Lanterna da Camping Black Diamond Apollo

Lanterna da Camping Black Diamond Apollo

Descrizione

Lanterna ideale per il campeggio, sia in tenda che durante qualsiasi attività escursionistica. Le dimensioni e il peso ridotto ne fanno un’ eccellente compagna di viaggio durante ogni attività. Con il suo peso di soli 300g e un ingombro che eguaglia le dimensioni di una lattina può essere facilmente trasportata senza problemi di spazio. E’ dotata infatti di un sistema che permette di ripiegarla su se stessa garantendo la posibilità di riporla anche negli spazi più angusti.  E’ dotata di un sistema a doppio riflettore per una massima emissione luminosa. Parliamo di circa 200lumen (Quad Power LED) che garantiscono una distribuzione luminosa veramente a mio avviso impressionante.

Caratteristiche

  • Peso: 300g
  • Dimensioni: 7,6 x 7,6 x 12,7 cm
  • Alimentazione: 4 Batterie AA (non incluse nella confezione) + possibilità di utilizzo batterie ricaricabili(non incluse)
  • Illuminazione: Quad Power LED con 200 lumen
  • Sistema a doppio riflettore per una massima emissione luminosa
  • Piedini pieghevoli che aumentano la distribuzione della luce
  • Due ganci pieghevoli per poterla appendere.

 

Botta e Risposta

Ma quanto costa? Dai 40 ai 60 euro

Ma 200lumen non sono pochi? Garantisco che ho testato l’efficienza di questa lanterna ed è veramente sbalorditiva.

Ok è bella ma come si piega? I Piedini sono ripiegabili e il corpo della lanterna scorrendo su due guide ai lati si richiude fino a raggiungere le dimensioni di una lattina

Dove la Trovo? E’ acquistabile tranquillamente su qualsiasi portale di vendita come Amazon.

Se ho già le batterie ricaricabili posso tenerla in carica? Assolutamente si! Sotto il pulsante di accensione c’è un gommino che nasconde un foro per collegare un eventuale cavo di ricarica.

Posso appenderla in tenda? Certamente, attraverso due pratici gancetti posti in cima alla lanterna.

 

Conclusioni

Davvero un ottimo prodotto che mi sento di consigliare a chiunque ami l’escursionismo e la vita all’aria aperta.

Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Il vostro turistaperpassione, Francesco

Tutorial Manutenzione Catena Moto

Benvenuti Turisti Per Passione

In questo video-Tutorial vi mostrerò come procedo ad effettuare la manutenzione della catena della moto. Personalmente raccomando di effettuare questa operazione ogni 1000km circa al fine di mantenere la vostra trasmissione in efficienza e nel miglior stato possibile.  Esistono in commercio diverse spazzole specifiche che permettono di rimuovere in maniera uniforme lo sporco presente sulla vostra catena ma personalmente preferisco utilizzare il classico metodo pennellino e straccetto. Per quanto riguarda il grasso da usare vi sconsiglio fortemente grassi di bassa qualità perchè il problema in cui si può incorrere è che non facciano sufficiente presa sulla catena e quindi non lubrifichino bene la trasmissione.  Vi lascio ora al video e rimango a disposizione per qualsiasi vostra domanda.

Materiale Occorrente:

  • Stracci
  • Scottex
  • Grasso per catene (Moto). Personalmente uso Motul Factory Line
  • Pennello (in alternativa esistono spazzole apposta per pulire le catene della moto )
  • Petrolio Bianco/Lampante
  • Cavalletto per Sollevare ruota posteriore (nel caso non presente cavalletto centrale)

Buona Visione

Se sei interessato a questa e ad altre guide su Youtube seguici sul nostro canale Turistiperpassione.com

Il vostro turistaperpassione,

Francesco

Tutorial Installazione Paramani GIVI EH2122

Benvenuto Turistaperpassione nella sezione dedicata alle guide e tutorial.

In questo articolo mi accingo a montare l’estensione in pexiglass Givi EH2122 sui paramani originali della MT09 Tracer. Dopo Averli testati per circa 5000km si rivelano di ottima fattura e con qualche piccolo accorgimento possono essere sicuramente ritenuti un valido accessorio per la nostra moto.

Augurandoti buona visione e rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento o consiglio.

Francesco, turistaperpassione.

Venezia, Murano, Burano e Torcello: tra magia e realtà

Itinerario di due giorni alla riscoperta dell’incanto Veneziano.

Percorrenza Km (indicativa): 600km

Regioni attraversate: Lombardia, Veneto

Mese: Gennaio

Giorni Itinerario: 2

Tappe Principali: Stazione Milano Centrale (45°29′10″N 9°12′13″E),Venezia (45°26′23″N 12°19′55″E), Murano (45°27′30″N 12°21′12″E), Burano(45°29′03″N12°25′06″E), Torcello(45°29′54″N12°25′06″E)

Mezzi di Trasporto: Treno + Battello

Budget Stimato: Biglietto treno (A/R con Carta Freccia Special 50 euro a persona) Biglietto Battello (VeneziaUnica City Pass 20 euro x 24h) Pasti (50 euro a persona), Pernottamento (55eurox2 persone) TOTALE CIRCA EURO175

CONSIGLI PRE PARTENZA:

