Montisola: La Perla del Sebino

Dicono che la maggior parte delle perle si trovi ancora in fondo al mare, probabilmente ignorano il fatto che alcune emergano anche dai laghi…

Percorrenza Km (indicativa): 180km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Maggio

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Monza (45.586846, 9.275851),Sulzano (45.689641, 10.100906), Peschiera Maraglio (45.693382, 10.091710), Cure(45.705957, 10.085260), Santuario della Madonna della Ceriola(45.703447, 10.089317)

Mezzi di Trasporto: Macchina+Traghetto

Budget Stimato: Gasolio (25 Euro), Traghetto (A/R x persona compresa tassa di sbarco 5 euro), Pranzo al sacco (4 panini 6 euro), Navetta Ritorno Cure-Peschiera (1.50 euro) TOTALE CIRCA EURO37.50

CONSIGLI PRE-PARTENZA:

  • Verificate il meteo prima di partire: se intendete fare il percorso che si snoda tra i boschi è bene farlo con il sole visto che con la pioggia risulterebbe eccessivamente scivoloso.
  • Portatevi una discreta quantità d’acqua per mantenervi idratati e non aver problemi di approvvigionamento idrico.
  • In caso di tempo incerto non preoccupatevi, ci sono strade asfaltate alternative a quelle nel bosco. Non dimenticate a casa l’impermeabile.
  • Ricordatevi di portare la macchina fotografica. Il panorama che si apprezza dal santuario è veramente unico.
  • Presso il Santuario della Madonna Della Ceriola è presente un Bar.

 

STORIA E CURIOSITà

Monte Isola o Montisola è un comune sparso nella provincia di Brescia che racchiude in sè una serie di frazioni che vanno a costituire l’isola omonima che sorge nel lago D’Iseo (o Sebino). Con la sua area totale di 12.8 km² è l’isola lacustre più grande d’Europa (considerando anche la sua altezza di 600m s.l.m.).

L’isola si trova frapposta tra le due sponde che appartengono rispettivamente alla provincia di Bergamo e di Brescia. Partendo dalla sponda Bresciana i principali porti sono Sulzano e Sale Marasino. Partendo  invece dalla sponda Bergamasca il principale porto di partenza è Tavernola Bergamasca.

Sull’isola la circolazione a motore è consentita unicamente ai motocicli dei residenti (quasi tutti Vespa d’epoca). E’ comunque possibile circolare in bicicletta (si possono trasportare sul traghetto) o utilizzando il servizio pubblico di autobus.

La frenesia del viver moderno sembra svanire a Montisola.  Il tempo sembra essersi fermato passeggiando tra i borghi dei pescatori, i vicoli angusti invogliano il viaggiatore alla scoperta e all’avventura e il dondolio dei naet (barca tipica dei pescatori del lago) cullati dal lago diventa quasi ipnotico.

Ogni cinque anni il 14 Settembre a Montisola si celebra la festa di Santa Croce di Carzano. Durante questa festa il paese intero viene addobbato con rami di pino e fiori di carta fatti a mano. Molto probabilmente questa celebrazione trae la sua origine nell’anno 1836 quando ,a seguito di una disastrosa epidemia di peste, i cittadini dei borghi di Montisola chiesero la grazia fecendo voto alla Santa Croce di celebrare ogni anno in suo onore una meravigliosa festa a cadenza quinquennale.

Il comune di Montisola nacque poi nel 1929 a seguito della fusione dei due precedenti comuni di Siviano e Peschiera Maraglio (entrambi oggi frazioni nell’isola).

La perla del Sebino è anche detentrice di una secolare trazione nella fabbricazione delle reti da pesca e nella costruzione di barche.  In passato infatti era tra i più grandi produttori mondiali di reti da pesca, primato che venne poi a perdere a seguito della concorrenza dell’industria giapponese. Permane però il ricordo di questa nobile arte soprattutto passeggiando tra i vicoli della frazione di Peschiera Maraglio.

ITINERARIO

Dopo aver parcheggiato l’auto a Sulzano in un comodo parcheggio ( a pagamento) antistante l’imbarco, prendiamo il traghetto e raggiungiamo Peschiera Maraglio ( Durante la navigazione ricordiamo che per i nostri amici a quattro zampe esiste l’obbligo di museruola e bisogna pagare un piccolo supplemento). Pittoresco borgo di Pescatori, a Peschiera Maraglio possiamo osservare i famosi naet, imbarcazioni tipiche dei pescatori del lago d’Iseo. In questa frazione, località più frequentata dell’isola, troviamo il Museo della rete ed il cantiere delle barche.

Da qui cominciano diversi sentieri che conducono in cima all’isola. Qualsiasi sentiero voi decidiate di prendere (personalmente ho preso quello con direzione Santuario della Ceriola passando per Cure)  vi regalerà meravigliosi scorci panoramici durante i quali sarete completamente immersi in una natura armoniosa e incontaminata incorniciata dal susseguirsi di ulivi e alberi più tipicamente montani.

E’ proprio da questi ulivi che si produce un ottimo olio extravergine di oliva Dop. Un’altra tradizione è quella della conservazione delle sardine di lago: dopo averle pulite e lavate vengono lasciate sotto sale per un giorno, poi vengono appese su intelaiature di legno ad essiccare; passati alcuni giorni il pesce viene lavato e conservato sott’olio.

Una volta giunti a Cure (dove si può comunque giungere partendo in bus da Peschiera Maraglio al costo di 1, 50 Euro) imbocchiamo un nuovo sentiero, questa volta molto meno impegnativo, che ci condurrà fino in cima dove troveremo il famosissimo Santuario della Madonna della Ceriola da cui potremo godere di un magnifico panorama a  360° intorno all’isola. Il santuario della Madonna della Ceriola risale al XII secolo e fu la prima chiesa dedicata alla Madonna ad essere costruita nella zona del lago di Iseo. La statua lignea venerata nel santuario è nota con il nome di Madonna della Ceriola probabilmente perché l’essenza legnosa che è stata utilizzata è il cerro. Presso il santuario è anche presente un’area picnic dove è possibile pranzare al sacco oppure appoggiandosi al bar che si trova nei pressi della struttura.

Rimanendo come sempre a disposizione per ogni chiarimento o informazione.

Il vostro turistaperpassione;

Francesco

 

Liguria, Toscana, Emilia Romagna: Cavalcando la Val Trebbia e l’Appennino Tosco-Emiliano

Motoitinerario di 3 Giorni alla riscoperta delle curve della Val Trebbia e dell’Appenino Tosco-Emiliano (e che mangiate!!).

