Movieland Park

Benvenuto tra i Turisti Per Passione

Eccoti giunto nella sezione dedicata ai Parchi Divertimento.

***SEZIONE IN ALLESTIMENTO***

Cinecittà world

Benvenuto tra i Turisti Per Passione

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***SEZIONE IN ALLESTIMENTO***

Rainbow Magicland

Benvenuto tra i Turisti Per Passione

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***SEZIONE IN ALLESTIMENTO***

Mirabilandia

Benvenuto tra i Turisti Per Passione

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***SEZIONE IN ALLESTIMENTO***

Gardaland

Benvenuto tra i Turisti Per Passione

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***SEZIONE IN ALLESTIMENTO***

Disneyland Paris: il était une fois

“If You can dream it, you can do it” (WALT DISNEY)

***IN ALLESTIMENTO***

Percorrenza Km (indicativa): 1185

Regioni attraversate: Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Valle D’aosta, Traforo Monte Bianco, Auvergne-Rhône-Alpes, Bourgogne-Franche-Comté, Île-de-France

Mese: Luglio/Agosto

Giorni Itinerario: 10

Tappe Principali: Aosta/Mâcon/Parigi

Mezzi di Trasporto: Camper

Montisola: La Perla del Sebino

Dicono che la maggior parte delle perle si trovi ancora in fondo al mare, probabilmente ignorano il fatto che alcune emergano anche dai laghi…

Percorrenza Km (indicativa): 180km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Maggio

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Monza (45.586846, 9.275851),Sulzano (45.689641, 10.100906), Peschiera Maraglio (45.693382, 10.091710), Cure(45.705957, 10.085260), Santuario della Madonna della Ceriola(45.703447, 10.089317)

Mezzi di Trasporto: Macchina+Traghetto

Budget Stimato: Gasolio (25 Euro), Traghetto (A/R x persona compresa tassa di sbarco 5 euro), Pranzo al sacco (4 panini 6 euro), Navetta Ritorno Cure-Peschiera (1.50 euro) TOTALE CIRCA EURO37.50

CONSIGLI PRE-PARTENZA:

  • Verificate il meteo prima di partire: se intendete fare il percorso che si snoda tra i boschi è bene farlo con il sole visto che con la pioggia risulterebbe eccessivamente scivoloso.
  • Portatevi una discreta quantità d’acqua per mantenervi idratati e non aver problemi di approvvigionamento idrico.
  • In caso di tempo incerto non preoccupatevi, ci sono strade asfaltate alternative a quelle nel bosco. Non dimenticate a casa l’impermeabile.
  • Ricordatevi di portare la macchina fotografica. Il panorama che si apprezza dal santuario è veramente unico.
  • Presso il Santuario della Madonna Della Ceriola è presente un Bar.

 

STORIA E CURIOSITà

Monte Isola o Montisola è un comune sparso nella provincia di Brescia che racchiude in sè una serie di frazioni che vanno a costituire l’isola omonima che sorge nel lago D’Iseo (o Sebino). Con la sua area totale di 12.8 km² è l’isola lacustre più grande d’Europa (considerando anche la sua altezza di 600m s.l.m.).

L’isola si trova frapposta tra le due sponde che appartengono rispettivamente alla provincia di Bergamo e di Brescia. Partendo dalla sponda Bresciana i principali porti sono Sulzano e Sale Marasino. Partendo  invece dalla sponda Bergamasca il principale porto di partenza è Tavernola Bergamasca.

Sull’isola la circolazione a motore è consentita unicamente ai motocicli dei residenti (quasi tutti Vespa d’epoca). E’ comunque possibile circolare in bicicletta (si possono trasportare sul traghetto) o utilizzando il servizio pubblico di autobus.

La frenesia del viver moderno sembra svanire a Montisola.  Il tempo sembra essersi fermato passeggiando tra i borghi dei pescatori, i vicoli angusti invogliano il viaggiatore alla scoperta e all’avventura e il dondolio dei naet (barca tipica dei pescatori del lago) cullati dal lago diventa quasi ipnotico.