  • Sia su Play-Store che su Apple-Store trovate diverse Applicazioni dedicate a Venezia. Vi saranno utilissime quelle che riportano gli orari e le tratte dei vari vaporetti. Consiglio caldamente di scaricarne una, possibilmente quella con più recensioni e maggiormente quotata.
  • Se avete la possibilità acquistate il biglietto con largo anticipo, si risparmia veramente molto, se possibile fate richiesta della carta freccia sul sito trenitalia. Avrete diritto ad ulteriori sconti.
  • Acquistate il biglietto per i vaporetti online sul sito www.veneziaunica.it. Su questo sito potrete scegliere non solo la formula e le modalità di pagamento ma con questa card si possono anche abbinare i biglietti di ingresso per i musei e per altre attività che potrebbero piacervi. Una volta completato l’acquisto ritirerete la card (presentando il coupon ricevuto tramite mail dopo l’acquisto online) direttamente a Venezia dove troverete decine e decine di punti di distribuzione Venezia Unica (ne trovate uno anche in stazione).
  • Evitate di portarvi troppe cose, riducete quindi tutto all’essenziale. Personalmente ho optato per una soluzione del tipo zainetto con un cambio, occorrente per l’igene, un k-way in caso di pioggia; lasciando un pò di spazio per bottigliette d’acqua ed eventuali alimenti che avrei acquistato in itinere.
  • A Venezia esistono i supermercati, anche a buon prezzo. Per questo non preoccupatevi eccessivamente di procurarvi tutto l’occorrente per sfamarvi due giorni. E’ una città a 360° e a misura d’uomo. Basta solo sapere cosa si vuole cercare.

Girovagando a Torcello (VE)

 GIORNO 1

  • Partenza Milano Centrale 
  • Stazione Venezia Santa Lucia 
  • Bar Alla Toletta 
  • Piazza San Marco 
  • Palazzo Ducale
  • Ponte di Rialto
  • Residenza Corte Molin
  • Cantina Do Spade

 

GIORNO 2

  • Fondamente Nove
  • Murano
  • Burano
  • Torcello

 

DIARIO DI VIAGGIO

GIORNO 1

Partiamo dunque dalla stazione di Milano Centrale alle ore 11.45 per arrivare a Venezia alle 14.10. Appena giunti a destinazione ci recheremo presso uno dei punti vendita Venezia Unica per ritirare le nostre card che ci permetteranno di avere accesso ai vaporetti e ad altri servizi che avremo scelto online in fase di pianificazione viaggio.

Certo, forse lo troverete un po strano e leggermente bizzarro ma la prima cosa che ho fatto appena giunto a Venezia è stato recarmi al famoso Bar Alla Toletta celebre per i suoi Tramezzini alla Veneziana (non avendo ancora pranzato). Il tramezzino che oggi conosciamo, la cui paternità è rivendicata da numerose città di tutta Italia, ha trovato la sua massima espressione a Venezia, che con il suo clima umido offre le condizioni di conservazione ideali per poter gustare sandwich estremamente morbidi e gustosi, accompagnati, chiaramente da uno spritz!
Prosciutto e funghi, speck e brie, patate e mortadella, porchetta e zucchine, radicchio e salame, polpa di granchio e rucola…sono davvero infinite le possibilità di farcitura di questa delizia gastronomica. E sono proprio la semplicità e la fantasia a rendere il tramezzino, ancora oggi e sempre più, un vero mito nella tradizione delle osterie venete.

Dopo la tappa Alla Toletta è giunto finalmente il momento di dirigerci in Piazza San Marco.

Piazza San Marco è una delle più importanti piazze italiane, rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica, ed è l’unica piazza di Venezia. È l’unica vera e propria piazza di Venezia infatti tutti gli altri spazi in forma di piazza sono propriamente definiti “campi”. Ha forma trapezoidale ed è lunga 170 metri. È addirittura nota come “la Piazza” o “il salotto d’Europa”. Nei pressi della Piazza troviamo il famoso Il Palazzo Ducale. Proprio questa era sede del governo e delle supreme magistrature della Repubblica, nonché della prigione. Tra le due colonne di Marco e Teodoro avvenivano invece le esecuzioni capitali, mentre dalla Pietra del Bando erano annunciate le leggi e i decreti, poi affissi sulla Porta della Carta. Il centro delle cerimonie religiose di Stato era invece la Basilica  proprio grazie alla presenza delle preziose reliquie e della sua funzione di cappella ducale. La Loggetta invece era posto di guardia degli arsenalotti durante le sedute del Maggior Consiglio, mentre l’attuale Palazzo Patriarcale era sede del salone per i pranzi e le feste del Senato. Proprio nell’ampia piazza trovavano luogo processioni e tornei e nel cortile del palazzo si tenevano addirittura cacce ai tori. Nel settecento fecero la loro comparsa il carnevale e i caffè, poi a seguito della caduta della Repubblica giunsero la sede patriarcale e il Palazzo Reale, prima di Napoleone, poi degli Asburgo e infine dei Re d’Italia.

A poca distanza da Piazza San Marco si trova il Ponte dei Sospiri.

Il ponte dei Sospiri è costruito in pietra d’Istria, stile barocco, e fu realizzato agli inizi del XVII secolo. Questo caratteristico ponte di Venezia collega con un doppio passaggio il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, il primo edificio al mondo costruito per essere appositamente una prigione. Serviva da passaggio per i reclusi per essere giudicati. Gli è stato attribuito questo nome proprio perché la leggenda vuole che, ai tempi della Serenissima, i prigionieri, attraversandolo, sospirassero.

Nel tragitto che intercorre tra Piazza San Marco e la Residenza Corte Molin, il nostro alloggio per la notte, non possiamo fare a meno di ammirare la stupenda architettura del Ponte di Rialto.