Percorrenza Km (indicativa): 850km

Regioni attraversate: Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana

Mese: Aprile

Giorni Itinerario: 3

Tappe Principali: Val Trebbia, Tour Dell’Appennino Tosco-Emiliano

Budget Stimato:Carburante (con un consumo medio di 18km/l –80euro-) Pedaggio (20 euro circa) Pasti (25 euro a pasto al giorno a persona x 3gg –125euro– + colazioni ed extra –25euro-) Pernotto (circa 60euro a camera x 2notti –120 euro-) . Totale 370 Euro (3 giorni)

Programmazione Generale Itinerario

Giorno 1 (km. 260 – totali km. 260) 

  • PARTENZA da Monza h 08.30
  • Serravalle 
  • Gavi 
  • Voltaggio 
  • Busalla
  • Torriglia
  • PRANZO Ostaia Da Beccassa,Torriglia h13.00
  • Ottone
  • Bobbio
  • Passo Penice
  • CENA E PERNOTTO Albergo Filietto, Costa di Mezzano Scotti h 19.30

RIFERIMENTI

Ostaia da Beccassa, loc. Ponte Trebbia, 20, 16029 Torriglia, Italia, +39 010 943211. Osteria con buon rapporto qualità-prezzo. Niente di mistico o trascendentale, si trova lungo il percorso dell’itinerario, le porzioni sono buone e la qualità discreta. Consigliato in quanto ideale per una sosta pranzo senza spendere una follia seppur mangiando in maniera decente.

Albergo Ristorante Filietto, Costa di Mezzano Scotti, 29022, Bobbio, Italia, +39 0523 937104. Albergo-Ristorante sperduto nella natura Ligure. Si accede tramite una strada asfaltata panoramica tra le colline lontano dalle città affollate. Ideale per un soggiorno relax accompagnato dal buon cibo. A conduzione familiare, sposa ancora la vecchia filosofia del valore dell’ospitalità. Incluso nel prezzo dispone anche di un ricovero al chiuso per le moto. Bagni migliorabili causa impianto doccia poco funzionale (situato nel centro del bagno con scolo a pavimento).

Il passo del Penice è un valico dell’Appennino ligure che mette in comunicazione la valle Staffora (Lombardia) con la val Trebbia (Emilia-Romagna).Si trova a circa 1100m sul livello del mare ed è collocato ai piedi del monte Penice (1.460 m), nel comune di Bobbio. In passato era un’importante via di comunicazione in quanto permetteva di tenere i contatti tra il monastero di San Colombano situato a Bobbio e i suoi possedimenti. Facilitava e garantiva inoltre le comunicazioni tra i feudi creati da Carlo Magno per mantenere l’accesso al Mare. Oggi ha ovviamente perso questa sua valenza politico-commerciale per acquistarne una totalmente improntata al turismo. Da qui si può gustare un panorama meraviglioso che domina l’Alta Val Tidone, da dove è appunto possibile osservare l’intera sezione della Pianura Padana e le Alpi Centrali. Nel Piazzale si trova la statua di San Colombano nominato patrono e protettore dei motociclisti. In inverno è inoltre in funzione un impianto sciistico con innevamento sia naturale che artificiale.

Il Fiume Trebbia, da cui trae il suo nome la valle del Trebbia, nasce ai piedi del monte Prelà a Genova per poi confluire nel Piacentino,  lambendo l’Oltrepò Pavese. Questa valle è costituita da diversi strati calcarei attraverso i quali il fiume scava profondi passaggi  dando vita a fenomeni fossiliferi (finestra tettonica). La valle del Trebbia ha anche un notevole interesse storico infatti fu teatro della battaglia in cui, secondo il racconto dello storico romano Polibio, nel dicembre del 218 a.C. Annibale inflisse una pesante sconfitta al console romano Tiberio Sempronio Longo. Come detto sopra, la storia di questa vallata è fortemente legata alla presenza del monastero di San Colombano a Bobbio soprattutto per il controllo commerciale del traffico del sale. Durante la seconda guerra mondiale si dice che persino il premio Nobel Ernest Hemingway abbia tessuto nel suo diario le lodi di questa vallata incantevole. Il territorio è inoltre ricco di diversi castelli. Lungo il fiume vi è inoltre la possibilità di praticare sport acquatici, come la canoa o il rafting.

 

Giorno 2 (km. 277 – totali km. 537) 

PARTE I

PARTE II

  • PARTENZA Albergo Filietto h09.30
  • Rezzoaglio
  • Borzonasca
  • Borgonovo
  • Passo del Bocco
  • Bedonia
  • PRANZO Osteria Oppici h 13.15
  • Bertorella
  • Passo 100 Croci
  • S. Pietro Vara
  • Borghetto Vara
  • Rocchetta Vara
  • Zignago
  • Orneto
  • Castello
  • Pontremoli
  • CENA E PERNOTTO Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol h18.30

RIFERIMENTI 

Osteria Oppici, Localita Montevaca 4, 43041 Bedonia, Italia, +39 0525 87116. Osteria molto conosciuta della zona. Piatti ottimi e ben curati. Servizio abbastanza buono malgrado il locale fosse affollato. Discreto rapporto qualità-prezzo. Prezzo medio a persona circa 25-30 euro. Comodo parcheggio antistante il locale. Strada panoramica e ricca di curve per raggiungere il posto.

 Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol, Via Pineta, 3, 54026 Mulazzo, Italia, +39 0187 43970. Difficile dare un giudizio completo in merito a questa location. Presenta infatti sia punti di forza che altri aspetti decisamente migliorabili. Il costo ad alloggio ammonta a circa 65 euro. Le camere, un pò datate negli arredi, sono essenziali ma funzionali. Vista sulla rocca e possibilità di pranzare/cenare all’aperto ( punto forte di questa location). La ristorazione a mio avviso è migliorabile. Il rapporto qualità-prezzo non è dei migliori(costo medio a pasto 30-35 euro). Discreta invece la colazione. Personale cortese e disponibile.

A 956m s.l.m. nel comune di Mezzanego si trova il passo del Bocco. Questo valico fu spesso teatro d’arrivo di cronoscalate del Giro d’Italia. Sempre in ambito sportivo è stata una delle classiche prove speciali del Rally della Lanterna.

Tra la Val di Vara e l’Emilia, a 1055m s.l.m. si trova Il passo di Centocroci. Questo valico è attraversato dalla statale 523 che congiunge la provincia della Spezia con quella di Parma. Il nome del passo trae le sue origini nelle leggende del luogo che vollero una banda di briganti uccidere, durante le loro scorrerie, più di cento viandanti.

Giorno 3 (km287 – totali km.824 ) 

  • PARTENZA Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol h09.15
  • Aulla
  • Passo Del Cerreto
  • PRANZO Ristorante Turci, S. Polo D’Enza h13.15
  • Monza h 18.00

RIFERIMENTI

Ristorante TurciVia G. Fontanili 15C, 42020 San Polo d’Enza, Italia, +39 0522 877263. Senza dubbio una rivelazione. Ottimo rapporto qualità-prezzo con piatti deliziosi, variegati e ben presentati. Buono il servizio. Consiglio assolutamente come tappa fissa per chiunque passi da queste zone.

Il passo del Cerreto raggiunge la quota di 1261m s.l.m. e separa la provincia di Massa da quella di Reggio Emilia. Il passo è attraversato dalla Strada statale 63 del Valico del Cerreto.