Ogni cinque anni il 14 Settembre a Montisola si celebra la festa di Santa Croce di Carzano. Durante questa festa il paese intero viene addobbato con rami di pino e fiori di carta fatti a mano. Molto probabilmente questa celebrazione trae la sua origine nell’anno 1836 quando ,a seguito di una disastrosa epidemia di peste, i cittadini dei borghi di Montisola chiesero la grazia fecendo voto alla Santa Croce di celebrare ogni anno in suo onore una meravigliosa festa a cadenza quinquennale.

Il comune di Montisola nacque poi nel 1929 a seguito della fusione dei due precedenti comuni di Siviano e Peschiera Maraglio (entrambi oggi frazioni nell’isola).

La perla del Sebino è anche detentrice di una secolare trazione nella fabbricazione delle reti da pesca e nella costruzione di barche.  In passato infatti era tra i più grandi produttori mondiali di reti da pesca, primato che venne poi a perdere a seguito della concorrenza dell’industria giapponese. Permane però il ricordo di questa nobile arte soprattutto passeggiando tra i vicoli della frazione di Peschiera Maraglio.

ITINERARIO

Dopo aver parcheggiato l’auto a Sulzano in un comodo parcheggio ( a pagamento) antistante l’imbarco, prendiamo il traghetto e raggiungiamo Peschiera Maraglio ( Durante la navigazione ricordiamo che per i nostri amici a quattro zampe esiste l’obbligo di museruola e bisogna pagare un piccolo supplemento). Pittoresco borgo di Pescatori, a Peschiera Maraglio possiamo osservare i famosi naet, imbarcazioni tipiche dei pescatori del lago d’Iseo. In questa frazione, località più frequentata dell’isola, troviamo il Museo della rete ed il cantiere delle barche.

Da qui cominciano diversi sentieri che conducono in cima all’isola. Qualsiasi sentiero voi decidiate di prendere (personalmente ho preso quello con direzione Santuario della Ceriola passando per Cure)  vi regalerà meravigliosi scorci panoramici durante i quali sarete completamente immersi in una natura armoniosa e incontaminata incorniciata dal susseguirsi di ulivi e alberi più tipicamente montani.

E’ proprio da questi ulivi che si produce un ottimo olio extravergine di oliva Dop. Un’altra tradizione è quella della conservazione delle sardine di lago: dopo averle pulite e lavate vengono lasciate sotto sale per un giorno, poi vengono appese su intelaiature di legno ad essiccare; passati alcuni giorni il pesce viene lavato e conservato sott’olio.

Una volta giunti a Cure (dove si può comunque giungere partendo in bus da Peschiera Maraglio al costo di 1, 50 Euro) imbocchiamo un nuovo sentiero, questa volta molto meno impegnativo, che ci condurrà fino in cima dove troveremo il famosissimo Santuario della Madonna della Ceriola da cui potremo godere di un magnifico panorama a  360° intorno all’isola. Il santuario della Madonna della Ceriola risale al XII secolo e fu la prima chiesa dedicata alla Madonna ad essere costruita nella zona del lago di Iseo. La statua lignea venerata nel santuario è nota con il nome di Madonna della Ceriola probabilmente perché l’essenza legnosa che è stata utilizzata è il cerro. Presso il santuario è anche presente un’area picnic dove è possibile pranzare al sacco oppure appoggiandosi al bar che si trova nei pressi della struttura.

Rimanendo come sempre a disposizione per ogni chiarimento o informazione.

Il vostro turistaperpassione;

Francesco

 

Liguria, Toscana, Emilia Romagna: Cavalcando la Val Trebbia e l’Appennino Tosco-Emiliano

Motoitinerario di 3 Giorni alla riscoperta delle curve della Val Trebbia e dell’Appenino Tosco-Emiliano (e che mangiate!!).