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande.Il ponte di Rialto, tra tutti i quattro, è il più antico. A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. La crescente importanza del mercato che si trovava appunto a Rialto sulla sponda orientale del canale fece aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Attorno al 1250 fu sostituito da un ponte di legno strutturale. Data la stretta associazione con il mercato, il ponte cambiò nome e diventò Ponte di Rialto. L’attuale ponte è in pietra e completato nel 1591. La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno.  Il ponte resiste tuttora malgrado ad alcuni architetti nel corso degli anni sia sembrato fin troppo audace come progetto architettonico.

Dopo tutto questo girovagare arriviamo finalmente alla Residenza Corte Molin, dove avremo tempo a disposizione per ristorarci prima dell’uscita a cena serale.

Situata a Venezia, nel sestiere di San Polo, la Residenza Corte Molin offre una terrazza, una vista sul canale, e dista 5 minuti a piedi dal Ponte di Rialto, e 1 km da Piazza San Marco. Dotata di connessione Wi-Fi gratuita in tutte le aree, la Residenza Corte Molin propone camere con TV satellitare a schermo piatto e bagno privato con set di cortesia e asciugacapelli. Presso la struttura avrete a disposizione un deposito bagagli.

Proseguiamo la serata presso la rinomata Cantina Do Spade. Non fatevi spaventare dalla posizione praticamente centrale, i prezzi sono senza dubbio accessibili ed adatti ad ogni tipo di esigenza. Vi consiglio comunque di prenotare con un discreto anticipo(Telefono: 041 521 0583).

Dopo la cena, vi consiglio una bella passeggiata in notturna per il centro di Venezia per poi far rientro alla Residenza Corte Molin.

GIORNO 2

Dopo una bella e abbondante colazione presso la Residenza Corte Molin, ci incamminiamo in direzione di Fondamente Nuove (vedi mappa sopra) dove prenderemo il vaporetto per Murano.

Murano è un centro abitato della Laguna Veneta, situato a nord-est di Venezia e composto da sette isole; fa parte del comune di Venezia e in particolare della municipalità di Venezia-Murano-Burano.  Le isole su cui sorge Murano sonodivise da canali e rii e collegate tra loro da ponti. E’ noto in tutto il mondo per la plurisecolare attività artigianale che produce il vetro di Murano. La storia del Vetro di Murano nasce nel 1291. In quell’anno infatti si decretò che le vetrerie di Venezia fossero trasferite a Murano considerato che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi, particolarmente gravi visto che la maggior parte delle strutture della città erano in legno. Vi era l’ordine per i mastri vetrai di vivere sull’isola e di non poter lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia riuscirono a fuggire, esportando all’estero le loro celebri tecniche. Il maestro vetraio viene assistito da due aiutanti chiamati servente e serventino. Essi sorreggono la lunga canna metallica sulla quale il maestro soffia per dare al vetro la forma desiderata, ma non solo, il servente ed il serventino manipolano a loro volta il vetro con gli attrezzi a loro disposizione, tra i quali sono essenziali la spatola ed una pinza chiamata borsella.

Dopo aver visitato le vetrerie di Murano e aver assistito di persona alla lavorazione del vetro (è infatti possibile quasi sempre dietro un’offerta libera assistere alla lavorazione del vetro in una qualsivoglia vetreria presente sull’isola) ripartiamo con destinazione Burano.

Burano è un centro abitato di 2.426 abitanti che sorge su quattro isole della laguna di Venezia settentrionale. La cittadina è nota per le sue tipiche case vivacemente colorate e per la secolare lavorazione artigianale ad ago del merletto di Burano. Un’ipotesi afferma che i colori vivaci servirebbero ai barcaioli per ritrovare la propria casa in presenza della nebbia, che a Burano si presenta particolarmente fitta. Ricordiamo inoltre che per tutto il periodo del regno d’Italia per cambiare il colore di una casa era necessario richiedere il permesso ad un sovrintendente.

Dopo una visita nel meraviglioso centro abitato di Burano prendiamo il vaporetto in direzione Torcello.

Torcello fu uno dei più antichi e prosperi insediamenti della laguna, fino al declino conseguente alla predominanza della vicina Venezia e al mutare delle condizioni ambientali. Attualmente l’isola conta appena diciassette residenti, ma presenta un inestimabile patrimonio archeologico. Campagne archeologiche condotte all’inizio degli anni Sessanta hanno rivelato che a Torcello era presente un insediamento sin dai primi secoli dell’Impero Romano. La basilica di Santa Maria Assunta fu ristrutturata nella forma attuale intorno all’anno mille. Essa è costituita dai finestroni con imposte formate da lastre di pietra. La parete occidentale presenta un mosaico in stile bizantino di notevolissime dimensioni rappresentante il Giudizio Universale. La chiesa di Santa Fosca, che risale al XII secolo, ha invece pianta a croce greca ed un porticato con colonne di marmo e capitelli che riprende il motivo architettonico dell’interno.Nello spiazzo prospiciente i due edifici sacri si trova il cosiddetto “trono di Attila“, ovvero un seggio riservato ai magistrati incaricati di amministrare la giustizia. Troviamo a Torcello anche un ponte che presenta la caratteristica forma priva di parapetti, originale dei primi ponti veneziani, chiamato Ponte del Diavolo.

E’ giunta dunque l’ora di rientrare a Venezia per prendere il treno con direzione Milano Centrale.