Tengo a ringraziare sentitamente i miei compagni in questa avventura, grazie a loro questo viaggio è stato indimenticabile e non vedo l’ora di replicare con il prossimo itinerario.

Il vostro turistaperpassione

Francesco

Da Vaprio D’Adda a Brivio: Sulle orme dell’Adda.

Itinerario studiato per gli amanti della natura alla riscoperta dell’ Ecomuseo Leonardesco sulle orme dell’Adda.

Benvenuti turisti per passione, se amate la natura e le tranquille passeggiate in bicicletta questo é l’Itinerario che fa per voi.

Tipo di bici: preferibilmente Mountain bike o in alternativa city bike

Terreno: Prevalentemente sterrato battuto e non impegnativo

Salite o discese? Quasi interamente in piano, sporadiche salite con lieve pendenza.

Percorrenza Km (indicativa): 48km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Durata Itinerario: 3-4 Ore ( non agonistico)

Tappe Principali: Vaprio d’Adda(45,5874565; 9,5333071), Ecomuseo Adda di Leonardo, Centrale idroelettrica Esterle (45,6535381; 9,4843846), Centrale idroelettrica Bertini (45,6646712; 9,4855678), Santuario della Madonna della Rocchetta (45,6682781; 9,4745798),Ponte San Michele(45,6822642; 9,4522910),  Traghetto Leonardesco(45,7078796; 9,45602801).

 

Difficoltà:**

Condizione Fisica Richiesta:**

Adatto a: Famiglie, Coppie, Amatori, Professionisti.

 Dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del naviglio Martesana a Vaprio d’Adda, intraprendiamo il nostro itinerario lungo l’Ecomuseo Leonardesco che costeggia il fiume Adda. L’itinerario prevede sia tratti asfaltati che sterrati. Niente di cui preoccuparsi, infatti la maggior parte degli sterrati è battuta e per nulla impegnativa. In direzione Brivio troveremo qualche lieve salita per nulla eccessiva o particolarmente faticosa. Consiglio, sopratutto in caso di caldo, di portare con sè sufficienti scorte d’acqua e magari qualche barretta energetica. Non dimenticate di idratarvi ogni 10 minuti circa. Vediamo dunque nel dettaglio cosa offre questo itinerario:

Cosa Vedere?

Come da titolo partiamo dunque alla riscoperta dell’’Ecomuseo Leonardesco. Ma nel dettaglio cos’è l’ecomuseo? Non è difficile da comprendere; l’Ecomuseo è una sorta di museo diffuso, praticamente a cielo aperto, dove le cose da vedere non sono tutte racchiuse in spazi delimitati da mura o cancelli d’ingresso, ma protette  e messe in risalto proprio nel posto dove sono prodotte e utilizzate. E’ proprio grazie a questa sua natura che riesce ad esibire ciò che nessun altro museo potrà mai ospitare: il paesaggio stesso, gli abitanti che vi hanno dimora, le abitudini, gli usi e i costumi. Non spaventatevi quindi se quando vi recherete in visita all’Ecomuseo Adda di Leonardo non troverete più i cartelli che segnalano il museo; molto probabilmente sarà già attorno a voi.

Buona visita Turisti per Passione!

L’Ecomuseo, come si potrà intuire, onora il grande Leonado da Vinci. Si narra infatti che l’artista fosse vissuto per un certo periodo nella villa di Vaprio d’Adda, ospite del suo allievo Francesco Melzi. Fu proprio in questi luoghi che ebbe modo di approfondire i suoi studi, creare invenzioni ardite e lasciare impronte del suo genio; il tutto attraverso l’osservazione della natura. Al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo si diede infatti allo studio dei moti delle acque analizzando nello specifico la loro azione erosiva a livello delle sponde e delle chiuse. A testimonianza di ciò rimangono infatti diversi disegni di dispositivi idraulici come le porte a battenti delle “conche” (controllano il livello dell’acqua consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali). Queste divennero dunque le radici dell’Ecomuseo Leonardesco che vide la sua nascita il 4 novembre 2006 quando con un atto costitutivo tra i 10 sindaci nacque l’Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo.

Una delle tappe d’obbligo dell’Ecomuseo è rappresentata dal celebre Stallazzo a Cornate d’Adda dove anni e anni fa si trovava una stazione per  il ricovero e il cambio dei cavalli e che, al giorno d’oggi, è stata riconvertita in un’ area di ristoro dove si possono trovare,riprodotti in scala, alcuni macchinari di Leonardo quale il ponte autoportante, i vasi comunicanti e diversi pannelli didattici.

La centrale idroelettrica Esterle fu costruita tra il 1906 e il 1914 sull’Alzaia ovvero la sponda a destra del fiume Adda. All’epoca, con i suoi 30.000 Kilowatt prodotti si trattava di un impianto di notevole importanza. Trae il suo nome in memoria di Carlo Esterle, consigliere delegato della società Edison fino al 1918. Questa centrale, oltre che dal punto di vista energetico, rappresentava un vanto d’eccellenza anche sotto quello architettonico. Si trova ad essere  infatti al giorno d’oggi un fulgido esempio di archeologia industriale monumentale. Il fabbricato è costruito in stile eclettico lombardo, gli ornamenti geometrici e floreali sono minuziosi e le imponenti vetrate che richiamano lo stile gotico. La centrale invece è ricoperta esternamente in mattoni rossi e decorata da colonnine, lampioni e grondaie in ferro battuto. Ancora oggi all’interno sono in funzione le macchine originarie.

La centrale idroelettrica Angelo Bertini si colloca tra le più antiche centrali idroelettriche d’Europa ancora funzionanti. Ha infatti iniziato a produrre elettricità nel 1895 a seguito di un accordo tra la Edison e il comune di Milano. A quel tempo i tram stavano sostituendo gli obsoleti omnibus e proprio per questo motivo serviva una quantità supplementare di elettricità. All’epoca si trattava di un’opera mastodontica e unica nel suo genere, pensate che le turbine installate erano seconde solo a quelle del Niagara generando una potenza pari a 11.000 KW.  Oggi la centrale, a seguito di ripetute opere di ammodernamento, ha ottimizzato la sua produzione elettrica di circa il 20%.

Procedendo nel nostro itinerario lungo l’Adda incontriamo il celebre Santurario della Rocchetta (Cornate).
Si tratta di una piccola chiesetta che prende il suo nome proprio perchè costruita su una roccia praticamente “a picco” sull’Adda. Costruita alla fine del 1300 presidiava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia (ricordiamo infatti che una sponda apparteneva a Milano mentre l’altra era della Serenissima). E’ proprio nei pressi di questa chiesetta in cui si narra che Leonardo si fosse ispirato per lo sfondo della famosissima “La Vergine delle Rocce”. Il paesaggio che potete ammirare dal santuario è meraviglioso. Davanti a voi si palesano, nelle giornate più limpide, i Monti Tesoro e Linzone oltre che l’onnipresente Resegone. Il Santuario sorge sulle fondamenta di un antico castello.