Percorrenza Km (indicativa): 850km

Regioni attraversate: Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana

Mese: Aprile

Giorni Itinerario: 3

Tappe Principali: Val Trebbia, Tour Dell’Appennino Tosco-Emiliano

Budget Stimato:Carburante (con un consumo medio di 18km/l –80euro-) Pedaggio (20 euro circa) Pasti (25 euro a pasto al giorno a persona x 3gg –125euro– + colazioni ed extra –25euro-) Pernotto (circa 60euro a camera x 2notti –120 euro-) . Totale 370 Euro (3 giorni)

Programmazione Generale Itinerario

Giorno 1 (km. 260 – totali km. 260) 

  • PARTENZA da Monza h 08.30
  • Serravalle 
  • Gavi 
  • Voltaggio 
  • Busalla
  • Torriglia
  • PRANZO Ostaia Da Beccassa,Torriglia h13.00
  • Ottone
  • Bobbio
  • Passo Penice
  • CENA E PERNOTTO Albergo Filietto, Costa di Mezzano Scotti h 19.30

RIFERIMENTI

Ostaia da Beccassa, loc. Ponte Trebbia, 20, 16029 Torriglia, Italia, +39 010 943211. Osteria con buon rapporto qualità-prezzo. Niente di mistico o trascendentale, si trova lungo il percorso dell’itinerario, le porzioni sono buone e la qualità discreta. Consigliato in quanto ideale per una sosta pranzo senza spendere una follia seppur mangiando in maniera decente.

Albergo Ristorante Filietto, Costa di Mezzano Scotti, 29022, Bobbio, Italia, +39 0523 937104. Albergo-Ristorante sperduto nella natura Ligure. Si accede tramite una strada asfaltata panoramica tra le colline lontano dalle città affollate. Ideale per un soggiorno relax accompagnato dal buon cibo. A conduzione familiare, sposa ancora la vecchia filosofia del valore dell’ospitalità. Incluso nel prezzo dispone anche di un ricovero al chiuso per le moto. Bagni migliorabili causa impianto doccia poco funzionale (situato nel centro del bagno con scolo a pavimento).

Il passo del Penice è un valico dell’Appennino ligure che mette in comunicazione la valle Staffora (Lombardia) con la val Trebbia (Emilia-Romagna).Si trova a circa 1100m sul livello del mare ed è collocato ai piedi del monte Penice (1.460 m), nel comune di Bobbio. In passato era un’importante via di comunicazione in quanto permetteva di tenere i contatti tra il monastero di San Colombano situato a Bobbio e i suoi possedimenti. Facilitava e garantiva inoltre le comunicazioni tra i feudi creati da Carlo Magno per mantenere l’accesso al Mare. Oggi ha ovviamente perso questa sua valenza politico-commerciale per acquistarne una totalmente improntata al turismo. Da qui si può gustare un panorama meraviglioso che domina l’Alta Val Tidone, da dove è appunto possibile osservare l’intera sezione della Pianura Padana e le Alpi Centrali. Nel Piazzale si trova la statua di San Colombano nominato patrono e protettore dei motociclisti. In inverno è inoltre in funzione un impianto sciistico con innevamento sia naturale che artificiale.

Il Fiume Trebbia, da cui trae il suo nome la valle del Trebbia, nasce ai piedi del monte Prelà a Genova per poi confluire nel Piacentino,  lambendo l’Oltrepò Pavese. Questa valle è costituita da diversi strati calcarei attraverso i quali il fiume scava profondi passaggi  dando vita a fenomeni fossiliferi (finestra tettonica). La valle del Trebbia ha anche un notevole interesse storico infatti fu teatro della battaglia in cui, secondo il racconto dello storico romano Polibio, nel dicembre del 218 a.C. Annibale inflisse una pesante sconfitta al console romano Tiberio Sempronio Longo. Come detto sopra, la storia di questa vallata è fortemente legata alla presenza del monastero di San Colombano a Bobbio soprattutto per il controllo commerciale del traffico del sale. Durante la seconda guerra mondiale si dice che persino il premio Nobel Ernest Hemingway abbia tessuto nel suo diario le lodi di questa vallata incantevole. Il territorio è inoltre ricco di diversi castelli. Lungo il fiume vi è inoltre la possibilità di praticare sport acquatici, come la canoa o il rafting.