Mi auguro che questo itinerario sia stato di vostro gradimento e che vi sia utile nel caso vogliate visitare Venezia

Il vostro Turistaperpassione,

Francesco

Quattro giorni in Toscana tra Sapori, Cultura e Storia

Piccola gita fuori porta in camper alla riscoperta dei Sapori, della cultura e della storia Toscana.

Percorrenza Km (indicativa): 1000km

Regioni attraversate: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 4

Tappe Principali: Colle di Val d’Elsa(43°25′21″N 11°07′36″E), Collalto (43°20′51″N 11°06′27″E), Monteriggioni(43°24′N 11°13′E), Abbazia di San Galgano( 43°08′57.87″N 11°09′20.26″E / 43.149408°N 11.155628°E43.149408), San Quirico d’Orcia(43°04′N 11°36′E),  Pienza(43°04′43″N 11°40′44″E), Montepulciano (43°06′N 11°47′E), San Gimignano(43°28′03.79″N11°02′35.6″E)

Budget Stimato:Carburante (con un consumo medio di 8km/l 181euro) Pedaggio (100-150 euro circa) Pasti (15 euro al giorno a persona x 3gg 45euro) Aree campeggio (circa 50euro) . Totale 426 Euro (4giorni)

Programmazione Generale Itinerario

Giorno 1 (km. 365 – totali km. 365) 

  • Partenza h10.00
  • Colle Val D’Elsa h16.30
  • Collalto h20.30

Dove Dormire: Campeggio ‘Il Casale’, frazione Collalto, 6 posti su prato e 12 su terra battuta, elettricità,
tel. 0577 929718. Casale Collalto , 3 Colle di Val d’Elsa (Siena)
Eur 15,00 + tassa soggiorno (costo totale x 2 persone)

Giorno 2 (km. 135 – totali km. 505) 

  • Partenza h09.45
  • Monteriggioni h10.15
  • Abbazia di San Galgano h12.00
  • San Quirico D’Orcia h17.00
  • Bagno Vignoni h19.30

Dove Dormire: Area sosta camper a San Quirico d’Orcia Via delle Scuole. L’area è un grande parcheggio con circa 60 posti camper, in piano e su asfalto, illuminata, pagamento con parchimetro a ore. Dispone di fontanella dell’acqua potabile ed il camper service. Il centro del borgo medievale è a circa 400 m.
Eur 10.00 + tassa soggiorno 

Giorno 3 (km132 – totali km. 640 ) 

  • Pienza h10.30
  • Montepulciano h15.00
  • San Gimignano h19.30

Dove Dormire: area di sosta Santa Chiara (km 1,2 da San Gimignano), immersa nel verde delle campagne toscane. Bus navetta che è a completa disposizione per accompagnarvi alle porte della città di San Gimignano e riprendervi successivamente per il rientro. Via Di Castel San Gimignano Loc . Racciano, 53037 San Gimignano  Telefono:0577940887 Euro 15,00 + tassa soggiorno (costo totale x 2 persone)

Giorno 4  (km. 370 – totali km. 1010) 

  • San Gimignano fino h 14.00
  • Rientro h14.00

CURIOSITà

Giorno 1

Colle di Val d’Elsa è arroccata nella sua parte più antica su di un alto poggio. Anticamente il tessuto urbano era diviso in tre parti: il Borgo di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano oggi semplificati in “Colle alta” e “Colle bassa” che sono oggi collegate da un comodissimo ascensore. Il comune è il più importante centro italiano della produzione di cristallo. La città è inoltre famosa per aver dato i natali, nel 1240, ad Arnolfo di Cambio, al quale è stata in seguito dedicata la piazza principale.

Giorno 2

« […] però che, come in su la cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
così la proda che ‘l pozzo circonda
torregiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tona »
(Dante Alighieri,  Inferno canto XXXI, vv. 40-45)

Monteriggioni è un comune di 9.035 abitanti della provincia di Siena. Fa parte della cosiddetta Montagnola Senese. C’è un comodo parcheggio per camper proprio ai piedi del borgo fortificato, dove volendo si può anche sostare per la notte. Il paese è veramente carino, tutto cinto da mura e con ben 14 torri.

L’abbazia di San Galgano è un’abbazia cistercense, sita ad una trentina di chilometri da Siena, nel comune di Chiusdino. Il sito è costituito dall’eremo(detto “Rotonda di Montesiepi”) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura, meta di flusso turistico. La mancanza del tetto – che evidenzia l’articolazione della struttura architettonica – accomuna in questo l’abbazia a quelle di Melrose, di Kelso e di Jedburg in Scozia, di Tintern in Galles, di Cashel in Irlanda, di Eldena in Germania, di Beauport a Paimpol (Bretagna) e del Convento do Carmo a Lisbona. Poco distante nell’Eremo di Monte Siepi è custodita una “spada nella roccia” appartenuta a San Galgano, un cavaliere del XII secolo che scelse una vita da eremita.

San Quirico d’Orcia è un comune italiano di 2 672 abitanti chiamati sanquirichesi della provincia di Siena in Toscana. Nella frazione Vignoni è presente un antico castello, il Castello di Vignoni, quasi disabitato, già residenza dei Salimbeni nel XII secolo, e successivamente degli Amerighi dal XIV secolo. Ha una torre medioevale mozzata, una chiesa romanica ripristinata (all’interno era conservato un crocifisso del Giambologna, ora custodita presso il museo di Montalcino, e un fonte battesimale del secolo XV, ora presso la Collegiata di San Quirico) e, di fianco alla chiesa, l’impianto immobiliare (riedificato nei primi anni novanta) del quattrocentesco Palazzo degli Amerighi, in cui si ordì la congiura contro gli Spagnoli oppressori di Siena (1555-1559). San Quirico ha inoltre alcune chiese rilevanti dal punto di vista storico-artistico: oltre alla già citata Collegiata di San Quirico (più precisamente Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta) e alla Chiesa romanica di San Biagio a Vignoni, vanno segnalate la Chiesa di San Giovanni Battista a Bagno Vignoni, la Chiesa e la Cappella della Madonna di Vitaleta, la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’Oratorio della Misericordia.