Proseguendo lungo l’itinerario non potrete non notare un ponte in ferro lungo 266m e alto 85m al di sopra del fiume Adda. Si tratta del ponte San Michele, noto anche come ponte di Paderno. Costruito tra il 1887 e il 1889 era il piu grande ponte ad arco del mondo e per la sua rilevanza storica poteva senza alcun dubbio essere affiancato alla Torre Eiffel in quanto capolavoro di archeologia industriale nonchè una delle più notevoli strutture realizzate dall’ingegneria ottocentesca.

Altro “Must” del nostro percorso sarà il celebre Traghetto Leonardesco. Si tratta di un particolare tipo di traghetto interamente fabbricato a mano e i cui disegni, secondo la tradizione, furono creati proprio da Leonardo Da Vinci. Proprio qui, nei pressi di Imbersago si trova l’unico esemplare al mondo funzionate. Con solo 50centesimi di euro è possibile infatti attraversare il fiume e raggiungere da Imbersago (Lecco) Villa D’Adda ( Bergamo). Nel medioevo quando venne vietato il transito sull’Adda alle imbarcazioni, a seguito del passaggio della sponda bergamasca sotto il controllo Veneziano, il traghetto divenne il principale mezzo di comunicazione tra le due sponde.  Nel dicembre del 1991 il servizio del traghetto venne sospeso visto e considerato la comparsa di sempre più severe norme in materia di sicurezza. Nel 1994 i maestri d’ascia di Venezia sostituirono il vecchio esemplare con uno nuovo (molto simile all’originale ma con qualche upgrade in più) perfettamente in linea con le nuove normative. Nel dettaglio, il traghetto è affrancato ad un cavo d’acciaio teso tra le due sponde, e, traendo movimento dalla corrente del fiume attraverso un meccanismo di bilanciamento dei pesi, permette di mettere in comunicazione le due sponde trasportando fino a 100 persone e 5 automobili.

In conclusione per me si tratta di un itinerario meraviglioso in cui si convogliano storia e natura, arte e ingegneria. Ringraziandovi per l’attenzione prestata e rimanendo come sempre a disposizione per ogni consiglio sia in merito allo sviluppo web del sito che alle tematiche affrontate.

Il vostro Turista Per Passione

Francesco

Itinerario MotoRaduno MT09 Tracer 08-04-17

Itinerario del primo Motoraduno Mt09 Tracer

Percorrenza Km (indicativa): 230km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Giorni Itinerario: 1 (Partenza mattina, rientro pomeriggio)

Tappe Principali: Valsassina ( 45°58′58.8″N 9°24′00″E / 45.983°N 9.4°E45.983), Bellano (46°3′N 9°18′E), Bellagio (45°59′15″N 9°15′43″E), Colle del Ghisallo(45°55′25.18″N 9°16′01.63″E / 45.92366°N), Osservatorio Astronomico Sormano (45°52′58.5″N9°13′45.1″E), Pian del Tivano (N 45.89667, E 9.21002), Como (45°48′36.9″N 9°05′10.1″E)

Mezzi di Trasporto: Moto

Budget Stimato: Carburante (21euro); Pranzo  (15 euro) Totale Stimato euro 36 

CONSIGLI PRE-PARTENZA: non sono necessari particolari accorgimenti fatto salvo i classici controlli di routine da effettuare prima di ogni “uscita” motociclistica.

PIANIFICAZIONE

09:30 Ritrovo e Partenza da Monza 

10:30 Lecco-Bione

10:40 Valsassina

11:30 Bellano (ricordati di visitare l’orrido!)

12:30 Aperitivo a Lecco

13:00 Bellagio

13:15 Ghisallo (ricordati di visitare il museo!)

13:30 Pranzo alla Colma di Sormano

15:00 Nesso

15:30 Como

16:15  Rientro a Monza

COSA VEDERE

Tra le Grigne è racchiusa la Valsassina. Questa valle è famosa oltre per la sua naturale bellezza incontaminata anche per i prodotti tipici che essa offre, dai formaggi alla celebre polenta taragna, dai suoi dolci ai funghi che crescono tra i roveri, castani, faggi, noccioli,abeti e larici. Questa valle è percorsa in tutta la sua lunghezza dal torrente Pioverna, che all’altezza di Bellano forma una spettacolare forra chiamata l’Orrido di Bellano.

 

 

 

L’Orrido di Bellano è  appunto una cascata situata in una gola ed è visitabile grazie alla passerella ancorata alle pareti rocciose che percorre l’intera gola munita di impianto di illuminazione. Questa gola si formò circa 15 milioni di anni fa ad opera del sopracitato torrente Pioverna. La gola acquisisce il suo nome grazie al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza”.

Bellagio è un comune di 3820 abitanti in provincia di Como. Il suo territorio rappresenta uno dei vertici ideali del famoso Triangolo Lariano. La sua magnifica posizione, proprio sulla ramificazione del lago di Como con un panorama alpino mozzafiato all’orizzonte, lo rende una rinomata meta turistica da tutto il mondo. Lungo le rive del promontorio di Bellagio si trovano molte antiche dimore nobiliari, circondate ciascuna da parchi e giardini secolari. Alcuni di essi, come nel caso di Villa Melzi e Villa Serbelloni, sono aperti al pubblico.

A 754 m s.l.m. si trova il celebre Passo del Ghisallo che collega la parte alta del Triangolo Lariano con la Valassina. La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia e dal Giro d’Italia. Per questo motivo, la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti. Su iniziativa del parroco di allora don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949, il Papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti.  Secondo un’antica leggenda prende il nome da un certo Ghisallo il quale, nel medioevo, fu assalito proprio in quel luogo da alcuni briganti e fece dunque voto alla madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato. Il 14 Ottobre 2006, a fianco del Santuario, è stato inaugurato il Museo del Ciclismo. Proprio nel santuario si trovano esposti diversi cimeli che hanno fatto la storia del Ciclismo  ad esempio le biciclette usate da Bartali, Coppi e Merckx nelle loro vittorie al Tour de France, la bici speciale usata da Moser per il record dell’ora e diverse maglie Rosa, Gialle e Irridate.

Sulle Prealpi Lombarde, a circa 1000 metri di altitudine, si trova dal 1987 l’Osservatorio Astronomico di Sormano.  Nel corso degli anni ha indirizzato le sue ricerche verso l’osservazione dei corpi minori del sistema solare quali asteroidi e comete ed ha promosso attività divulgative a tema astronomico, diurna e notturna, con conferenze ed osservazioni dirette del sole durante il giorno e degli astri di notte. Lo strumento principale dell’osservatorio è il telescopio Cavagna. Realizzato in fibra di carbonio dall’azienda americana RCOS (Ritchey-Chrétien Optical System), ha uno specchio primario di 50 cm di diametro ed un rapporto focale di 6.8. Proprio accanto all’Osservatorio Astronomico si trova un grazioso Bar-Ristorante che propone il piatto del giorno a 12.50 euro.

