentale. Il fabbricato è costruito in stile eclettico lombardo, gli ornamenti geometrici e floreali sono minuziosi e le imponenti vetrate che richiamano lo stile gotico. La centrale invece è ricoperta esternamente in mattoni rossi e decorata da colonnine, lampioni e grondaie in ferro battuto. Ancora oggi all’interno sono in funzione le macchine originarie.

La centrale idroelettrica Angelo Bertini si colloca tra le più antiche centrali idroelettriche d’Europa ancora funzionanti. Ha infatti iniziato a produrre elettricità nel 1895 a seguito di un accordo tra la Edison e il comune di Milano. A quel tempo i tram stavano sostituendo gli obsoleti omnibus e proprio per questo motivo serviva una quantità supplementare di elettricità. All’epoca si trattava di un’opera mastodontica e unica nel suo genere, pensate che le turbine installate erano seconde solo a quelle del Niagara generando una potenza pari a 11.000 KW.  Oggi la centrale, a seguito di ripetute opere di ammodernamento, ha ottimizzato la sua produzione elettrica di circa il 20%.

Procedendo nel nostro itinerario lungo l’Adda incontriamo il celebre Santurario della Rocchetta (Cornate).
Si tratta di una piccola chiesetta che prende il suo nome proprio perchè costruita su una roccia praticamente “a picco” sull’Adda. Costruita alla fine del 1300 presidiava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia (ricordiamo infatti che una sponda apparteneva a Milano mentre l’altra era della Serenissima). E’ proprio nei pressi di questa chiesetta in cui si narra che Leonardo si fosse ispirato per lo sfondo della famosissima “La Vergine delle Rocce”. Il paesaggio che potete ammirare dal santuario è meraviglioso. Davanti a voi si palesano, nelle giornate più limpide, i Monti Tesoro e Linzone oltre che l’onnipresente Resegone. Il Santuario sorge sulle fondamenta di un antico castello.

Proseguendo lungo l’itinerario non potrete non notare un ponte in ferro lungo 266m e alto 85m al di sopra del fiume Adda. Si tratta del ponte San Michele, noto anche come ponte di Paderno. Costruito tra il 1887 e il 1889 era il piu grande ponte ad arco del mondo e per la sua rilevanza storica poteva senza alcun dubbio essere affiancato alla Torre Eiffel in quanto capolavoro di archeologia industriale nonchè una delle più notevoli strutture realizzate dall’ingegneria ottocentesca.

Altro “Must” del nostro percorso sarà il celebre Traghetto Leonardesco. Si tratta di un particolare tipo di traghetto interamente fabbricato a mano e i cui disegni, secondo la tradizione, furono creati proprio da Leonardo Da Vinci. Proprio qui, nei pressi di Imbersago si trova l’unico esemplare al mondo funzionate. Con solo 50centesimi di euro è possibile infatti attraversare il fiume e raggiungere da Imbersago (Lecco) Villa D’Adda ( Bergamo). Nel medioevo quando venne vietato il transito sull’Adda alle imbarcazioni, a seguito del passaggio della sponda bergamasca sotto il controllo Veneziano, il traghetto divenne il principale mezzo di comunicazione tra le due sponde.  Nel dicembre del 1991 il servizio del traghetto venne sospeso visto e considerato la comparsa di sempre più severe norme in materia di sicurezza. Nel 1994 i maestri d’ascia di Venezia sostituirono il vecchio esemplare con uno nuovo (molto simile all’originale ma con qualche upgrade in più) perfettamente in linea con le nuove normative. Nel dettaglio, il traghetto è affrancato ad un cavo d’acciaio teso tra le due sponde, e, traendo movimento dalla corrente del fiume attraverso un meccanismo di bilanciamento dei pesi, permette di mettere in comunicazione le due sponde trasportando fino a 100 persone e 5 automobili.

In conclusione per me si tratta di un itinerario meraviglioso in cui si convogliano storia e natura, arte e ingegneria. Ringraziandovi per l’attenzione prestata e rimanendo come sempre a disposizione per ogni consiglio sia in merito allo sviluppo web del sito che alle tematiche affrontate.