Bagno Vignoni è, con 30 abitanti (censimento 2001), l’unica frazione di San Quirico d’Orcia in provincia di Siena (306 m s.l.m.). Il villaggio sorge nel cuore della Toscana, all’interno del Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia e grazie alla vicinanza con la via Francigena (il percorso principale seguito nell’antichità dai pellegrini che si recavano a Roma) le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali. Al centro del borgo si presenta la “Piazza delle sorgenti”, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche.

Giorno 3

Pienza è un comune italiano di 2.153 abitanti della provincia di Siena in Toscana. È probabilmente il centro più rinomato e di maggiore importanza artistica di tutta la Val d’Orcia. È non molto distante dalla strada statale Cassia e dagli altri due importanti centri della valle, San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia. Il centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1996. Gran parte del rilevante patrimonio storico-artistico di Pienza si concentra nella suggestiva piazza dedicata al pontefice Pio II, personalità che tanto ha dato alla cittadina, cercando di farne la sua “città ideale” del Rinascimento.

Montepulciano è un comune italiano di 14.230 abitanti della provincia di Siena in Toscana. Il comune è posto a 605 metri sul livello del mare, a cavallo tra la Valdichiana e la Val d’Orcia. Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C. Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti, dai quali si ricava il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. Passeggiare per le vie del centro storico è piacevolissimo, ci sono moltissime cantine che permettono di assaggiare i loro vini ed in alcuni casi di visitarle. Salendo per una stretta vietta si arriva poi in cima ad una collinetta dove c’è un parco pubblico dal quale si gode un bel panorama. Bella anche la Piazza Grande.

Giorno 4

San Gimignano  è un comune di 7.777 abitanti situato in provincia di Siena. Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell’aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età comunale. San Gimignano è soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d’oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano sedici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la torre Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa (che all’epoca era la più alta), anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, fecero costruire due torri poco più basse di quasi eguale grandezza, per dimostrare la propria potenza.

A disposizione per qualsiasi consiglio o parere

Il vostro turistaperpassione

Francesco

Passo Umbrail e Passo dello Stelvio

Il passo dello Stelvio è da sempre uno dei passi più belli d’Europa. Su queste salite, nel corso degli anni, si sono affrontati i migliori ciclisti di tutti i tempi. La vetta a 2758 metri di altitudine diviene per gli amanti delle due ruote un ambizioso e soddisfacente traguardo culmine di un lungo allenamento ed una meticolosa preparazione fisica.

Percorrenza Km (indicativa): 100km

Regioni attraversate: Lombardia, Svizzera, Trentino Alto Adige

Mese: Giugno

Giorni Itinerario: 1-2(in base all’allenamento)

Tappe Principali: Bormio(46°28′N 10°22′E), Passo Umbrail (46°32′29.4″N10°25′59.52″E), Val Monastero( 46°36′00.66″N 10°24′59.96″E / 46.600184°N 10.416656°E46.600184), Glorenza(46°40′N 10°33′E), Prato allo Stelvio(46°37′06.06″N 10°35′32″E), Passo dello Stelvio(46°31′42.96″N10°27′09.72″E), Bormio(46°28′N 10°22′E)

Budget Stimato: Pernottamento in mezza pensione (55-60 euro) Pasti (18 euro circa). Totale 78 Euro (2giorni)

Distanza in Salita: 42Km

Distanza in Discesa: 46.8Km

Distanza in Pianura: 4.8Km

Difficoltà:*****

Condizione:*****

Lo Stelvio è da sempre un importante collegamento estivo specialmente per la sua vocazione turistica e sportiva.Con la sua altitudine di 2758m s.l.m. divide le Alpi Retiche Occidentali dalle Alpi Retiche meridionali. Il passo si trova in prossimità del confine con i Grigioni Svizzeri, a cui è collegato tramite il passo dell’ Umbrail (2503 m s.l.m.). La strada che lo attraversa collega Bormio con Trafoi e la Val Venosta, contando ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. Su tutti e tre i versanti ( due italiani e uno svizzero) il passo rimane chiuso in inverno per riaprire solitamente i primi di maggio.

Partiti da Bormio ci avviciniamo alla vetta tramite un fitto snodo di tornanti, che rapidamente, ma non senza fatica, ci fanno guadagnare quota. A 4 km dal Passo dello Stelvio (quello più impegnativo), deviamo a sinistra in direzione della Svizzera. Una volta entrati in territorio Elvetico comincia la tanto desiderata discesa.  Arrivati a Santa Maria, svoltiamo a destra e tramite la splendida Val Monastero, si rientra in Italia, dove si trova l’affascinante fortezza di Glorenza.

La Val Monastero (Val Müstair in romancio e Münstertal in tedesco) è una valle dei Grigioni e dell’Alto Adige attraversata dal Rio Ram (Rom in romancio, Rambach in tedesco) che sfocia nell’Adige. La valle incomincia dal Passo del Forno (2149 m s.l.m.) ed è la valle più orientale della Svizzera. Pur facendo interamente parte della regione geografica italiana è per la maggior parte all’interno del territorio svizzero e soltanto la parte finale (a sud-est) è italiana.Per questa valle si dice sia passato Carlo Magno durante il suo viaggio verso Roma, dove ricevette l’incoronazione.