Nel triangolo Lariano troviamo il pianoro carsico Pian del Tivano. Questo si è formato a seguito di depositi glaciali su un terreno calcareo lasciando numerosi inghiottitoi a testimonianza della sua storia. Proprio qui si trova la grotta più lunga d’Italia denominata Complesso della Valle del Nose che si estende per 63km. Pian del Tivano è molto frequentato dai motociclisti per i panorami mozzafiato e le strade favolose.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ragazzi ecco a voi il video del primo raduno mt09 tracer Lombardia. Ci siamo divertiti parecchio ed è stata veramente una giornata meravigliosa tra curve, ottima compagnia e buon cibo. P.S. scusate se ogni tanto mi mangio qualche parola ma fare editing alle 2 di notte ha qualche controindicazione. Lamps a tutti. A presto turistiperpassione.

Francesco

Venezia, Murano, Burano e Torcello: tra magia e realtà

Itinerario di due giorni alla riscoperta dell’incanto Veneziano.

Percorrenza Km (indicativa): 600km

Regioni attraversate: Lombardia, Veneto

Mese: Gennaio

Giorni Itinerario: 2

Tappe Principali: Stazione Milano Centrale (45°29′10″N 9°12′13″E),Venezia (45°26′23″N 12°19′55″E), Murano (45°27′30″N 12°21′12″E), Burano(45°29′03″N12°25′06″E), Torcello(45°29′54″N12°25′06″E)

Mezzi di Trasporto: Treno + Battello

Budget Stimato: Biglietto treno (A/R con Carta Freccia Special 50 euro a persona) Biglietto Battello (VeneziaUnica City Pass 20 euro x 24h) Pasti (50 euro a persona), Pernottamento (55eurox2 persone) TOTALE CIRCA EURO175

CONSIGLI PRE PARTENZA:

  • Sia su Play-Store che su Apple-Store trovate diverse Applicazioni dedicate a Venezia. Vi saranno utilissime quelle che riportano gli orari e le tratte dei vari vaporetti. Consiglio caldamente di scaricarne una, possibilmente quella con più recensioni e maggiormente quotata.
  • Se avete la possibilità acquistate il biglietto con largo anticipo, si risparmia veramente molto, se possibile fate richiesta della carta freccia sul sito trenitalia. Avrete diritto ad ulteriori sconti.
  • Acquistate il biglietto per i vaporetti online sul sito www.veneziaunica.it. Su questo sito potrete scegliere non solo la formula e le modalità di pagamento ma con questa card si possono anche abbinare i biglietti di ingresso per i musei e per altre attività che potrebbero piacervi. Una volta completato l’acquisto ritirerete la card (presentando il coupon ricevuto tramite mail dopo l’acquisto online) direttamente a Venezia dove troverete decine e decine di punti di distribuzione Venezia Unica (ne trovate uno anche in stazione).
  • Evitate di portarvi troppe cose, riducete quindi tutto all’essenziale. Personalmente ho optato per una soluzione del tipo zainetto con un cambio, occorrente per l’igene, un k-way in caso di pioggia; lasciando un pò di spazio per bottigliette d’acqua ed eventuali alimenti che avrei acquistato in itinere.
  • A Venezia esistono i supermercati, anche a buon prezzo. Per questo non preoccupatevi eccessivamente di procurarvi tutto l’occorrente per sfamarvi due giorni. E’ una città a 360° e a misura d’uomo. Basta solo sapere cosa si vuole cercare.

Girovagando a Torcello (VE)

 GIORNO 1

  • Partenza Milano Centrale 
  • Stazione Venezia Santa Lucia 
  • Bar Alla Toletta 
  • Piazza San Marco 
  • Palazzo Ducale
  • Ponte di Rialto
  • Residenza Corte Molin
  • Cantina Do Spade

 

GIORNO 2

  • Fondamente Nove
  • Murano
  • Burano
  • Torcello

 

DIARIO DI VIAGGIO

GIORNO 1

Partiamo dunque dalla stazione di Milano Centrale alle ore 11.45 per arrivare a Venezia alle 14.10. Appena giunti a destinazione ci recheremo presso uno dei punti vendita Venezia Unica per ritirare le nostre card che ci permetteranno di avere accesso ai vaporetti e ad altri servizi che avremo scelto online in fase di pianificazione viaggio.

Certo, forse lo troverete un po strano e leggermente bizzarro ma la prima cosa che ho fatto appena giunto a Venezia è stato recarmi al famoso Bar Alla Toletta celebre per i suoi Tramezzini alla Veneziana (non avendo ancora pranzato). Il tramezzino che oggi conosciamo, la cui paternità è rivendicata da numerose città di tutta Italia, ha trovato la sua massima espressione a Venezia, che con il suo clima umido offre le condizioni di conservazione ideali per poter gustare sandwich estremamente morbidi e gustosi, accompagnati, chiaramente da uno spritz!
Prosciutto e funghi, speck e brie, patate e mortadella, porchetta e zucchine, radicchio e salame, polpa di granchio e rucola…sono davvero infinite le possibilità di farcitura di questa delizia gastronomica. E sono proprio la semplicità e la fantasia a rendere il tramezzino, ancora oggi e sempre più, un vero mito nella tradizione delle osterie venete.

Dopo la tappa Alla Toletta è giunto finalmente il momento di dirigerci in Piazza San Marco.

Piazza San Marco è una delle più importanti piazze italiane, rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica, ed è l’unica piazza di Venezia. È l’unica vera e propria piazza di Venezia infatti tutti gli altri spazi in forma di piazza sono propriamente definiti “campi”. Ha forma trapezoidale ed è lunga 170 metri. È addirittura nota come “la Piazza” o “il salotto d’Europa”. Nei pressi della Piazza troviamo il famoso Il Palazzo Ducale. Proprio questa era sede del governo e delle supreme magistrature della Repubblica, nonché della prigione. Tra le due colonne di Marco e Teodoro avvenivano invece le esecuzioni capitali, mentre dalla Pietra del Bando erano annunciate le leggi e i decreti, poi affissi sulla Porta della Carta. Il centro delle cerimonie religiose di Stato era invece la Basilica  proprio grazie alla presenza delle preziose reliquie e della sua funzione di cappella ducale. La Loggetta invece era posto di guardia degli arsenalotti durante le sedute del Maggior Consiglio, mentre l’attuale Palazzo Patriarcale era sede del salone per i pranzi e le feste del Senato. Proprio nell’ampia piazza trovavano luogo processioni e tornei e nel cortile del palazzo si tenevano addirittura cacce ai tori. Nel settecento fecero la loro comparsa il carnevale e i caffè, poi a seguito della caduta della Repubblica giunsero la sede patriarcale e il Palazzo Reale, prima di Napoleone, poi degli Asburgo e infine dei Re d’Italia.

A poca distanza da Piazza San Marco si trova il Ponte dei Sospiri.