 

Giorno 2 (km. 277 – totali km. 537) 

PARTE I

PARTE II

  • PARTENZA Albergo Filietto h09.30
  • Rezzoaglio
  • Borzonasca
  • Borgonovo
  • Passo del Bocco
  • Bedonia
  • PRANZO Osteria Oppici h 13.15
  • Bertorella
  • Passo 100 Croci
  • S. Pietro Vara
  • Borghetto Vara
  • Rocchetta Vara
  • Zignago
  • Orneto
  • Castello
  • Pontremoli
  • CENA E PERNOTTO Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol h18.30

RIFERIMENTI 

Osteria Oppici, Localita Montevaca 4, 43041 Bedonia, Italia, +39 0525 87116. Osteria molto conosciuta della zona. Piatti ottimi e ben curati. Servizio abbastanza buono malgrado il locale fosse affollato. Discreto rapporto qualità-prezzo. Prezzo medio a persona circa 25-30 euro. Comodo parcheggio antistante il locale. Strada panoramica e ricca di curve per raggiungere il posto.

 Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol, Via Pineta, 3, 54026 Mulazzo, Italia, +39 0187 43970. Difficile dare un giudizio completo in merito a questa location. Presenta infatti sia punti di forza che altri aspetti decisamente migliorabili. Il costo ad alloggio ammonta a circa 65 euro. Le camere, un pò datate negli arredi, sono essenziali ma funzionali. Vista sulla rocca e possibilità di pranzare/cenare all’aperto ( punto forte di questa location). La ristorazione a mio avviso è migliorabile. Il rapporto qualità-prezzo non è dei migliori(costo medio a pasto 30-35 euro). Discreta invece la colazione. Personale cortese e disponibile.

A 956m s.l.m. nel comune di Mezzanego si trova il passo del Bocco. Questo valico fu spesso teatro d’arrivo di cronoscalate del Giro d’Italia. Sempre in ambito sportivo è stata una delle classiche prove speciali del Rally della Lanterna.

Tra la Val di Vara e l’Emilia, a 1055m s.l.m. si trova Il passo di Centocroci. Questo valico è attraversato dalla statale 523 che congiunge la provincia della Spezia con quella di Parma. Il nome del passo trae le sue origini nelle leggende del luogo che vollero una banda di briganti uccidere, durante le loro scorrerie, più di cento viandanti.

Giorno 3 (km287 – totali km.824 ) 

  • PARTENZA Hotel Ristorante Pizzeria El Caracol h09.15
  • Aulla
  • Passo Del Cerreto
  • PRANZO Ristorante Turci, S. Polo D’Enza h13.15
  • Monza h 18.00

RIFERIMENTI

Ristorante TurciVia G. Fontanili 15C, 42020 San Polo d’Enza, Italia, +39 0522 877263. Senza dubbio una rivelazione. Ottimo rapporto qualità-prezzo con piatti deliziosi, variegati e ben presentati. Buono il servizio. Consiglio assolutamente come tappa fissa per chiunque passi da queste zone.

Il passo del Cerreto raggiunge la quota di 1261m s.l.m. e separa la provincia di Massa da quella di Reggio Emilia. Il passo è attraversato dalla Strada statale 63 del Valico del Cerreto.

Tengo a ringraziare sentitamente i miei compagni in questa avventura, grazie a loro questo viaggio è stato indimenticabile e non vedo l’ora di replicare con il prossimo itinerario.

Il vostro turistaperpassione

Francesco

Da Vaprio D’Adda a Brivio: Sulle orme dell’Adda.

Itinerario studiato per gli amanti della natura alla riscoperta dell’ Ecomuseo Leonardesco sulle orme dell’Adda.

Benvenuti turisti per passione, se amate la natura e le tranquille passeggiate in bicicletta questo é l’Itinerario che fa per voi.

Tipo di bici: preferibilmente Mountain bike o in alternativa city bike

Terreno: Prevalentemente sterrato battuto e non impegnativo

Salite o discese? Quasi interamente in piano, sporadiche salite con lieve pendenza.

Percorrenza Km (indicativa): 48km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Aprile

Durata Itinerario: 3-4 Ore ( non agonistico)

Tappe Principali: Vaprio d’Adda(45,5874565; 9,5333071), Ecomuseo Adda di Leonardo, Centrale idroelettrica Esterle (45,6535381; 9,4843846), Centrale idroelettrica Bertini (45,6646712; 9,4855678), Santuario della Madonna della Rocchetta (45,6682781; 9,4745798),Ponte San Michele(45,6822642; 9,4522910),  Traghetto Leonardesco(45,7078796; 9,45602801).

 

Difficoltà:**

Condizione Fisica Richiesta:**

Adatto a: Famiglie, Coppie, Amatori, Professionisti.

 Dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del naviglio Martesana a Vaprio d’Adda, intraprendiamo il nostro itinerario lungo l’Ecomuseo Leonardesco che costeggia il fiume Adda. L’itinerario prevede sia tratti asfaltati che sterrati. Niente di cui preoccuparsi, infatti la maggior parte degli sterrati è battuta e per nulla impegnativa. In direzione Brivio troveremo qualche lieve salita per nulla eccessiva o particolarmente faticosa. Consiglio, sopratutto in caso di caldo, di portare con sè sufficienti scorte d’acqua e magari qualche barretta energetica. Non dimenticate di idratarvi ogni 10 minuti circa. Vediamo dunque nel dettaglio cosa offre questo itinerario:

Cosa Vedere?

Come da titolo partiamo dunque alla riscoperta dell’’Ecomuseo Leonardesco. Ma nel dettaglio cos’è l’ecomuseo? Non è difficile da comprendere; l’Ecomuseo è una sorta di museo diffuso, praticamente a cielo aperto, dove le cose da vedere non sono tutte racchiuse in spazi delimitati da mura o cancelli d’ingresso, ma protette  e messe in risalto proprio nel posto dove sono prodotte e utilizzate. E’ proprio grazie a questa sua natura che riesce ad esibire ciò che nessun altro museo potrà mai ospitare: il paesaggio stesso, gli abitanti che vi hanno dimora, le abitudini, gli usi e i costumi. Non spaventatevi quindi se quando vi recherete in visita all’Ecomuseo Adda di Leonardo non troverete più i cartelli che segnalano il museo; molto probabilmente sarà già attorno a voi.

Buona visita Turisti per Passione!

L’Ecomuseo, come si potrà intuire, onora il grande Leonado da Vinci. Si narra infatti che l’artista fosse vissuto per un certo periodo nella villa di Vaprio d’Adda, ospite del suo allievo Francesco Melzi. Fu proprio in questi luoghi che ebbe modo di approfondire i suoi studi, creare invenzioni ardite e lasciare impronte del suo genio; il tutto attraverso l’osservazione della natura. Al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo si diede infatti allo studio dei moti delle acque analizzando nello specifico la loro azione erosiva a livello delle sponde e delle chiuse. A testimonianza di ciò rimangono infatti diversi disegni di dispositivi idraulici come le porte a battenti delle “conche” (controllano il livello dell’acqua consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali). Queste divennero dunque le radici dell’Ecomuseo Leonardesco che vide la sua nascita il 4 novembre 2006 quando con un atto costitutivo tra i 10 sindaci nacque l’Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo.

Una delle tappe d’obbligo dell’Ecomuseo è rappresentata dal celebre Stallazzo a Cornate d’Adda dove anni e anni fa si trovava una stazione per  il ricovero e il cambio dei cavalli e che, al giorno d’oggi, è stata riconvertita in un’ area di ristoro dove si possono trovare,riprodotti in scala, alcuni macchinari di Leonardo quale il ponte autoportante, i vasi comunicanti e diversi pannelli didattici.

La centrale idroelettrica Esterle fu costruita tra il 1906 e il 1914 sull’Alzaia ovvero la sponda a destra del fiume Adda. All’epoca, con i suoi 30.000 Kilowatt prodotti si trattava di un impianto di notevole importanza. Trae il suo nome in memoria di Carlo Esterle, consigliere delegato della società Edison fino al 1918. Questa centrale, oltre che dal punto di vista energetico, rappresentava un vanto d’eccellenza anche sotto quello architettonico. Si trova ad essere  infatti al giorno d’oggi un fulgido esempio di archeologia industriale monumentale. Il fabbricato è costruito in stile eclettico lombardo, gli ornamenti geometrici e floreali sono minuziosi e le imponenti vetrate che richiamano lo stile gotico. La centrale invece è ricoperta esternamente in mattoni rossi e decorata da colonnine, lampioni e grondaie in ferro battuto. Ancora oggi all’interno sono in funzione le macchine originarie.