Glorenza (Glurns in tedesco, Gluorn in romancio) è un comune italiano di 896 abitanti in Trentino Alto Adige, situato lungo la strada verso il Passo del Forno, nell’Alta Val Venosta, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. È il più piccolo comune dell’Alto Adige a fregiarsi del titolo di città. A Glorenza esiste il detto: “La nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura.” La città infatti è letteralmente circondata da mura e sarebbe un vero peccato non renderla parte integrante di questo itinerario

Il tratto che manca per arrivare a Prato dello Stelvio è tranquillo e senza difficoltà. E’ proprio nei dintorni di questo comune che mi sento di consigliare il pernotto. Ci sono diverse soluzioni dalle più economiche alle più esigenti in base alle vostre disponibilità e preferenze.

Da qui in poi, il giorno seguente, comincierà la vera avventura con una salita di 25 km, per un dislivello di 1800m. Raggiunto il passo dello Stelvio, esausti ma soddisfatti della nostra impresa, cominceremo la discesa verso Bormio dove il nostro itinerario ha avuto inizio.

Spero che sia stato di vostro gradimento e rimango a disposizione per qualsivoglia commento o proposta di approfondimento.

Il vostro turistaperpassione

Francesco

Culmine San Pietro, Val Taleggio, San Pellegrino Terme, Valcava

Itinerario in Moto studiato per gli amanti delle curve e dei paesaggi mozzafiato.

Percorrenza Km (indicativa): 180Km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 1 (Partenza la mattina, rientro pomeriggio)

Tappe Principali: Culmine di San Pietro(45°54′08.28″N9°29′38.04″E ), Val Taleggio (45°52′59.88″N 9°36′00″E), San Pellegrino Terme(45°50′N 9°40′E), Valcava(45°47′15″N 9°30′46″E)

Budget Stimato: Carburante (17 euro circa), Pranzo completo (18 euro circa). Totale 35 Euro

Cominciamo il nostro itinerario da Villasanta, comune di 15000 abitanti nella provincia di Monza e Brianza. Proprio da qui ci dirigiamo verso la SS36 dove seguiamo le indicazioni per Valsassina. Successivamente seguiamo le indicazioni per Culmine di San Pietro.

A 1258 m s.l.m. nel comune di Cassina Valsassina si trova il Valico denominato Culmine di San Pietro che mette in comunicazione la Valsassina (Lecco) con la Val Taleggio (Bergamo). Proprio attraverso questo valico infatti, anni e anni fa, passavano i pastori della bergamasca per venire a commerciare il taleggio nel lecchese.

Percorrendo la SP25, giungiamo a San Giovanni in Bianco dove incrociamo nel nostro itinerario il torrente Enna che nel corso degli secoli ha formato una spettacolare  forra della lunghezza di circa 3 chilometri, chiamata l’Orrido della Val Taleggio.

Proseguiamo dunque il nostro viaggio seguendo le indicazioni per San Pellegrino Terme dove faremo la nostra pausa pranzo in uno dei tanti ristoranti presenti in loco. Per coloro che non vogliono spendere molto consiglio un aperitivo nei graziosi bar che affacciano sulla via centrale (5-7 euro a persona).

Considerata la capitale della Val Brembana, San Pellegrino è una rinomata località climatica di cura e di soggiorno, conosciuta in tutto il mondo per via dell’omonima acqua minerale. Conserva, all’interno dei propri confini, importanti testimonianze della Belle Époque in  perfetto stile Liberty quali il Grand Hotel, il Casinò Municipale e le Terme.

Riprendiamo dunque percorrendo la SS470. Seguiamo le indicazioni per Valle Imagna/Almenno San Salvatore e  una volta giunti qui, proseguiremo seguendo le indicazioni per Valcava.

Valcava è una località montana a 1200m di altitudine sul crinale prealpino orobico tra il Monte Tesoro e il Monte Linzone. È nota soprattutto per essere un valico stradale che collega la Valle San Martino (Lecchese) con la Valle Imagna (bergamasco); nonché per essere sede di innumerevoli installazioni radiotelevisive, in quanto posta in posizione dominante la pianura padana settentrionale e la zona del milanese.

Scendiamo dunque dalla Valcava lungo la SP179 per poi far ritorno alla nostra meta di partenza.

Un caro saluto a tutti voi Turistiperpassione.

Francesco

Passo del Ghisallo e Osservatorio Astronomico di Sormano

Itinerario in moto concepito per chi ha poche ore a disposizione ma non vuole sacrificare curve e paesaggi incantevoli.

Percorrenza Km (indicativa): 110km

Regioni attraversate: Lombardia

Mese: Marzo

Giorni Itinerario: 1 (partenza la mattina e rientro primo pomeriggio)

Tappe Principali: Colle Brianza(45°46′N 9°22′E), Bellagio (45°59′15″N 9°15′43″E), Passo del Ghisallo(45°55′25.18″N 9°16′01.63″E), Colma di Sormano(45°52′58.5″N9°13′45.1″E)

Budget Stimato: Carburante (circa 10 euro), Pranzo Piatto del giorno+acqua (13.50euro). Totale circa Euro 23.50

Partiamo dunque da Casatenovo(LC), dopo un’abbondante colazione al Bar Canarino, con destinazione Colle Brianza tramite la SP51 e successivamente la SP342 per poi svoltare a sinistra in direzione Santa Maria Hoè.