Il ponte dei Sospiri è costruito in pietra d’Istria, stile barocco, e fu realizzato agli inizi del XVII secolo. Questo caratteristico ponte di Venezia collega con un doppio passaggio il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, il primo edificio al mondo costruito per essere appositamente una prigione. Serviva da passaggio per i reclusi per essere giudicati. Gli è stato attribuito questo nome proprio perché la leggenda vuole che, ai tempi della Serenissima, i prigionieri, attraversandolo, sospirassero.

Nel tragitto che intercorre tra Piazza San Marco e la Residenza Corte Molin, il nostro alloggio per la notte, non possiamo fare a meno di ammirare la stupenda architettura del Ponte di Rialto.

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande.Il ponte di Rialto, tra tutti i quattro, è il più antico. A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. La crescente importanza del mercato che si trovava appunto a Rialto sulla sponda orientale del canale fece aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Attorno al 1250 fu sostituito da un ponte di legno strutturale. Data la stretta associazione con il mercato, il ponte cambiò nome e diventò Ponte di Rialto. L’attuale ponte è in pietra e completato nel 1591. La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno.  Il ponte resiste tuttora malgrado ad alcuni architetti nel corso degli anni sia sembrato fin troppo audace come progetto architettonico.

Dopo tutto questo girovagare arriviamo finalmente alla Residenza Corte Molin, dove avremo tempo a disposizione per ristorarci prima dell’uscita a cena serale.

Situata a Venezia, nel sestiere di San Polo, la Residenza Corte Molin offre una terrazza, una vista sul canale, e dista 5 minuti a piedi dal Ponte di Rialto, e 1 km da Piazza San Marco. Dotata di connessione Wi-Fi gratuita in tutte le aree, la Residenza Corte Molin propone camere con TV satellitare a schermo piatto e bagno privato con set di cortesia e asciugacapelli. Presso la struttura avrete a disposizione un deposito bagagli.

Proseguiamo la serata presso la rinomata Cantina Do Spade. Non fatevi spaventare dalla posizione praticamente centrale, i prezzi sono senza dubbio accessibili ed adatti ad ogni tipo di esigenza. Vi consiglio comunque di prenotare con un discreto anticipo(Telefono: 041 521 0583).

Dopo la cena, vi consiglio una bella passeggiata in notturna per il centro di Venezia per poi far rientro alla Residenza Corte Molin.

GIORNO 2

Dopo una bella e abbondante colazione presso la Residenza Corte Molin, ci incamminiamo in direzione di Fondamente Nuove (vedi mappa sopra) dove prenderemo il vaporetto per Murano.

Murano è un centro abitato della Laguna Veneta, situato a nord-est di Venezia e composto da sette isole; fa parte del comune di Venezia e in particolare della municipalità di Venezia-Murano-Burano.  Le isole su cui sorge Murano sonodivise da canali e rii e collegate tra loro da ponti. E’ noto in tutto il mondo per la plurisecolare attività artigianale che produce il vetro di Murano. La storia del Vetro di Murano nasce nel 1291. In quell’anno infatti si decretò che le vetrerie di Venezia fossero trasferite a Murano considerato che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi, particolarmente gravi visto che la maggior parte delle strutture della città erano in legno. Vi era l’ordine per i mastri vetrai di vivere sull’isola e di non poter lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia riuscirono a fuggire, esportando all’estero le loro celebri tecniche. Il maestro vetraio viene assistito da due aiutanti chiamati servente e serventino. Essi sorreggono la lunga canna metallica sulla quale il maestro soffia per dare al vetro la forma desiderata, ma non solo, il servente ed il serventino manipolano a loro volta il vetro con gli attrezzi a loro disposizione, tra i quali sono essenziali la spatola ed una pinza chiamata borsella.

Dopo aver visitato le vetrerie di Murano e aver assistito di persona alla lavorazione del vetro (è infatti possibile quasi sempre dietro un’offerta libera assistere alla lavorazione del vetro in una qualsivoglia vetreria presente sull’isola) ripartiamo con destinazione Burano.

Burano è un centro abitato di 2.426 abitanti che sorge su quattro isole della laguna di Venezia settentrionale. La cittadina è nota per le sue tipiche case vivacemente colorate e per la secolare lavorazione artigianale ad ago del merletto di Burano. Un’ipotesi afferma che i colori vivaci servirebbero ai barcaioli per ritrovare la propria casa in presenza della nebbia, che a Burano si presenta particolarmente fitta. Ricordiamo inoltre che per tutto il periodo del regno d’Italia per cambiare il colore di una casa era necessario richiedere il permesso ad un sovrintendente.

Dopo una visita nel meraviglioso centro abitato di Burano prendiamo il vaporetto in direzione Torcello.

Torcello fu uno dei più antichi e prosperi insediamenti della laguna, fino al declino conseguente alla predominanza della vicina Venezia e al mutare delle condizioni ambientali. Attualmente l’isola conta appena diciassette residenti, ma presenta un inestimabile patrimonio archeologico. Campagne archeologiche condotte all’inizio degli anni Sessanta hanno rivelato che a Torcello era presente un insediamento sin dai primi secoli dell’Impero Romano. La basilica di Santa Maria Assunta fu ristrutturata nella forma attuale intorno all’anno mille. Essa è costituita dai finestroni con imposte formate da lastre di pietra. La parete occidentale presenta un mosaico in stile bizantino di notevolissime dimensioni rappresentante il Giudizio Universale. La chiesa di Santa Fosca, che risale al XII secolo, ha invece pianta a croce greca ed un porticato con colonne di marmo e capitelli che riprende il motivo architettonico dell’interno.Nello spiazzo prospiciente i due edifici sacri si trova il cosiddetto “trono di Attila“, ovvero un seggio riservato ai magistrati incaricati di amministrare la giustizia. Troviamo a Torcello anche un ponte che presenta la caratteristica forma priva di parapetti, originale dei primi ponti veneziani, chiamato Ponte del Diavolo.

E’ giunta dunque l’ora di rientrare a Venezia per prendere il treno con direzione Milano Centrale.

Mi auguro che questo itinerario sia stato di vostro gradimento e che vi sia utile nel caso vogliate visitare Venezia

Il vostro Turistaperpassione,

Francesco

Culmine San Pietro, Val Taleggio, San Pellegrino Terme, Valcava

Itinerario in Moto studiato per gli amanti delle curve e dei paesaggi mozzafiato.

Percorrenza Km (indicativa): 180Km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 1 (Partenza la mattina, rientro pomeriggio)

Tappe Principali: Culmine di San Pietro(45°54′08.28″N9°29′38.04″E ), Val Taleggio (45°52′59.88″N 9°36′00″E), San Pellegrino Terme(45°50′N 9°40′E), Valcava(45°47′15″N 9°30′46″E)

Budget Stimato: Carburante (17 euro circa), Pranzo completo (18 euro circa). Totale 35 Euro

Cominciamo il nostro itinerario da Villasanta, comune di 15000 abitanti nella provincia di Monza e Brianza. Proprio da qui ci dirigiamo verso la SS36 dove seguiamo le indicazioni per Valsassina. Successivamente seguiamo le indicazioni per Culmine di San Pietro.