La centrale idroelettrica Angelo Bertini si colloca tra le più antiche centrali idroelettriche d’Europa ancora funzionanti. Ha infatti iniziato a produrre elettricità nel 1895 a seguito di un accordo tra la Edison e il comune di Milano. A quel tempo i tram stavano sostituendo gli obsoleti omnibus e proprio per questo motivo serviva una quantità supplementare di elettricità. All’epoca si trattava di un’opera mastodontica e unica nel suo genere, pensate che le turbine installate erano seconde solo a quelle del Niagara generando una potenza pari a 11.000 KW.  Oggi la centrale, a seguito di ripetute opere di ammodernamento, ha ottimizzato la sua produzione elettrica di circa il 20%.

Procedendo nel nostro itinerario lungo l’Adda incontriamo il celebre Santurario della Rocchetta (Cornate).
Si tratta di una piccola chiesetta che prende il suo nome proprio perchè costruita su una roccia praticamente “a picco” sull’Adda. Costruita alla fine del 1300 presidiava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia (ricordiamo infatti che una sponda apparteneva a Milano mentre l’altra era della Serenissima). E’ proprio nei pressi di questa chiesetta in cui si narra che Leonardo si fosse ispirato per lo sfondo della famosissima “La Vergine delle Rocce”. Il paesaggio che potete ammirare dal santuario è meraviglioso. Davanti a voi si palesano, nelle giornate più limpide, i Monti Tesoro e Linzone oltre che l’onnipresente Resegone. Il Santuario sorge sulle fondamenta di un antico castello.

Proseguendo lungo l’itinerario non potrete non notare un ponte in ferro lungo 266m e alto 85m al di sopra del fiume Adda. Si tratta del ponte San Michele, noto anche come ponte di Paderno. Costruito tra il 1887 e il 1889 era il piu grande ponte ad arco del mondo e per la sua rilevanza storica poteva senza alcun dubbio essere affiancato alla Torre Eiffel in quanto capolavoro di archeologia industriale nonchè una delle più notevoli strutture realizzate dall’ingegneria ottocentesca.

Altro “Must” del nostro percorso sarà il celebre Traghetto Leonardesco. Si tratta di un particolare tipo di traghetto interamente fabbricato a mano e i cui disegni, secondo la tradizione, furono creati proprio da Leonardo Da Vinci. Proprio qui, nei pressi di Imbersago si trova l’unico esemplare al mondo funzionate. Con solo 50centesimi di euro è possibile infatti attraversare il fiume e raggiungere da Imbersago (Lecco) Villa D’Adda ( Bergamo). Nel medioevo quando venne vietato il transito sull’Adda alle imbarcazioni, a seguito del passaggio della sponda bergamasca sotto il controllo Veneziano, il traghetto divenne il principale mezzo di comunicazione tra le due sponde.  Nel dicembre del 1991 il servizio del traghetto venne sospeso visto e considerato la comparsa di sempre più severe norme in materia di sicurezza. Nel 1994 i maestri d’ascia di Venezia sostituirono il vecchio esemplare con uno nuovo (molto simile all’originale ma con qualche upgrade in più) perfettamente in linea con le nuove normative. Nel dettaglio, il traghetto è affrancato ad un cavo d’acciaio teso tra le due sponde, e, traendo movimento dalla corrente del fiume attraverso un meccanismo di bilanciamento dei pesi, permette di mettere in comunicazione le due sponde trasportando fino a 100 persone e 5 automobili.

In conclusione per me si tratta di un itinerario meraviglioso in cui si convogliano storia e natura, arte e ingegneria. Ringraziandovi per l’attenzione prestata e rimanendo come sempre a disposizione per ogni consiglio sia in merito allo sviluppo web del sito che alle tematiche affrontate.

Il vostro Turista Per Passione

Francesco

Givi Shield S180T: Spoiler Universale per parabrezza e cupolini.

Benvenuti Turisti Per Passione

In questo articolo esamineremo e vi daremo la nostra opinione in merito allo Spoiler Givi Shield+ Universale per Cupolini e Parabrezza.

Marca Prodotto: GIVI

Codice Prodotto: S180T, variante fumè S180F.

COME è FATTO?