A metà strada tra il lago di Lecco e Milano sorge Colle Brianza, antico borgo di 1750 abitanti in cui il Molgora trova la sua sorgente. La montagna su cui sorge Colle Brianza ha la sua massima vetta nel monte Crocione (895m s.l.m.). La strada regolare e in buona parte esposta al sole fanno di questa località una tappa fissa sia per i motociclisti che per i ciclisti. Per questa località passa anche il giro di Lombardia.

Da Colle Brianza prendiamo la SS58 in direzione Lecco per poi imboccare la magnifica SS583 che, con la roccia da una parte e il lago dall’altra, ci condurrà fino a Bellagio per una pausa caffè d’obbligo in questo luogo incantevole.

Bellagio è un comune di 3820 abitanti in provincia di Como. Il suo territorio rappresenta uno dei vertici ideali del famoso Triangolo Lariano. La sua magnifica posizione, proprio sulla ramificazione del lago di Como con un panorama alpino mozzafiato all’orizzonte, lo rende una rinomata meta turistica da tutto il mondo. Lungo le rive del promontorio di Bellagio si trovano molte antiche dimore nobiliari, circondate ciascuna da parchi e giardini secolari. Alcuni di essi, come nel caso di Villa Melzi e Villa Serbelloni, sono aperti al pubblico.

Ripartiamo dunque da Bellagio e prendiamo la SP41 con direzione Ghisallo.

A 754 m s.l.m. si trova il celebre Passo del Ghisallo che collega la parte alta del Triangolo Lariano con la Valassina. La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia e dal Giro d’Italia. Per questo motivo, la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti. Su iniziativa del parroco di allora don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949, il Papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti.  Secondo un’antica leggenda prende il nome da un certo Ghisallo il quale, nel medioevo, fu assalito proprio in quel luogo da alcuni briganti e fece dunque voto alla madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato. Il 14 Ottobre 2006, a fianco del Santuario, è stato inaugurato il Museo del Ciclismo. Proprio nel santuario si trovano esposti diversi cimeli che hanno fatto la storia del Ciclismo  ad esempio le biciclette usate da Bartali, Coppi e Merckx nelle loro vittorie al Tour de France, la bici speciale usata da Moser per il record dell’ora e diverse maglie Rosa, Gialle e Irridate.

Procediamo dunque lungo la SP41 fino al bivio per Sormano dove poi procederemo lungo la SP44  per giungere all’Osservatorio Astronomico.

Sulle Prealpi Lombarde, a circa 1000 metri di altitudine, si trova dal 1987 l’Osservatorio Astronomico di Sormano.  Nel corso degli anni ha indirizzato le sue ricerche verso l’osservazione dei corpi minori del sistema solare quali asteroidi e comete ed ha promosso attività divulgative a tema astronomico, diurna e notturna, con conferenze ed osservazioni dirette del sole durante il giorno e degli astri di notte. Lo strumento principale dell’osservatorio è il telescopio Cavagna. Realizzato in fibra di carbonio dall’azienda americana RCOS (Ritchey-Chrétien Optical System), ha uno specchio primario di 50 cm di diametro ed un rapporto focale di 6.8. Proprio accanto all’Osservatorio Astronomico si trova un grazioso Bar-Ristorante che propone il piatto del giorno a 12.50 euro.

 

In alternativa diversi amici mi hanno consigliato l’agriturismo Binda che si trova procedendo lungo la SP44 poco dopo l’Osservatorio. Purtroppo mi sarebbe piaciuto proseguire l’itinerario lungo la SP44 attraverso il Pian del Tivano per poi percorrere il lungolago Comasino e far rientro a Casatenovo(LC) tramite la SP342, ma per ragioni di impegni familiari sono dovuto rientrare anzitempo optando per la SP41 e quindi un rientro più celere alla meta di partenza.

Come sempre a disposizione per qualsiasi consiglio utile a migliorare la mia e la vostra esperienza di navigazione,

Il vostro Turistaperpassione

Francesco

 

 

 

Passo dello Stelvio e Trentino Alto Adige in Moto

Itinerario in Moto studiato per gli amanti delle curve e dei paesaggi mozzafiato. Il passo dello Stelvio è il secondo valico automobilistico più alto d’Europa raggiungendo i 2758 m s.l.m.

Percorrenza Km (indicativa): 500Km

Regioni attraversate: Lombardia, Trentino Alto Adige

Mese: Ottobre

Giorni Itinerario: 1

Tappe Principali: Passo dell’Aprica(46°09′01.9″N10°08′58.59″E), Passo dello Stelvio (46°31′42.96″N10°27′09.72″E), Lagundo(46°41′N 11°08′E), Passo della Mendola(46°25′00.48″N11°12′25.92″E), Passo del Tonale(46°15′28.44″N10°34′55.2″E).