A 1258 m s.l.m. nel comune di Cassina Valsassina si trova il Valico denominato Culmine di San Pietro che mette in comunicazione la Valsassina (Lecco) con la Val Taleggio (Bergamo). Proprio attraverso questo valico infatti, anni e anni fa, passavano i pastori della bergamasca per venire a commerciare il taleggio nel lecchese.

Percorrendo la SP25, giungiamo a San Giovanni in Bianco dove incrociamo nel nostro itinerario il torrente Enna che nel corso degli secoli ha formato una spettacolare  forra della lunghezza di circa 3 chilometri, chiamata l’Orrido della Val Taleggio.

Proseguiamo dunque il nostro viaggio seguendo le indicazioni per San Pellegrino Terme dove faremo la nostra pausa pranzo in uno dei tanti ristoranti presenti in loco. Per coloro che non vogliono spendere molto consiglio un aperitivo nei graziosi bar che affacciano sulla via centrale (5-7 euro a persona).

Considerata la capitale della Val Brembana, San Pellegrino è una rinomata località climatica di cura e di soggiorno, conosciuta in tutto il mondo per via dell’omonima acqua minerale. Conserva, all’interno dei propri confini, importanti testimonianze della Belle Époque in  perfetto stile Liberty quali il Grand Hotel, il Casinò Municipale e le Terme.

Riprendiamo dunque percorrendo la SS470. Seguiamo le indicazioni per Valle Imagna/Almenno San Salvatore e  una volta giunti qui, proseguiremo seguendo le indicazioni per Valcava.

Valcava è una località montana a 1200m di altitudine sul crinale prealpino orobico tra il Monte Tesoro e il Monte Linzone. È nota soprattutto per essere un valico stradale che collega la Valle San Martino (Lecchese) con la Valle Imagna (bergamasco); nonché per essere sede di innumerevoli installazioni radiotelevisive, in quanto posta in posizione dominante la pianura padana settentrionale e la zona del milanese.

Scendiamo dunque dalla Valcava lungo la SP179 per poi far ritorno alla nostra meta di partenza.

Un caro saluto a tutti voi Turistiperpassione.

Francesco

Passo del Ghisallo e Osservatorio Astronomico di Sormano

Itinerario in moto concepito per chi ha poche ore a disposizione ma non vuole sacrificare curve e paesaggi incantevoli.

Percorrenza Km (indicativa): 110km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 1 (partenza la mattina e rientro primo pomeriggio)

Tappe Principali: Colle Brianza(45°46′N 9°22′E), Bellagio (45°59′15″N 9°15′43″E), Passo del Ghisallo(45°55′25.18″N 9°16′01.63″E), Colma di Sormano(45°52′58.5″N9°13′45.1″E)

Budget Stimato: Carburante (circa 10 euro), Pranzo Piatto del giorno+acqua (13.50euro). Totale circa Euro 23.50

Partiamo dunque da Casatenovo(LC), dopo un’abbondante colazione al Bar Canarino, con destinazione Colle Brianza tramite la SP51 e successivamente la SP342 per poi svoltare a sinistra in direzione Santa Maria Hoè.

A metà strada tra il lago di Lecco e Milano sorge Colle Brianza, antico borgo di 1750 abitanti in cui il Molgora trova la sua sorgente. La montagna su cui sorge Colle Brianza ha la sua massima vetta nel monte Crocione (895m s.l.m.). La strada regolare e in buona parte esposta al sole fanno di questa località una tappa fissa sia per i motociclisti che per i ciclisti. Per questa località passa anche il giro di Lombardia.

Da Colle Brianza prendiamo la SS58 in direzione Lecco per poi imboccare la magnifica SS583 che, con la roccia da una parte e il lago dall’altra, ci condurrà fino a Bellagio per una pausa caffè d’obbligo in questo luogo incantevole.

Bellagio è un comune di 3820 abitanti in provincia di Como. Il suo territorio rappresenta uno dei vertici ideali del famoso Triangolo Lariano. La sua magnifica posizione, proprio sulla ramificazione del lago di Como con un panorama alpino mozzafiato all’orizzonte, lo rende una rinomata meta turistica da tutto il mondo. Lungo le rive del promontorio di Bellagio si trovano molte antiche dimore nobiliari, circondate ciascuna da parchi e giardini secolari. Alcuni di essi, come nel caso di Villa Melzi e Villa Serbelloni, sono aperti al pubblico.

Ripartiamo dunque da Bellagio e prendiamo la SP41 con direzione Ghisallo.

A 754 m s.l.m. si trova il celebre Passo del Ghisallo che collega la parte alta del Triangolo Lariano con la Valassina. La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia e dal Giro d’Italia. Per questo motivo, la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti. Su iniziativa del parroco di allora don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949, il Papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti.  Secondo un’antica leggenda prende il nome da un certo Ghisallo il quale, nel medioevo, fu assalito proprio in quel luogo da alcuni briganti e fece dunque voto alla madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato. Il 14 Ottobre 2006, a fianco del Santuario, è stato inaugurato il Museo del Ciclismo. Proprio nel santuario si trovano esposti diversi cimeli che hanno fatto la storia del Ciclismo  ad esempio le biciclette usate da Bartali, Coppi e Merckx nelle loro vittorie al Tour de France, la bici speciale usata da Moser per il record dell’ora e diverse maglie Rosa, Gialle e Irridate.

Procediamo dunque lungo la SP41 fino al bivio per Sormano dove poi procederemo lungo la SP44  per giungere all’Osservatorio Astronomico.

Sulle Prealpi Lombarde, a circa 1000 metri di altitudine, si trova dal 1987 l’Osservatorio Astronomico di Sormano.  Nel corso degli anni ha indirizzato le sue ricerche verso l’osservazione dei corpi minori del sistema solare quali asteroidi e comete ed ha promosso attività divulgative a tema astronomico, diurna e notturna, con conferenze ed osservazioni dirette del sole durante il giorno e degli astri di notte. Lo strumento principale dell’osservatorio è il telescopio Cavagna. Realizzato in fibra di carbonio dall’azienda americana RCOS (Ritchey-Chrétien Optical System), ha uno specchio primario di 50 cm di diametro ed un rapporto focale di 6.8. Proprio accanto all’Osservatorio Astronomico si trova un grazioso Bar-Ristorante che propone il piatto del giorno a 12.50 euro.

 

In alternativa diversi amici mi hanno consigliato l’agriturismo Binda che si trova procedendo lungo la SP44 poco dopo l’Osservatorio. Purtroppo mi sarebbe piaciuto proseguire l’itinerario lungo la SP44 attraverso il Pian del Tivano per poi percorrere il lungolago Comasino e far rientro a Casatenovo(LC) tramite la SP342, ma per ragioni di impegni familiari sono dovuto rientrare anzitempo optando per la SP41 e quindi un rientro più celere alla meta di partenza.