Il vostro Turista Per Passione

Francesco

Passo Umbrail e Passo dello Stelvio

Il passo dello Stelvio è da sempre uno dei passi più belli d’Europa. Su queste salite, nel corso degli anni, si sono affrontati i migliori ciclisti di tutti i tempi. La vetta a 2758 metri di altitudine diviene per gli amanti delle due ruote un ambizioso e soddisfacente traguardo culmine di un lungo allenamento ed una meticolosa preparazione fisica.

Percorrenza Km (indicativa): 100km

Regioni attraversate: Lombardia, Svizzera, Trentino Alto Adige

Mese: Giugno

Giorni Itinerario: 1-2(in base all’allenamento)

Tappe Principali: Bormio(46°28′N 10°22′E), Passo Umbrail (46°32′29.4″N10°25′59.52″E), Val Monastero( 46°36′00.66″N 10°24′59.96″E / 46.600184°N 10.416656°E46.600184), Glorenza(46°40′N 10°33′E), Prato allo Stelvio(46°37′06.06″N 10°35′32″E), Passo dello Stelvio(46°31′42.96″N10°27′09.72″E), Bormio(46°28′N 10°22′E)

Budget Stimato: Pernottamento in mezza pensione (55-60 euro) Pasti (18 euro circa). Totale 78 Euro (2giorni)

Distanza in Salita: 42Km

Distanza in Discesa: 46.8Km

Distanza in Pianura: 4.8Km

Difficoltà:*****

Condizione:*****

Lo Stelvio è da sempre un importante collegamento estivo specialmente per la sua vocazione turistica e sportiva.Con la sua altitudine di 2758m s.l.m. divide le Alpi Retiche Occidentali dalle Alpi Retiche meridionali. Il passo si trova in prossimità del confine con i Grigioni Svizzeri, a cui è collegato tramite il passo dell’ Umbrail (2503 m s.l.m.). La strada che lo attraversa collega Bormio con Trafoi e la Val Venosta, contando ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. Su tutti e tre i versanti ( due italiani e uno svizzero) il passo rimane chiuso in inverno per riaprire solitamente i primi di maggio.

Partiti da Bormio ci avviciniamo alla vetta tramite un fitto snodo di tornanti, che rapidamente, ma non senza fatica, ci fanno guadagnare quota. A 4 km dal Passo dello Stelvio (quello più impegnativo), deviamo a sinistra in direzione della Svizzera. Una volta entrati in territorio Elvetico comincia la tanto desiderata discesa.  Arrivati a Santa Maria, svoltiamo a destra e tramite la splendida Val Monastero, si rientra in Italia, dove si trova l’affascinante fortezza di Glorenza.

La Val Monastero (Val Müstair in romancio e Münstertal in tedesco) è una valle dei Grigioni e dell’Alto Adige attraversata dal Rio Ram (Rom in romancio, Rambach in tedesco) che sfocia nell’Adige. La valle incomincia dal Passo del Forno (2149 m s.l.m.) ed è la valle più orientale della Svizzera. Pur facendo interamente parte della regione geografica italiana è per la maggior parte all’interno del territorio svizzero e soltanto la parte finale (a sud-est) è italiana.Per questa valle si dice sia passato Carlo Magno durante il suo viaggio verso Roma, dove ricevette l’incoronazione.

Glorenza (Glurns in tedesco, Gluorn in romancio) è un comune italiano di 896 abitanti in Trentino Alto Adige, situato lungo la strada verso il Passo del Forno, nell’Alta Val Venosta, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. È il più piccolo comune dell’Alto Adige a fregiarsi del titolo di città. A Glorenza esiste il detto: “La nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura.” La città infatti è letteralmente circondata da mura e sarebbe un vero peccato non renderla parte integrante di questo itinerario

Il tratto che manca per arrivare a Prato dello Stelvio è tranquillo e senza difficoltà. E’ proprio nei dintorni di questo comune che mi sento di consigliare il pernotto. Ci sono diverse soluzioni dalle più economiche alle più esigenti in base alle vostre disponibilità e preferenze.

Da qui in poi, il giorno seguente, comincierà la vera avventura con una salita di 25 km, per un dislivello di 1800m. Raggiunto il passo dello Stelvio, esausti ma soddisfatti della nostra impresa, cominceremo la discesa verso Bormio dove il nostro itinerario ha avuto inizio.

Spero che sia stato di vostro gradimento e rimango a disposizione per qualsivoglia commento o proposta di approfondimento.

Il vostro turistaperpassione

Francesco