Budget Stimato: Carburante (44euro), Pranzo Panino+Bibita (6 euro). Totale circa 50 Euro

Partendo da Bergamo percorriamo la SS42 del Tonale e della Mendola costeggiando prima il Lago di Endine e poi il lago d’Iseo fino a giungere ad Edolo dove poi imboccheremo l’SS39 fino a giungere al passo dell’Aprica

Il passo dell’Aprica con la sua altitudine di 1181 m s.l.m. è un valico delle alpi Lombarde che collega la Valtellina con la Val Camonica e rappresenta il confine  tra la provincia di Brescia e quella di Sondrio. E’ proprio su questo passo che troviamo l’omonimo comune, meta turistica d’eccezione per gli amanti di diversi sport quali lo scii, il ciclismo, il motociclismo e via discorrendo. Grazie alla sua altitudine non proibitiva è considerato la via di comunicazione preferenziale per passare dall’alta Valtellina alla Pianura Padana centro-orientale. Infatti le altre due alternative sarebbero il passo del Gavia (46°20′36.96″N10°29′16.44″E) e il passo del Mortirolo (46°14′52.87″N10°17′56.91″E) ed entrambi sono tra i 1800 e i 2600 metri s.l.m., decisamente maggiori dei 1181 m s.l.m del passo dell’Aprica.

Procediamo dunque lungo la SS38 dello Stelvio fino a raggiungere la vetta di 2758m s.l.m. dove pranzeremo in uno dei ristoranti presenti in loco oppure, come ho fatto io, potremo optare  per un bel panino Würstel e crauti meticolosamente preparato dal “paninaro” del posto con 30 anni di esperienza alle spalle.

Il passo dello Stelvio è da sempre uno dei passi più belli d’Europa.Con la sua altitudine di 2758m s.l.m. divide le Alpi Retiche Occidentali dalle Alpi Retiche meridionali. Lo Stelvio è da sempre un importante collegamento estivo specialmente per la sua vocazione turistica e sportiva, non solo per il turismo sciistico e montano, ma anche perché meta ambita di ciclisti e motociclisti. Il passo si trova in prossimità del confine con i Grigioni Svizzeri, a cui è collegato tramite il passo dell’ Umbrail (2503 m s.l.m.). La strada che lo attraversa collega Bormio con Trafoi e la Val Venosta, contando ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. Su tutti e tre i versanti ( due italiani e uno svizzero) il passo rimane chiuso in inverno per riaprire solitamente i primi di maggio. Se, come me, amate le curve e la moto non potete lasciarvi scappare il Passo dello Stelvio. Ogni anno tra giugno e luglio si tiene un raduno a cui partecipano migliaia di motociclisti da ogni dove. Il percorso è molto pittoresco ed offre delle curve pennellate molto guidabili ed un rettilineo quasi in cima al passo che è fantastico. Senza contare la natura mozzafiato e i panorami da cartolina che lasceranno in voi Turisti per passione un ricordo indelebile negli anni a venire.

Proseguendo lungo la SS38 dello Stelvio giungiamo a Lagundo dove una sosta “merenda” alla Forst è letteralmente d’obbligo.

Lagundo è un comune di 5 029 abitanti della provincia di Bolzano in Trentino Alto Adige. Il paese di Lagundo è noto agli amanti della birra in quanto presso una sua frazione, Foresta (ted. Forst), si trova lo stabilimento della birra forst. Birra Forst (azienda fondata nel 1857) è il maggiore produttore italiano indipendente di birra e dententore anche del marchio Menabrea (i suoi omologhi hanno cambiato proprietà passando in mani straniere, ad esempio: birra Moretti (Heineken), Birra Poretti (Carlsberg), Birra Peroni (SABmiller).

Ripartiamo dunque dopo la meritata pausa e percorrendo la SS38 Dello Stelvio  prendiamo l’uscita Appiano imboccando dunque la SS42 del Tonale e della Mendola  la quale ci condurrà attraverso gli ultimi due valichi alpini del nostro itinerario.

Il passo della Mendola, (1.363 m s.l.m.) è un valico alpino del Trentino Alto Adige sulla strada statale 42 del Tonale e della Mendola che congiunge Treviglio in provincia di Bergamo con Bolzano attraverso i due passi omonimi. È posto tra il monte Penegal e il monte Roen e situato sulla catena montuosa della costiera della Mendola che a nord est strapiomba sulla valle dell’Adige e a sud ovest verso la Val di Non . La costruzione della strada del passo durò dal 1880 al 1885. Nel secondo dopoguerra la strada della Mendola è stata teatro di diverse corse motociclistiche e automobilistiche, tra cui la cronoscalata Appiano-Mendola che per diversi anni fu inserita nel campionato nazionale cronoscalate automobilistiche. Le ultime tre edizioni della Mille Miglia(1958, 1959, 1961) transitarono dal Passo della Mendola.

Il passo del Tonale, situato a 1.883 m s.m.l., è un valico alpino nelle Alpi Retiche meridionali che divide le Alpi dell’Ortles a nord e le Alpi dell’Adamello e della Presanella a sud. Mette in comunicazione la val di Sole (Vermiglio) con l’Alta valle Camonica (Ponte di Legno). Il Tonale, centro turistico sia estivo che invernale, è punto di appoggio per numerosi itinerari alpinistici ed escursionistici che consentono di prendere contatto con la natura delle Alpi Retiche e la realtà storica della Guerra Bianca che qui ha lasciato numerosi segni ancora vivi nel paesaggio. Le montagne circostanti il passo del Tonale furono, infatti, teatro di combattimenti durante la prima guerra mondiale: un sacrario monumentale, opera diTimo Bortolotti realizzato negli anni trenta del Novecento accoglie oggi le spoglie di oltre 800 caduti italiani e austro-ungarici.

Riprendiamo dunque il nostro viaggio lungo la SS42 del Tonale e della Mendola per far rientro a Bergamo, dove la nostra avventura è iniziata.

Una giornata magica, con tanti chilometri macinati, accompagnati da panorami mozzafiato che rimarranno per sempre indelebili in noi, turistiperpassione.