Come sempre a disposizione per qualsiasi consiglio utile a migliorare la mia e la vostra esperienza di navigazione,

Il vostro Turistaperpassione

Francesco

 

 

 

Passo dello Stelvio e Trentino Alto Adige in Moto

Itinerario in Moto studiato per gli amanti delle curve e dei paesaggi mozzafiato. Il passo dello Stelvio è il secondo valico automobilistico più alto d’Europa raggiungendo i 2758 m s.l.m.

Percorrenza Km (indicativa): 500Km

Regioni attraversate: Lombardia, Trentino Alto Adige

Mese: Ottobre

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Passo dell’Aprica(46°09′01.9″N10°08′58.59″E), Passo dello Stelvio (46°31′42.96″N10°27′09.72″E), Lagundo(46°41′N 11°08′E), Passo della Mendola(46°25′00.48″N11°12′25.92″E), Passo del Tonale(46°15′28.44″N10°34′55.2″E).

Budget Stimato: Carburante (44euro), Pranzo Panino+Bibita (6 euro). Totale circa 50 Euro

Partendo da Bergamo percorriamo la SS42 del Tonale e della Mendola costeggiando prima il Lago di Endine e poi il lago d’Iseo fino a giungere ad Edolo dove poi imboccheremo l’SS39 fino a giungere al passo dell’Aprica

Il passo dell’Aprica con la sua altitudine di 1181 m s.l.m. è un valico delle alpi Lombarde che collega la Valtellina con la Val Camonica e rappresenta il confine  tra la provincia di Brescia e quella di Sondrio. E’ proprio su questo passo che troviamo l’omonimo comune, meta turistica d’eccezione per gli amanti di diversi sport quali lo scii, il ciclismo, il motociclismo e via discorrendo. Grazie alla sua altitudine non proibitiva è considerato la via di comunicazione preferenziale per passare dall’alta Valtellina alla Pianura Padana centro-orientale. Infatti le altre due alternative sarebbero il passo del Gavia (46°20′36.96″N10°29′16.44″E) e il passo del Mortirolo (46°14′52.87″N10°17′56.91″E) ed entrambi sono tra i 1800 e i 2600 metri s.l.m., decisamente maggiori dei 1181 m s.l.m del passo dell’Aprica.

Procediamo dunque lungo la SS38 dello Stelvio fino a raggiungere la vetta di 2758m s.l.m. dove pranzeremo in uno dei ristoranti presenti in loco oppure, come ho fatto io, potremo optare  per un bel panino Würstel e crauti meticolosamente preparato dal “paninaro” del posto con 30 anni di esperienza alle spalle.

Il passo dello Stelvio è da sempre uno dei passi più belli d’Europa.Con la sua altitudine di 2758m s.l.m. divide le Alpi Retiche Occidentali dalle Alpi Retiche meridionali. Lo Stelvio è da sempre un importante collegamento estivo specialmente per la sua vocazione turistica e sportiva, non solo per il turismo sciistico e montano, ma anche perché meta ambita di ciclisti e motociclisti. Il passo si trova in prossimità del confine con i Grigioni Svizzeri, a cui è collegato tramite il passo dell’ Umbrail (2503 m s.l.m.). La strada che lo attraversa collega Bormio con Trafoi e la Val Venosta, contando ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. Su tutti e tre i versanti ( due italiani e uno svizzero) il passo rimane chiuso in inverno per riaprire solitamente i primi di maggio. Se, come me, amate le curve e la moto non potete lasciarvi scappare il Passo dello Stelvio. Ogni anno tra giugno e luglio si tiene un raduno a cui partecipano migliaia di motociclisti da ogni dove. Il percorso è molto pittoresco ed offre delle curve pennellate molto guidabili ed un rettilineo quasi in cima al passo che è fantastico. Senza contare la natura mozzafiato e i panorami da cartolina che lasceranno in voi Turisti per passione un ricordo indelebile negli anni a venire.

Proseguendo lungo la SS38 dello Stelvio giungiamo a Lagundo dove una sosta “merenda” alla Forst è letteralmente d’obbligo.

Lagundo è un comune di 5 029 abitanti della provincia di Bolzano in Trentino Alto Adige. Il paese di Lagundo è noto agli amanti della birra in quanto presso una sua frazione, Foresta (ted. Forst), si trova lo stabilimento della birra forst. Birra Forst (azienda fondata nel 1857) è il maggiore produttore italiano indipendente di birra e dententore anche del marchio Menabrea (i suoi omologhi hanno cambiato proprietà passando in mani straniere, ad esempio: birra Moretti (Heineken), Birra Poretti (Carlsberg), Birra Peroni (SABmiller).

Ripartiamo dunque dopo la meritata pausa e percorrendo la SS38 Dello Stelvio  prendiamo l’uscita Appiano imboccando dunque la SS42 del Tonale e della Mendola  la quale ci condurrà attraverso gli ultimi due valichi alpini del nostro itinerario.

Il passo della Mendola, (1.363 m s.l.m.) è un valico alpino del Trentino Alto Adige sulla strada statale 42 del Tonale e della Mendola che congiunge Treviglio in provincia di Bergamo con Bolzano attraverso i due passi omonimi. È posto tra il monte Penegal e il monte Roen e situato sulla catena montuosa della costiera della Mendola che a nord est strapiomba sulla valle dell’Adige e a sud ovest verso la Val di Non . La costruzione della strada del passo durò dal 1880 al 1885. Nel secondo dopoguerra la strada della Mendola è stata teatro di diverse corse motociclistiche e automobilistiche, tra cui la cronoscalata Appiano-Mendola che per diversi anni fu inserita nel campionato nazionale cronoscalate automobilistiche. Le ultime tre edizioni della Mille Miglia(1958, 1959, 1961) transitarono dal Passo della Mendola.

Il passo del Tonale, situato a 1.883 m s.m.l., è un valico alpino nelle Alpi Retiche meridionali che divide le Alpi dell’Ortles a nord e le Alpi dell’Adamello e della Presanella a sud. Mette in comunicazione la val di Sole (Vermiglio) con l’Alta valle Camonica (Ponte di Legno). Il Tonale, centro turistico sia estivo che invernale, è punto di appoggio per numerosi itinerari alpinistici ed escursionistici che consentono di prendere contatto con la natura delle Alpi Retiche e la realtà storica della Guerra Bianca che qui ha lasciato numerosi segni ancora vivi nel paesaggio. Le montagne circostanti il passo del Tonale furono, infatti, teatro di combattimenti durante la prima guerra mondiale: un sacrario monumentale, opera diTimo Bortolotti realizzato negli anni trenta del Novecento accoglie oggi le spoglie di oltre 800 caduti italiani e austro-ungarici.

Riprendiamo dunque il nostro viaggio lungo la SS42 del Tonale e della Mendola per far rientro a Bergamo, dove la nostra avventura è iniziata.

Una giornata magica, con tanti chilometri macinati, accompagnati da panorami mozzafiato che rimarranno per sempre indelebili in noi, turistiperpassione.