Lo spoiler in oggetto è dotato di un sistema di ancoraggio in alluminio che permette di regolare non solo l’altezza ma anche l’inclinazione dello stesso. Stiamo parlando di alluminio ricavato dal pieno che subisce anche un trattamento di anodizzazione risultando quindi resistente a praticamente ogni tipo di intemperie. Lo schermo, con il suo spessore di 4mm  è realizzato in un materiale polimerico omologato dal TÜV e risulta più trasparente e più leggero del vetro.

E COME LO FISSO?

Shield+ viene fissato al parabrezza/cupolino in maniera veramente semplice. Non c’è bisogno di realizzare né fori né alcuna modifica sul proprio parabrezza. Si adatta a ogni forma di parabrezza e le chiavi di chiusura sono comprese nella confezione (2 chiavi a brugola).

MA è SICURO? NON è CHE LO PERDO PER STRADA?

Le gomme di fissaggio sono realizzate con materiale di altissima qualità che garantisce una presa ottimale in qualsiasi condizione, anche e soprattutto ad alte velocità.

OK è SICURO MA NON è CHE MI ROVINA IL PARABREZZA?

Assolutamente no! Il sistema di fissaggio è basato su una combinazione viti/piastrina metallica/gomma/parabrezza. Per rendere l’idea, queste viti vanno ad operare su delle piastrine in metallo di forma rettangolare che a loro volta vanno ad appoggiarsi sui supporti in gomma che andranno poi a far presa sul parabrezza/cupolino. Niente è dunque lasciato al caso, e tutto avviene in perfetta sicurezza.

è BELLO, è SICURO,NON  MI ROVINA IL PARABREZZA MA PERCHè SCEGLIERLO RISPETTO AD UN COMUNE PARABREZZA MAGGIORATO?

Qui arriva il bello. Personalmente sono un’amante del marchio Givi quindi per la mia moto scelgo sempre i suoi prodotti. In precedenza sulla mia MT09 Tracer avevo montato il parabrezza maggiorato Givi 2122DT. Un ottimo prodotto senza dubbio, ma con l’andar del tempo mi sono accorto che risultava eccessivamente grande, garantendo, con la sua mole, sicuramente un’ottima protezione dall’aria ma a scapito a mio avviso comunque della linea e della manovrabilità ad alte velocità. Nello Givi Shield+ ho trovato un ottimo compromesso perchè  non essendo ingombrante elimina quasi totalmente quelle fastidiose vibrazioni presenti sul casco, inoltre è totalmente regolabile e non pregiudica assolutamente l’assetto della moto nè la sua estetica come un parabrezza eccessivamente grande andrebbe a fare.

CONSIGLI

Qui arriva il tasto dolente. Ho comprato il mio Givi Shield+ presso un noto rivenditore della zona Monza-Brianza. Essendo lo Shield esposto l’ultimo disponibile ho deciso, visto e considerata la mia necessità impellente, di acquistarlo. Una volta arrivato a casa, contento come un bambino, lo monto e…noto che le viti vanno direttamente a poggiare sul parabrezza rigandolo!!.  La prima cosa che mi domando è come mai Givi non abbia pensato a questo inconveniente. Mi metto alla ricerca delle istruzioni di montaggio e mi accorgo che MANCAVA UN PEZZO!!! Ovvero la piastrina metallica di congiunzione vite/gomma  che serviva appunto ad evitare di forare la gomma con la vite e quindi di danneggiare irreparabilmente il parabrezza. Ovviamente la mancanza di questo pezzo era da imputare al rivenditore visto che si trattava di un pezzo esposto (seppur in vetrina e sotto chiave) e quindi con scatola già aperta, che presentava comunque il tagliando di controllo di qualità, ragion per cui la piastrina è stata persa dal rivenditore. Ho comunque risolto costruendo io artigianalmente una piastrina identica a quella che sarebbe dovuta essere in dotazione in modo tale da non perdere tempo andando dal rivenditore e attendendo almeno 15gg lavorativi l’arrivo del nuovo pezzo (tempi di fornitura del rivenditore).

CONCLUSIONI

Sono pienamente soddisfatto dell’articolo GIVI. Molto meno del rivenditore da cui l’ho acquistato. Ricordatevi di verificare sempre prima del montaggio il contenuto della confezione ( non fate il mio errore) e soprattutto sinceratevi che ci siano le piastrine tra le viti e la gomma.

Il vostro Turista per Passione,

Francesco